Israele e palestinesi. Una (seconda) risposta a Marco Travaglio

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Israele e palestinesi. Una (seconda) risposta a Marco Travaglio

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di Enzo Brandi

 
Caro Marco Travaglio, ritenevo superfluo rispondere ulteriormente ad una sua seconda comunicazione da lei cortesemente inviatami a proposito di “Israele e Palestinesi” (allegata alla fine). Infatti penso che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, ma, sollecitato da più parti, le invio una breve risposta

 
1.Lei scrive che Olmert offriva ad Abu Mazen addirittura 25 kmq in più dei territori occupati nel 1967 e rivendicati dall’ANP, ma omette di dirci dove sta il trucco.
 
Israele si teneva tutti i territori più ricchi e importanti della Cisgiordania (Gerusalemme Est, la fertile valle del Giordano, i terreni fertili e ricchi d’acqua occupati dai coloni e i corridoi che li collegavano, ecc.). In cambio per “compensare” offriva un pezzo di deserto del Negev. Non è una proposta, ma una presa in giro.

2. Lei scrive che i 4 mila professori autori di un appello al boicottaggio accademico di Israele sono “ignoranti” perché parlano di occupazione illegale che dura da 75 anni, cioè dal 1948, e non solo dal 1967.

A questo proposito le ricordo innanzitutto che la risoluzione 181/47 dell’assemblea generale dell’ONU che consigliava una spartizione della Palestina era solo consultiva in quanto l’assemblea dell’ONU non aveva e non ha alcun potere legale di ordinare una spartizione. La risoluzione mancava di un requisito riconosciuto come fondamentale dalla carta fondante dell’ONU: il diritto all’autodeterminazione della popolazione. Infatti essa non era stata minimamente consultata pur essendo noto che era contraria a larghissima maggioranza alla spartizione (persino gli Inglesi ne avevano dovuto prendere atto con una loro dichiarazione ufficiale del 1939). Inoltre le ricordo che la risoluzione prevedeva che agli Ebrei Sionisti fosse dato il 54% del territorio mentre essi si impossessarono con la forza del 78% , in maniera del tutto illegale. Nel 24% occupato in più erano comprese le zone più fertili e ricche della Palestina (zone costiere della Galilea, pianure costiere comprese tra Jaffa e Gaza, ecc.). Inoltre la risoluzione non autorizzava le milizie ebraiche di espellere con la violenza quasi tutti i residenti palestinesi, impossessandosi di tutta la terra e le case, poi redistribuirle tra i nuovi immigrati ebrei. Questa è solo rapina amano armata e occupazione illegale di terre e di case.
 

3. Ilan Pappé è uno storico serio che non esprime “opinioni” ma solo fatti accertati e documentati. “Opinioni” mi sembrano invece le sue, dato che i dati che lei cita sembrano frutto più di pregiudizi che di approfondimento storico.

Sperando di poter chiudere qui questa polemica, le invio cordiali saluti, Vincenzo Brandi

 
Roma 14 dicembre, 2023

 
 
Ed ecco la comunicazione di Marco Travaglio:
 
Caro Brandi,
 
Pappè scrive quello che pensa e io scrivo quello che penso.
 
I 4 mila professori sono ignoranti perché parlano di "oltre 75 anni di occupazione illegale" dei territori palestinesi, mentre questi sono occupati da Israele da 56 anni (Cisgiordania) e lo sono stati per 38 anni (Gaza, dal 1967 al 2005). Il piano Olmert offriva ad Abu Mazen 25 kmq in più dei territori occupati nel 1967 e rivendicati dall'Anp.
 
Marco Travaglio
 
 
 

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