LA TURCHIA PUNTA A MODIFICARE LA COSTITUZIONE LIBICA

LA TURCHIA PUNTA A MODIFICARE LA COSTITUZIONE LIBICA

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LA TURCHIA PUNTA A MODIFICARE LA COSTITUZIONE LIBICA

 

Come avevamo raccontato alla viglia della Conferenza Berlino 2 sulla Libia, l’incontro internazionale ha sancito la caduta della Tripolitania nelle mani della Turchia.

Così come Berlino 1 era servita a prendere tempo e concedere all’esercito turco di schierarsi in difesa della capitale Tripoli, ormai assediata dall’Esercito Nazionale Libico (mentre ufficialmente vigevano un cessate-il-fuoco e un embargo internazionale), Berlino 2 ha sigillato questo stato di cose sulla base di un inganno.

 

Nonostante il coro unanime circa la necessità che le forze straniere presenti in Libia lascino il Paese infatti, è evidente che l’unica forza straniera che mai se ne andrà sarà proprio la Turchia.

E non solo perché ormai in Tripolitania 2 basi militari e 4 porti sono ormai in mano ai Turchi in regime di extraterritorialità, ma perché così la NATO ha deciso: troppo alto il rischio che il feldmaresciallo Khalifa Haftar riunisca il Paese sotto uno stato libero, indipendente e sovrano.

 

E come c’era da aspettarsi, ogniqualvolta la comunità internazionale si volta dall’altra parte, la Turchia subito ne approfitta.

E’ notizia di questi giorni che durante il Forum di Dialogo Libico a Ginevra, uno dei leader della Fratellanza Musulmana, Khalid al-Mishri, abbia proposto di indire un referendum per modificare la costituzione libica.

L’obiettivo è duplice: trovare un pretesto per rimandare le elezioni previste per il prossimo dicembre, ritardando quindi il momento di riconsegnare la parola al popolo libico, da un lato. Dall’altro mettere la Fratellanza Musulmana in condizione di essere forza politica incontrastata nel Paese.

 

Come sempre lasciamo la parola ai cittadini libici per sentire qual è il loro punto vista, quali le riflessioni, quali le verità sul campo.

 

Ascolta a questo link il primo messaggio:

https://soundcloud.com/exodus-escapefromlibya/un-libico-sulla-conferenza-berlino-2

 

<<Si può capire che la gente in Libia vuole la stabilità, in particolare la parte occidentale. Ma insieme tutti i Libici vogliono stabilità ormai da molto tempo. Ma al momento la parte occidentale non è ancora riuscita a raggiungere la stabilità. Quindi ciò che inseguiamo da anni ormai nella parte occidentale non è ancora raggiunto, come se fosse un altro Paese.

Il risultato principale della conferenza Berlino 2 è l’enfasi che si è messa sulla partenza dei mercenari e delle truppe straniere che interferiscono nel Paese. Questo è il principale risultato in vista delle elezioni di fine anno.

Un altro risultato è che gli Stati Uniti hanno messo come obiettivo della l’agenda il fatto che la Libia diventi uno stato sovrano. E ciò è quanto noi vogliamo da sempre. 

Ciò che è mancato nella conferenza di Berlino è il contatto con la reale sofferenza della gente in Libia. Hanno parlato solo di grandi questioni che portano beneficio diretto a chi le discute. Non hanno parlato di ciò che tocca alle persone normali. Per esempio il problema degli sfollati, dei profughi, delle banche, del riciclaggio, delle infrastrutture, interruzioni della corrente elettrica. Non hanno nemmeno accennato a tutto questo come se al governo stesso non interessasse della propria gente. 

Questo governo sempre rappresenta un’immagine della Libia che nemmeno esiste. Avrei preferito se avessero discusso anche di questioni che riguardano più direttamente le persone, non solo gli interessi del governo.

Tutti sono stati d’accordo, come ha detto l’ambasciatore USA in Libia, Richard Norland, che le truppe straniere debbano lasciare il Paese. E infatti che i Turchi restino in Libia è un grosso problema. 

