Iran, IRCG in allerta: "Nessuna potenza straniera intervenga a Hormuz"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran (IRGC) ha ribadito con fermezza che nessuna potenza extraregionale ha il diritto di intervenire, esercitare egemonia o minacciare la sicurezza nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico.
In un messaggio ufficiale rilasciato dal comandante in capo dell'IRGC, il generale Ahmad Vahidi, Teheran ha definito la sicurezza del Golfo una questione "endogena e regionale". Vahidi ha descritto la via navigabile come un'arteria fondamentale per il commercio energetico globale e una vera e propria "linea rossa strategica" per la Repubblica Islamica.
Monito ai Paesi occidentali e risposta militare
Il generale Vahidi ha sottolineato che la Marina delle Guardie Rivoluzionarie, in pieno coordinamento con la Marina dell'Esercito iraniano, è pronta a rispondere a qualsiasi "errore di valutazione" o transito non autorizzato nelle acque territoriali e sotto il controllo di Teheran.
Nel frattempo, la situazione sul campo resta estremamente tesa. La Marina dell'IRGC ha confermato di aver colpito una terza superpetroliera nello Stretto di Hormuz. L'imbarcazione, che navigava con il sistema di tracciamento (AIS) disattivato e in violazione delle disposizioni locali, è stata incendiata dopo aver ignorato i ripetuti avvertimenti delle forze iraniane. Si tratta del terzo incidente che coinvolge navi commerciali o petroliere nell'arco di appena 48 ore.
Il calo del traffico marittimo e le condizioni di Teheran
Le limitazioni al transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno portato a un crollo drastico del traffico merci e petrolifero, ridotto ormai a pochissime unità al giorno.
Il governo di Teheran ha subordinato la piena riapertura della rotta strategica al rispetto di precise condizioni politiche ed economiche:
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La revoca del blocco navale e la cessazione delle azioni militari nella regione;
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La sospensione delle sanzioni internazionali, in particolare quelle dirette alle esportazioni di greggio iraniano;
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Lo sblocco dei beni e fondi finanziari iraniani congelati all'estero;
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Il rispetto del cessate il fuoco su tutti i fronti regionali e il risarcimento dei danni di guerra.


