La doppia morale del governo Meloni

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La doppia morale del governo Meloni

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Mentre le forze dell'ordine fanno irruzione nei licei e fermano quattordicenni per due petardi, il Ministero della Difesa stacca un assegno da 3,7 miliardi per i blindati italo-tedeschi di Leonardo e Rheinmetall.

 

di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

 

“Sta mano po’ esse’ ferro e po’ esse’ piuma”. Come nella battuta cult dell’iconico Mario Brega, nel celebre film Bianco Rosso Verdone, lo Stato con una mano agita il bastone contro studenti, famiglie, lavoratori e imprese, con l’altra allenta i cordoni del borsello e sgancia miliardi di euro alle industrie di armi.

In difesa delle vetrine di via Montenapoleone e del diritto delle ‘Sciure di prendere il tè macrobiotico nei migliori bar delle nostre città, senza proteste o movimenti che possano turbare la sensibilità dei turisti stranieri, la Polizia ha iniziato una vera e propria caccia ai bambini.  Nel mirino della repressione, infatti, non sono finiti semplicemente studenti, ma adolescenti, anche di età inferiore ai 14 anni. Italiani e non.

A Padova, sabato, la polizia ha portato in Questura quattro ragazzini di età compresa tra i 14 e i 17 anni che si recavano ad una manifestazione. Per loro, è stato disposto il fermo preventivo e attivato l’Anticrimine. Il reato: portavano con sé due maschere di V per Vendetta e Art the Clown, due passamontagna e dei miniciccioli.

I miniciccioli sono dei petardi a carica ridotta la cui vendita è perfettamente legale, sostanzialmente innocui. Il reato di questi adolescenti sarebbe dunque quello di andare in giro mascherati con l’intenzione di sparare petardi per la festa dei Morti/Halloween?  

Lunedì a Roma la polizia ha fatto irruzione nel Liceo Giordano Bruno per impedirne l’occupazione, a seguito della chiamata della dirigente scolastica. In base a quanto si apprende dal comunicato de La Rete degli Studenti Medi, si è trattato di una vera e propria retata. Gli studenti sono stati bloccati dentro l’edificio, mentre uscivano dall’ingresso principale o dal retro.

I ragazzi sono stati prima chiusi in un’aula per l’identificazione, poi caricati nelle auto della polizia. Sette di loro sono finiti al commissariato. Gli altri sono stati rilasciati solo perché nel frattempo compagni e familiari hanno bloccato la strada, fa sapere l’Osservatorio contro la Repressione, riportando le testimonianze dei presenti.

Gli studenti medi sono entrati in mobilitazione per il diritto allo studio, un diritto garantito dalla costituzione, la cui garanzia è effettiva solo se sostenuta con adeguate risorse economiche. Che non ci sono. Per questo i giovani chiedono più soldi alla scuola pubblica, per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza dei luoghi in cui si svolgono le lezioni.

Protestano contro il Decreto Scuola, per l’inclusione e per l’abolizione dei percorsi Scuola Lavoro.

Molti istituti, sia a Roma che in altre città di Italia, sono già stati occupati. Gli studenti vorrebbero essere ascoltati. Il ministro Valditara, per tutta risposta, ha detto che non si confronterà con loro, ma con la Consulta.

“La collaborazione non passa dalle piazze ma dalle istituzioni”.

Lo stesso governo che sguinzaglia la polizia contro adolescenti e giovani, riserva tutt’altro trattamento alle fabbriche di armi. Proprio mentre Piantedosi mandava le forze dell’ordine a identificare gli autotrasportatori in mobilitazione e rimuovere i blocchi nelle autostrade del Sud Italia, il ministero della Difesa firmava contratti miliardari per la produzione dei nuovi carri armati italiani con Leonardo e Rheinmetall.  Ne hanno dato notizia Milano Finanza, RID e Reuters il 21 e 22 ottobre.

La joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles si è aggiudicata all’inizio del mese una doppietta da 3,7 miliardi di euro, con opzioni per ulteriori 850 milioni, nell’ambito del piano di ammodernamento dei mezzi corazzati dell’Esercito italiano. Le due commesse riguardano l’acquisto di:

- 48 carri armati MBT, basati sul tedesco KF51 Panther di Rheimetall, che sostituirà l’Ariete in dotazione alle nostre forze armate.

-  30 veicoli corazzati da combattimento Lynx KF-41 di Rheimetall adattati ai requisiti dell’esercito italiano. Sono blindati cingolati con torretta Leonardo e cannone da 30 mm. Portano il totale del primo lotto a 51veicoli.

Grazie a queste commesse, il titolo del gruppo guidato da Lorenzo Mariani ha guadagnato in borsa il 2,8% e circa 766 milioni di capitalizzazione. In un anno, Leonardo S.P.A ha visto una crescita senza precedenti: il titolo, quotato a Piazza Affari con ticker LDO.MI, ha registrato un rialzo di oltre il 130%, trascinato dalle politiche di riarmo e dalle prospettive di lungo periodo sulle politiche di difesa.

Non è che un inizio. In base a quanto si apprende da Milano Finanza, l’alleanza italo-tedesca è “nata proprio per sviluppare e produrre una nuova generazione di mezzi pesanti destinati all’Esercito italiano, con l’ambizione di allargare poi l’offerta ad altri Paesi e aggiudicarsi commesse internazionali”.

L’obiettivo dell’Esercito è l’acquisto di 1.050 veicoli corazzati di nuova generazione per l’Army Armoured Combat System (A2CS)  e 270 per l’Mbt. Il valore complessivo dell’investimento è di circa 23 miliardi di euro spalmati in dieci anni.

Il governo si aspetta che questi investimenti nel complesso militare industriale abbiano un effetto a cascata sul mercato del lavoro e sull’indotto, dato che gli accordi tra Rheimetall e Leonardo prevedono che il 60% delle attività siano svolte nei siti italiani.

Il governo, insomma, ha scelto la guerra alla scuola, ai giovani, alle normali attività economiche. Forse per questo che, mentre firmava un contratto miliardario per carri armati tedeschi, stanziava appena 172 milioni di euro per autotrasportatori, pescatori e agricoltori.  Davanti alla difficoltà di spiegare le diverse priorità politiche ed economiche, allo stato non resta che rispondere con la repressione. 

Clara Statello

Clara Statello

Clara Statello, laureata in Economia Politica, ha lavorato come corrispondente e autrice per Sputnik Italia, occupandosi principalmente di Sicilia, Mezzogiorno, Mediterraneo, lavoro, mafia, antimafia e militarizzazione del territorio. Appassionata di politica internazionale, collabora con L'Antidiplomatico, Pressenza e Marx21, con l'obiettivo di mostrare quella pluralità di voci, visioni e fatti che non trovano spazio nella stampa mainstream e nella "libera informazione".

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