I Turchi hanno sempre agito in supporto alle milizie. Non sono mai state a favore del governo o delle forze armate regolari. 

Sono venuti solo per fermare l’unico esercito legalmente riconosciuto in Libia e impedirgli di mettere sotto controllo l’intero Paese. Pertanto la presenza dei Turchi e dei mercenari è tutto fuorché legittima. Turchi, mercenari e milizie sono la stessa cosa. Non hanno niente a che fare con il popolo libico. Come avete potuto vedere, il ministro della difesa turco è atterrato in Libia senza nemmeno avvisare, come se la Libia fosse il cortile sul retro della Turchia. Possono venire e andare quando voglio loro. 

Questo non è assolutamente accettabile. 

Le prossime elezioni saranno semi-regolari. Il popolo libico darà un bel segnale, sempre che le forze che proteggeranno le elezioni non intervengano con brogli. 

I Libici sanno cosa vogliono. Dopo 10 anni di caos sanno bene cosa vogliono adesso. Hanno imparato a distinguere che lavora per il Paese e chi soltanto per i propri interessi. E’ tutti molto chiaro.

Penso che le elezioni saranno regolari tra l’80% e il 95%. Ci saranno frodi, è normale. 

Ma il problema è che può succedere quello che è successo nel 2015, cioè che ciò che il popolo libico ha scelto poi non è stat concesso che si potesse mettere in pratica. Ma se sarà in grado di scegliere, sono sicuro che saprà quale scelta prendere>>.

 

Un altro cittadino libico esprime il suo parere a questo link:

https://soundcloud.com/exodus-escapefromlibya/un-altro-libico-sulla-conferenza-berlino-2

 

<<Non penso che la conferenza di Berlino sia stata fatta negli interessi del popolo libico. Sono convinto che è stato tutto organizzato dai Paesi coinvolti, che per me sono Turchia e Russia. Quanto ai risultati, tolto il cessate-il-fuoco, lo stallo politico continua sempre uguale.  

Quanto alle elezioni di dicembre, come potranno all’est votare per candidati dell’ovest e viceversa? E chi si farà carico della sicurezza delle persone che andranno ai seggi? Questo è ciò che mi chiedo>>.

 

Infine un commento di una cittadina libica sull’ultima mossa legata alla proposta di referendum per la modifica costituzionale, ascoltabile a questo link:

https://soundcloud.com/exodus-escapefromlibya/una-cittadina-libica-sul-referendum-di-modifica-costituzionale

 

<<Per quanto riguarda il desiderio di Dabaiba di rimanere al potere: sì, rimarrà, non lascerà. Suo zio Ali Dabaiba ha pagato mezzo milione di dollari per fare in modo che suo nipote diventasse primo ministro. E certamente non per soli 8 mesi. Mezzo milione di dollari è una somma troppo alta per soli 8 mesi. Ora lo zio Ali pagherà ancora per far sì che suo nipote rimanga ala potere per un tempo indefinito, stando alle sue stesse parole. Lo zio Ali è uno dei 75 membri del Forum di Dialogo Libico e dall’interno può comprare i voti degli altri membri. 

Quanto alle modifiche della costituzione, questa è una precisa richiesta della Fratellanza Musulmana, in particolare da Khalid Mishri, che è il capo del Consiglio consultivo e uno dei leader della Fratellanza Musulmana. 

Da molto tempo richiede questo referendum. 

Il primo motivo è che se si terrà il referendum, tutto il processo richiederà molto tempo, 6 mesi o forse più. In questi caso le elezioni sarebbero rimandate. 

Il secondo motivo è che ogni modifica deve essere fatta in favore della Fratellanza Musulmana. Tutto ciò che vogliono: potere, esautorazione della sovranità del parlamento. In definitiva queste modifiche devono garantire le loro pretese. 

Tutto questo è stato presentato nei giorni scorsi a Ginevra durante gli incontri del Forum di Dialogo Libico>>. 

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Ora dalle sponde siciliane anima il progetto "Exodus" in contatto con centinaia di persone in Libia. Di prossima uscita il film "L'Urlo"

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