Serbia. Vucic perde le elezioni e accusa UE e USA di interferenze

358
Serbia. Vucic perde le elezioni e accusa UE e USA di interferenze

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

In Serbia si consuma un terremoto politico destinato a ridefinire gli equilibri nei Balcani. I risultati preliminari diffusi dalla Commissione elettorale della Repubblica (RIK) confermano che la Lista degli Studenti, forza cardine dell'opposizione, è in nettissimo vantaggio nelle elezioni parlamentari anticipate con il 51,84% dei voti, a fronte del 39,77% ottenuto dalla coalizione di governo Serbia Unita. Con quasi il 93% dei seggi già scrutinati, i dati ufficiali convergono con le proiezioni finali degli istituti CeSID e Ipsos, che attribuiscono all'opposizione guidata dai giovani il 52,9% delle preferenze e alla compagine di governo il 38,8%.

La consultazione elettorale è giunta al culmine di una fase di profonda instabilità istituzionale e sociale, apertasi nel novembre 2024 con il tragico crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad costato la vita a 16 persone.

La lettura di Vucic: "Una rivoluzione eterodiretta dal deep state"

Nel commentare la sconfitta, l'ex presidente serbo ha scelto toni di netto scontro geopolitico, puntando il dito contro le regie occulte esterne che avrebbero finanziato e orchestrato la mobilitazione di piazza: "È la conferma di una rivoluzione condotta con il sostegno diretto di vari Paesi europei e del deep state americano".

Rivolgendosi ai vincitori con toni duri, Vucic ha rincarato la dose: "Mi congratulo con loro, anche se sono solo gli esecutori di un lavoro sporco ideato da qualcun altro per abbattere un Paese sovrano. Per il momento ci siete riusciti. Per quanto tempo? Lo vedremo". Pur ammettendo la disfatta e confermando che continuerà la battaglia dai banchi dell'opposizione senza lasciare il Paese ("Amo la Serbia. Non lascerò mai la Serbia"), il leader uscente ha lasciato intendere che la transizione aprirà scenari ad altissima tensione, non ultimi i dossier legati all'allineamento geopolitico di Belgrado, a partire dalle pressioni occidentali per imporre sanzioni economiche contro la Russia, un argine che la vecchia guardia sosteneva di voler difendere.

Le congratulazioni lampo di Bruxelles e l'ipoteca sull'asse atlantico

Mentre le piazze di Belgrado festeggiavano la fine di un'era, la risposta dell'apparato eurocratese non si è fatta attendere. I vertici di Bruxelles — con i messaggi speculari affidati ai social da Ursula von der Leyen e António Costa — si sono affrettati a blindare il risultato della Lista degli Studenti, promettendo immediato sostegno finanziario e politico per accelerare i processi di integrazione della Serbia nell'Unione Europea.

Resta ora da capire quale sarà il reale margine di manovra di un esecutivo nato sulle ceneri di una protesta di piazza e immediatamente rivendicato dai tecnocrati comunitari come una vittoria della propria sfera di influenza, in un quadrante balcanico che continua a rappresentare il terreno di scontro primario tra le spinte del multipolarismo eurasiatico e l'egemonia euro-atlantica.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González di Geraldina Colotti L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti