Paraguay, si dimette il presidente neoliberista Santiago Peña travolto dallo scandalo bancario
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato le proprie dimissioni il 5 novembre, travolto da una grave crisi bancaria e dalla crescente pressione politica che aveva ormai aperto la strada a un possibile impeachment. A innescare la crisi è stato il collasso di Ueno Bank, istituto finanziario sottoposto all'intervento della Banca centrale, con conseguenze pesantissime per risparmiatori, lavoratori e fondi pensionistici. La vicenda ha assunto dimensioni nazionali. Secondo quanto riportato da TeleSur, circa 2,94 milioni di utenti, pari a quasi il 45% della popolazione paraguaiana, hanno perso l'accesso ai propri risparmi. A essere coinvolto è anche l'Instituto de Previsión Social, che aveva investito circa 345 milioni di dollari nella banca.
L'incertezza riguarda inoltre migliaia di pensionati e lavoratori che dipendono dalla solidità del sistema previdenziale. Lo scandalo ha sollevato interrogativi anche sulle responsabilità politiche del governo. Durante la presidenza Peña, infatti, erano stati modificati i criteri di investimento dell'ente previdenziale, consentendo una maggiore esposizione verso Ueno Bank. A rendere ancora più esplosiva la vicenda è un'inchiesta giornalistica pubblicata il 17 ottobre, secondo cui una società collegata all'istituto bancario avrebbe versato una somma ingente a un'impresa nella quale lo stesso Peña figurava come azionista. Le opposizioni e una parte dello stesso Partito Colorado avevano avviato in Parlamento un'iniziativa per sottoporre il presidente a giudizio politico, accusandolo di cattiva gestione delle proprie funzioni. La mozione sembrava destinata a raccogliere i consensi necessari, anche all'interno della maggioranza.
In questo contesto, la decisione di Peña di lasciare la presidenza ha di fatto bloccato la procedura, evitando che la crisi coinvolgesse direttamente anche il vicepresidente Pedro Alliana. Dietro le dimissioni si intravede inoltre il peso delle manovre interne al Partito Colorado, con l'intervento dell'ex presidente Horacio Cartes, figura centrale della formazione politica al governo. La soluzione individuata consente infatti ai Colorados di mantenere il controllo dell'esecutivo: secondo la Costituzione, sarà proprio Alliana ad assumere la presidenza della Repubblica. Nel suo messaggio, Peña ha parlato della necessità di preservare la stabilità del Paese e ha chiesto scusa ai cittadini qualora avesse tradito la loro fiducia. Ha inoltre auspicato la restituzione dei risparmi e la protezione dei fondi pubblici e previdenziali. Le sue parole, tuttavia, difficilmente basteranno a placare la rabbia di milioni di paraguayani.
La crisi di Ueno Bank ha messo a nudo le fragilità di un sistema finanziario e politico nel quale le scelte delle istituzioni possono esporre le risorse dei lavoratori a rischi enormi. Il presidente neoliberista lascia così il proprio incarico nel pieno di uno scandalo che investe non soltanto il suo governo, ma anche la credibilità delle istituzioni paraguaiane.


