Quali saranno le ripercussioni della vittoria dell'esercito siriano a Salma?

A 100 giorni dall'entrata della Russia nel conflitto in Siria, le truppe siriane hanno completamente liberato la città di Salma, bastione dei gruppi terroristici, in provincia di Latakia, considerata da molti analisti inespugnabile. Il giornalista Yusuf Fernandez analizza la vittoria delle truppe siriane ed i possibili sviluppi di questo successo sull'intero conflitto in Siria.

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Salma si trova 48 chilometri ad est della città di Latakia, capoluogo di provincia, era un luogo turistico rinomato prima della guerra. Si tratta di una zona montagnosa circondata da colline, qualcuna inaccessibile.
 
Dopo lo scoppio del conflitto, Salma è diventata la capitale dei terroristi nella regione della Montagna dei curdi. Il primo effetto immediato dopo la sua conquista è che i terroristi non possono più bombardare la città di Latakia da questo luogo con razzi a lungo raggio. La base aerea di  Humaimam, dove sono dispiegati gli aerei russi, è ora completamente protetta.
 
La battaglia nel nord Latakia è durata 96 giorni e l'avanzata dell'esercito siriano è stata facilitata da attacchi aerei russi e siriani.
Il crollo del morale dei terroristi è stato un fattore chiave per la vittoria. I leader delle fazioni hanno rifiutato di inviare rinforzi a Salma, nonostante le suppliche disperate dei terroristi,. Questo è stato un colpo psicologico difficile per i terroristi a Latakia e, per esteso, altrove in Siria.
 
La battaglia di Salma ha significato il passaggio da una strategia di difesa ad un'altra offensiva basata sulla mobilità, maneggevolezza e potenza di fuoco superiore. Questo cambiamento è stato reso possibile con l'inizio della campagna aerea russa lo scorso 30 settembre. Questo smentisce tutta la propaganda di alcuni media arabi e occidentali che parlavano di un nuovo Afghanistan per la Russia. La campagna di Russia in Siria va bene, ha successo ed è sulla buona strada per raggiungere nel medio-lungo termine, la sconfitta totale del terrorismo nel paese.

Con la rapida conquista di Salma, l'esercito siriano e le Forze Nazionali di Difesa prenderanno la decisione di conquistare  città più piccola, Rabia, che si trova nel nord-ovest della provincia di Latakia.
Dopo aver preso Rabia, l'esercito siriano dovrà esercitare il controllo su una vasta zona di confine con la Turchia che non può inviare armi e munizioni ai terroristi. In seguito, potrà arrivare la dichiarazione dello Stato siriano che tutta la provincia di Latakia è già stata messa insicurezza e priva di terroristi.
La vittoria ha permesso all'esercito di preparare una grande offensiva nella provincia di Idleb e un giro di vite sui distretti in mano ai terroristi ad Aleppo. In questo senso, la vittoria di Salma sarà la chiave per trasformare il conflitto in Siria, in una lotta volta a annientare sacche isolate di terroristi.
 
Erdogan, il primo perdente
 
Non c'è dubbio che gli eventi in corso a Latakia rappresentano un duro colpo per la strategia del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha visto i suoi terroristi sponsorizzati subire una pesante sconfitta, tra cui i turkmeni che voleva usare come quinta colonna all'interno Siria. La cosa peggiore per il presidente turco è che, lungi dal dissuadere i russi, l'abbattimento dell'aereo Su-24, a novembre, è servito come elemento trainante della campagna di terra e aria per liberare il governatorato di Latakia.
 
Erdogan potrebbe tentare di sfruttare l'attacco a Istanbul come una scusa e inviare truppe nella Siria settentrionale. Questo, tuttavia, potrebbe essere interpretata come una provocazione da parte della Russia, che ha fissato chiare e definite linee rosse contro un eventuale intervento turco.
 
Il secondo perdente è il regno wahhabita dell'Arabia Saudita, l'altro grande sponsor dei gruppi terroristici in Siria e creatore del "Yaish di Fateh" (L'Esercito della Conquista), una coalizione guidata dal Fronte Nusra, il ramo siriano di Al Qaida.
 
Sul fronte politico, la vittoria di Selma si svolge a pochi giorni prima della conferenza di Ginevra 3 per i negoziati volti a trovare una soluzione alla crisi siriana. La delegazione del governo siriano si siederà al tavolo con un altro successo mentre l'opposizione è in chiaro svantaggio.

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