Lutto nazionale?

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Lutto nazionale?


di Agata Iacono

Ancora una volta l'analisi è rimandata, ancora una volta la visione manicheista tra bene e male, tra chi santifica e demonizza, tra berlusconismo e antiberlusconismo, è funzionale al sistema di distrazione di massa.
 
Accantonati, per una settimana, i falsi conflitti tra governo e opposizione su antifascismo e identità di genere, nascondendo sotto il tappeto rosé teso per l'ingresso di Speranza (ipse) nel PD e la politica guerrafondaia uguale uguale a quella della Meloni, si apre il siparietto Berlusconi.

Chi va ai funerali, chi non va.

Discussioni interminabili sull'opportunità del lutto nazionale, che non fu proclamato né per Pertini e neppure per Falcone e Borsellino.

E, in tutto questo bailamme, resuscitano testimoni vari di qualche rapporto con Berlusconi, nel bene e nel male, che rivendicano il proprio quarto d'ora di visibilità. Eppure, il berlusconismo è più vivo che mai, la scomparsa di Berlusconi non assolve tutti gli altri coprotagonisti di tutti questi anni vergognosi post prima repubblica, di cui tutti sono figli e ugualmente responsabili.

Che si proclamino santificatori o demonizzatori, qualsiasi parte stiano recitando oggi, sono tutti responsabili.
 
Vadano, piuttosto, ad analizzare e approfondire il ruolo di banca Rasini nella genesi di Berlusconi. Vadano a leggersi la sentenza sulla trattativa stato mafia su Dell'Utri. Indaghino sui rapporti e sugli accordi con gli Usa e Bush.... e non si sentano assolti.

Un capro espiatorio nel bene o nel male non assolve nessuno.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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