Malati Covid e eutanasia: in Nuova Zelanda hanno varcato la linea rossa

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In Nuova Zelanda hanno approvato un provvedimento legislativo che consente ai medici di somministrare l'eutanasia per i malati covid in stato terminale.
 
A parte il fatto che bisogna capire chi e secondo quali principi stabilisce che un malato covid è in stato terminale. Ciò che fa paura è che lo Stato, in nome di uno stato d'eccezione pandemico, si sta prendendo un biopotere che non ha riscontri nella storia occidentale fatta eccezione dell'esperienza nazista.
 
Prima ti curano a Tachipirina e vigile attesa, ignorando totalmente gli studi medici che dicono che la Tachipirina fa male e soprattutto ignorando le cure precoci. Poi ti ricoverano, ti mettono in ventilazione assistita, e poi a insindacabile giudizio del medico, ti fanno l'iniezione letale. Questo si chiama ridurre le persone ad Homo Sacer, per citare Giorgio Agamben.
 
Infine tenete conto che il governo neozelandese ha ben pensato di dare 1000 dollari al medico per ogni iniezione letale che somministra. In Nuova Zelanda hanno ampiamente superato la linea rossa: che lo capiate o no, questo è nazismo pieno.
 

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Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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