La Francia di Macron arresta i sindacalisti

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La Francia di Macron arresta i sindacalisti

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Non tira una bella aria in Francia: solo qualche mese fa il muro contro muro di Macron e del governo contro ampie fasce della popolazione che chiedevano lo stop alla riforma dell’età pensionabile, degenerato in prolungati scioperi e manifestazioni oceaniche, poi in estate la rivolte delle periferie, dopo la morte del giovane Nahel, 17 anni, ucciso da un poliziotto.

Ora, tra attentati di matrice integralista islamica e un clima repressivo sfociato in un divieto sistematico di manifestazioni a sostegno della Palestina, giudicato illegittimo dal Consiglio di Stato francese, a mettere altra legna nel fuoco giunge pure la notizia dell’arresto di due esponenti sindacali.

Di fatti il segretario della CGT Nord (dipartimento di Lille), Jean-Paul Delescaut, è stato arrestato nella sua abitazione venerdì all’alba, da una decina di agenti di polizia, riferivano già in mattinata i media francesi, rilanciando quanto divulgato dal deputato (LFI) del Nord, David Guiraud. La CGT ha poi confermato e denunciato l'arresto in un comunicato stampa.

Complessivamente sarebbero due gli elementi del sindacato arrestati, sospettati di “apologia del terrorismo”, a seguito di una dichiarazione rilasciata lo scorso il 10 ottobre. La seconda è la coordinatrice amministrativa della CGT Nord.

La federazione sindacale aveva precedentemente fornito in un comunicato "tutto il suo sostegno al popolo palestinese in lotta contro lo stato coloniale di Israele", aggiungendo che "Gli orrori dell'occupazione illegale si sono accumulati. Da sabato ricevono le risposte che hanno provocato. ”

“I nostri valori internazionalisti di fraternità tra i popoli e di lotte anticolonialiste ci portano a non rimanere neutrali”, proseguiva il comunicato in questione, precisando tuttavia che “L'Unione Dipartimentale dei sindacati CGT del Nord si inchina davanti a tutte le vittime civili “

Come ricorda Contropiano, tra i primi media a rilanciare in Italia la notizia "per rispondere all’emergenza umanitaria a Gaza, la CGT Nord ha lanciato un appello alla solidarietà e una campagna di raccolta fondi per la popolazione civile massacrata dai continui bombardamenti e costretta a fuggire dalle proprie abitazioni verso non si sa bene dove."

La CGT Nord aveva più volte in sue dichiarazioni pubbliche contestato il divieto di manifestare a sostegno della Palestina, imposto dal ministro degli Interni Gérald Darmanin, ritenendo preoccupante “la deriva autoritaria e fascista di un governo che limita le libertà pubbliche, erode i diritti democratici dei cittadini e utilizza sempre più apertamente la repressione come metodo di governo”.

 

A seguito di quanto avvenuto la CGT ha diffuso la seguente nota : “Il segretario generale del sindacato dipartimentale CGT del Nord è stato arrestato questa mattina alle 6 a casa sua e posto in custodia di polizia. Arrestato anche il segretario amministrativo del sindacato dipartimentale. Tuttavia non ha alcuna responsabilità politica.

Questi arresti sono probabilmente legati al conflitto israelo-palestinese anche se al momento non sappiamo con precisione di cosa siano accusati.

L’Unione Dipartimentale CGT 59 ha denunciato e condannato i crimini commessi contro tutte le vittime civili e ha affermato il suo pacifismo.

La CGT denuncia fermamente questo arresto e l’utilizzo di mezzi del tutto sproporzionati – una decina di agenti, alcuni dei quali incappucciati – poiché gli attivisti coinvolti non rappresentano alcuna minaccia.

Il sostegno pacifico ai diritti dei palestinesi non può essere così grossolanamente caricaturato e criminalizzato. Non è criminalizzando l’espressione delle voci dissenzienti dalla visione del governo che ridurremo la tensione.

Oggi è il governo a gettare benzina sul fuoco vietando le manifestazioni pacifiste e cercando di impedire qualsiasi espressione di sostegno al popolo palestinese.

La CGT, domenica 8 ottobre, ha condannato fermamente l’attacco di Hamas, ha chiesto un cessate il fuoco immediato e la ripresa di un processo di pace basato sul rispetto delle risoluzioni dell’ONU.

La CGT si mobilita per il rilascio immediato dei suoi attivisti e porta tutta la sua solidarietà alla CGT Nord.”

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

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