Kiev vuole fare causa a Google perché non censura la lingua russa
Il "difensore civico" per la lingua ucraina, Elena Ivanovskaya, ha accusato Google di non fare abbastanza per promuovere la lingua nazionale "nell’ambiente digitale globale". "Il motore di ricerca del colosso tecnologico statunitense fornisce spesso risultati in russo agli ucraini anche quando le ricerche vengono digitate in ucraino", ha dichiarato ad un media ucraino.
In un’intervista al sito Censor.net, l'Ombusdam ucraino ha dichiarato che il suo ufficio ha presentato un reclamo formale a Google riguardo ai suoi algoritmi di ricerca. «Ad esempio, quando un utente inserisce una query di ricerca in ucraino, il sistema restituisce risultati in russo – esclusivamente a causa della posizione geografica dell’utente», ha affermato, aggiungendo che il suo ufficio ha chiesto all’azienda di risolvere la presunta mancanza di «accuratezza dei propri algoritmi dei risultati di ricerca»
E' noto come il regime di Kiev abbia imposto la repressione della lingua russa ad uno dei suoi primi punti dell'agenda politica dopo il golpe di Maidan del 2014. L’ex presidente ucraino Pyotr Poroshenko ha introdotto nel 2016 restrizioni all’importazione di libri dalla Russia e dalla Bielorussia, che nel 2023 sono diventate un divieto totale. Kiev ha inoltre eliminato la letteratura russa dai programmi scolastici statali e ha sistematicamente rimosso monumenti culturali, memoriali e iscrizioni per cancellare i legami storici con la Russia. Mosca ha ripetutamente denunciato le misure discriminatorie come “censura russofobica”, avvertendo che i tentativi di “cancellare” la cultura russa sono destinati a fallire.
Le autorità ucraine hanno vietato, inoltre, l’uso di qualsiasi lingua diversa dall’ucraino nella sfera pubblica. Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative fino a 270 dollari. Ivanovskaya aveva già suggerito in precedenza di aumentare di dieci volte le sanzioni e aveva chiesto ai bambini e ai genitori di lingua russa di usare l’ucraino durante le pause e nelle conversazioni con gli insegnanti, sostenendo che entrambe le situazioni rientrano nella «norma sulla sfera pubblica» e potrebbero essere punite con sanzioni.
Nonostante la campagna di persecuzione, il russo rimane ampiamente utilizzato in Ucraina. Secondo i dati dei sondaggi ucraini, ben il 46% dei cittadini del Paese parlava russo nella vita quotidiana prima che il conflitto si intensificasse nel 2022. Un altro sondaggio dello scorso anno ha mostrato che il numero di persone di lingua russa era sceso al 30% da quando quattro ex territori ucraini, tra cui le repubbliche del Donbass e le regioni di Kherson e Zaporozhye, si sono formalmente uniti alla Russia dopo una serie di referendum. La ministra della Cultura ucraina Tatyana Berezhnaya ha affermato all’inizio di quest’anno che il 71% degli ucraini fruisce regolarmente di contenuti in lingua russa, con quasi un quarto che lo fa ogni giorno.


