Primi segnali di cedimento. Il Ministero degli interni "raccomanda tamponi gratuiti" per i lavoratori portuali

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Primi segnali di cedimento. Il Ministero degli interni "raccomanda tamponi gratuiti" per i lavoratori portuali

 

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Uno dei temi taciuti dell'utilizzo di un green pass per poter accedere al proprio posto di lavoro è che il lavoratore perde inesorabilmente la piena disponibilità del proprio corpo cedendola in tutto o in parte all'azienda (tramite obbligo di stato, oh, il vecchio Marx come torna! Sarà fascista pure lui, compagno di Fiore).

Un tema taciuto, ma un tema assolutamente cruciale: "O ti fai fare una puntura che ti inocula sostanze in corpo o accetti di farti introdurre nel naso un bel bastoncino quasi quasi fino al cervello [cit. Brunetta] oppure rimani senza lavoro e senza stipendio".

Questo è ciò che viene detto dal Governo. Anzi, che viene imposto dal governo. Tutti gli altri discorsi sono mero ricatto morale, mera manipolazione, compresa quella dell'accusa di fascismo nei confronti di chi non ci sta a subire il soppruso.

Ora, voi direte che si tratta di una situazione emergenziale dovuta a problemi di natura sanitaria e che il "sacrificio" finirà appena il virus sarà sconfitto. Ecco, posto che è tutto da vedere se si riesce a debellare un virus, comunque morto un virus se ne può sempre fare un altro.

Ciò che conta è che si è stabilito un principio: se uno vuole lavorare deve cedere in tutto o in parte la sovranità sul proprio corpo.

Segnalo una cosa non di poco conto. Il Parlamento Europeo ha commissionato uno studio dal titolo emblematico e che non lascia spazio a fraintendimenti: "L'uso di chip impiantati nel [corpo del] lavoratore". Certo, non sto dicendo che domani mattina faranno la legge per metterci il chip come ai cani. Ma certo se ne parla. Certo la cosa è talmente sdoganata che anche il Parlamento Europeo può iniziare a discuterne. Se ci si arriverà, e ci si arriverà se accettiamo di cedere la sovranità sul nostro corpo, troveranno la scusa per farlo "per il nostro bene".

Motivi di sicurezza, motivi sanitari, quello che volete. Il controllo sarà totale. Il corpo umano, l'uomo, come un semplice oggetto integrato nella nuova industria 4.0 della robotica e dell'intelligenza artificiale esattamente come una fresatrice o un altro macchinario qualsiasi. Il corpo umano, integrato nelle nuove fabbriche IoT, internet of Things. Controllo assoluto e totalizzante e la persona non più essere pensante, senziente e cosciente ma cosa tra le cose. Parte di quell'immenso "automa a pila" che sarà la fabbrica del futuro (se non sapete cos'è un automa a pile e una macchina astratta, vi dovete fidare).

Se protestare e segnalare questa situazione significa essere fascista e mi prendo l'accusa volentieri. In questa distopia, l'ultima cosa che mi tange e mi preoccupa è l'accusa di fascismo detta da quattro "socialisti per Draghi".

P.s. Il Ministero dell'Interno ha emanato una circolare dove raccomanda tamponi gratuiti per i lavoratori portuali.  La stroardinaria lotta dei lavoratori del porto di Trieste, Genova e da ieri Napoli inizia a dare risultati straordinari. Considerato che esiste una parità di diritti tra persone, dite che dovremmo pretenderli tutti? O no? Un governo privo di qualsiasi consenso reale nel paese ha assolutamente paura delle piazze e della mobilitazione dei lavoratori. Si sono accorti che il latrare al fascismo dei loro servi dei giornali non ha scoraggiato le persone.

Si legge nella circolare firmata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno inviata ai prefetti: Le imprese che operano nei porti, in considerazione della delicatezza e dell’essenzialità del settore dello shipping, potranno chiedere ai propri lavoratori la certificazione necessaria a operare (il cosiddetto Green Pass) senza timore di incorrere in violazione della privacy. Ma, al contempo, dovranno essere “invitate” a mettere a mettere a disposizione del personale sprovvisto di Pass tamponi antigenici o molecolari gratuiti." (Fonte: Shipmag)

 

 

 

Si legge

 
 
 
 
 

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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