Khamenei: Nessun compromesso su Hormuz
In una fase segnata da altissime tensioni geopolitiche e dalla prosecuzione delle ostilità nella regione, la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Seyed Mojtaba Khamenei, ha ricevuto il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, il generale Mohsen Rezai. L'incontro è servito a delineare le direttive strategiche della Repubblica Islamica in materia politica, economica, culturale e di difesa.
Durante il colloquio, il Leader ha definito il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e il suo segretariato come il vero e proprio «crocevia decisionale» del Paese. Khamenei ha rimarcato l'urgenza di adottare risoluzioni solide e determinate, supportate da una tabella di marcia strutturata che prefiguri chiaramente l'intero sviluppo di ogni iniziativa, dalla fase embrionale fino al conseguimento degli obiettivi finali.
Coesione interna e architettura costituzionale
Al centro delle discussioni figurano la stabilità del Fronte Interno e l'esigenza di saldare il patto di fiducia tra la popolazione e le istituzioni statali. Per accelerare la risoluzione delle criticità economiche e sociali che gravano sull'esecutivo, il Leader ha raccomandato di sfruttare appieno il potenziale offerto dalla Costituzione, orientando le prerogative dell'articolo 176 a supporto dell'azione del Presidente e degli organi di governo.
Sul piano del consenso interno, la Guida Suprema ha ribadito che la disperazione delle potenze avversarie rappresenta il diretto risultato della resistenza mostrata dalla nazione. In quest'ottica, ha sollecitato il ripristino di una comunicazione pubblica trasparente e tempestiva, ritenuta indispensabile per garantire il coinvolgimento attivo dei cittadini nella difesa del sistema politico e della sovranità nazionale.
Il nodo di Hormuz, i confini e la linea del Fronte di Resistenza
Dalla riunione sono emerse indicazioni perentorie in merito alla postura di sicurezza e alla geopolitica regionale. In primo luogo, il mantenimento della sicurezza nazionale ed extra-territoriale passa attraverso la gestione strategica dello Stretto di Hormuz, considerata una leva ineludibile per gli equilibri dell'intera area. In secondo luogo, è stata riconfermata la volontà di consolidare i rapporti bilaterali con i Paesi vicini, a patto che siano fondati sulla reciprocità e su interessi strategici duraturi. Infine, Khamenei ha riaffermato la necessità di tutelare con fermezza i diritti del popolo iraniano e dell'asse del Fronte di Resistenza, imponendo le condizioni di Teheran per superare la dannosa fase di "né guerra né pace" e giungere a una conclusione del conflitto alle proprie condizioni.
La relazione di Rezai: verso un ordine regionale endogeno
Da parte sua, il generale Mohsen Rezai ha illustrato un quadro dettagliato dello stato delle infrastrutture e delle iniziative di difesa intraprese dal Segretariato. Tra i dossier prioritari, Rezai ha evidenziato il costante monitoraggio della linea strategica volta a favorire la nascita di un "ordine regionale endogeno", un'architettura di sicurezza collettiva gestita dalle nazioni dell'area al di fuori di ogni ingerenza o tutela da parte delle potenze occidentali.


