Paraguay, si dimette il presidente neoliberista Santiago Peña travolto dallo scandalo bancario

302
Paraguay, si dimette il presidente neoliberista Santiago Peña travolto dallo scandalo bancario

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato le proprie dimissioni il 5 novembre, travolto da una grave crisi bancaria e dalla crescente pressione politica che aveva ormai aperto la strada a un possibile impeachment. A innescare la crisi è stato il collasso di Ueno Bank, istituto finanziario sottoposto all'intervento della Banca centrale, con conseguenze pesantissime per risparmiatori, lavoratori e fondi pensionistici. La vicenda ha assunto dimensioni nazionali. Secondo quanto riportato da TeleSur, circa 2,94 milioni di utenti, pari a quasi il 45% della popolazione paraguaiana, hanno perso l'accesso ai propri risparmi. A essere coinvolto è anche l'Instituto de Previsión Social, che aveva investito circa 345 milioni di dollari nella banca.

L'incertezza riguarda inoltre migliaia di pensionati e lavoratori che dipendono dalla solidità del sistema previdenziale. Lo scandalo ha sollevato interrogativi anche sulle responsabilità politiche del governo. Durante la presidenza Peña, infatti, erano stati modificati i criteri di investimento dell'ente previdenziale, consentendo una maggiore esposizione verso Ueno Bank. A rendere ancora più esplosiva la vicenda è un'inchiesta giornalistica pubblicata il 17 ottobre, secondo cui una società collegata all'istituto bancario avrebbe versato una somma ingente a un'impresa nella quale lo stesso Peña figurava come azionista. Le opposizioni e una parte dello stesso Partito Colorado avevano avviato in Parlamento un'iniziativa per sottoporre il presidente a giudizio politico, accusandolo di cattiva gestione delle proprie funzioni. La mozione sembrava destinata a raccogliere i consensi necessari, anche all'interno della maggioranza.

In questo contesto, la decisione di Peña di lasciare la presidenza ha di fatto bloccato la procedura, evitando che la crisi coinvolgesse direttamente anche il vicepresidente Pedro Alliana. Dietro le dimissioni si intravede inoltre il peso delle manovre interne al Partito Colorado, con l'intervento dell'ex presidente Horacio Cartes, figura centrale della formazione politica al governo. La soluzione individuata consente infatti ai Colorados di mantenere il controllo dell'esecutivo: secondo la Costituzione, sarà proprio Alliana ad assumere la presidenza della Repubblica. Nel suo messaggio, Peña ha parlato della necessità di preservare la stabilità del Paese e ha chiesto scusa ai cittadini qualora avesse tradito la loro fiducia. Ha inoltre auspicato la restituzione dei risparmi e la protezione dei fondi pubblici e previdenziali. Le sue parole, tuttavia, difficilmente basteranno a placare la rabbia di milioni di paraguayani.

La crisi di Ueno Bank ha messo a nudo le fragilità di un sistema finanziario e politico nel quale le scelte delle istituzioni possono esporre le risorse dei lavoratori a rischi enormi. Il presidente neoliberista lascia così il proprio incarico nel pieno di uno scandalo che investe non soltanto il suo governo, ma anche la credibilità delle istituzioni paraguaiane.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo! di Francesco Santoianni Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti