Sicilia, i deputati Ars si aumentano lo stipendio

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Si dice “che la notte porta consiglio”, ma evidentemente tale proverbio non è in voga presso l'Assemblea Regionale Siciliana, dove con un colpo di scena e il ricorso al  voto segreto, viene bocciato l'ordine del giorno presentato dal deputato di Sicilia vera, Cateno De Luca, per bloccare l'aumento in busta paga ai settanta deputati regionali, legato a una norma che prevede l'automatico adeguamento Istat.

Pertanto i parlamentari regionali siciliani percepiranno 890 euro lordi mensili in più, ossia circa 10.700 euro in più l'anno .
Vane le pressioni esercitate dai vertici nazionali di Fdi sulla maggioranza parlamentare di centrodestra dell'isola, per una misura impopolare che finirà inevitabilmente per creare non poco imbarazzo politico.

Il tutto è avvenuto nell'ambito della discussione sulla legge di stabilità 2023, varata all'alba del 10 febbraio con 35 voti favorevoli e 22 contrari; l'emendamento in questione invece viene affossato con 29 voti contrari e 24 favorevoli. Formalmente si trattava degli adeguamenti Istat delle indennità per i parlamentari siciliani: l'emendamento prevedeva proprio l’abrogazione della norma della legge che nel 2014 aveva introdotto l’automatismo della rivalutazione delle indennità al costo della vita. Lo stesso era stato presentato alla luce delle polemiche scatenatesi, quando le intenzioni di voto a riguardo erano diventate di dominio pubblico.

A richiedere il voto segreto, Gianfranco Miccichè che afferma: “Con l'indennità da parlamentare arrivo a fine mese e chiedo scusa a chi purtroppo non ci arriva. Ma non ho ville, non ho yacht e non rubo, si è montato un polverone su un automatismo”.

Ad astenersi, secondo il M5S che parla di “farsa”, sarebbe stato tra gli altri lo stesso Cateno De Luca “che inneggia alla correttezza sua e dei suoi, e poi non vota, assieme ai deputati dei suoi gruppi, l’emendamento che avrebbe stoppato gli aumenti Istat, salvando di fatto l’aumento degli stipendi dei deputati Ars”.
Però anche il comportamento dei Cinque Stelle è apparso controverso: in prima battuta infatti, avrebbero votato l’aumento insieme alla maggioranza, salvo poi come già accaduto a livello nazionale per il caso della dotazione degli iPad, virare orientamento e assumere una posizione inflessibile.

Nel frattempo rimane il dato politico: in un contesto come quella della Regione Sicilia, drastica sotto gli aspetti dei conti pubblici, a fronte di un' economia dell'isola non certo fiorente, di un mercato del lavoro che presenta tassi di disoccupazione e di neet tra i più alti in Europa, le uniche remunerazioni a crescere significativamente sono quelle dei deputati regionali e pazienza per lavoratori e pensionati, martoriati da pesanti aumenti dei costi energetici, del carburante e dei prezzi dei beni di consumo.

E di fronte a quanto andato in scena nei palazzi legislativi siciliani, manca solo la celebre frase del Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazz..!” 

 

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

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