Il referendum sulla Costituzione egiziana tra scontri e tensioni

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Il referendum sulla Costituzione egiziana tra scontri e tensioni

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A partire da ieri, e per tutta la giornata di oggi, 53 milioni di cittadini egiziani aventi diritto sono chiamati ad esprimersi sul referendum riguardante la Costituzione. L’obiettivo dei promotori è quello di fare tabula rasa di quella Costituzione di stampo islamico fortemente voluta dall’ex presidente Mohammed Morsi, deposto lo scorso luglio, per far posto ad un nuovo testo che dia ancor più spazio e potere ai pilastri dell’attuale regime, ovvero i militari, la polizia e la magistratura. 
 
Dal momento che l’esito positivo sull’approvazione del nuovo testo costituzionale pare piuttosto scontato, il generale e uomo di spicco dell’attuale regime, Abdel Fattah al-Sisi, è già in rampa di lancio. Le operazioni di voto, come sottolineato anche sulle colonne del Wall Street Journal, stanno procedendo in un clima estremamente rigido. Gli scontri e le proteste infatti, che hanno già portato ad un bilancio provvisorio di undici morti, sono la diretta conseguenza della resistenza dell’opposizione islamica, che evidentemente non vuole arrendersi in silenzio. 
 
Per garantire ai cittadini la sicurezza del voto, il Ministero dell’Interno ha dislocato già da alcuni giorni robuste forze di intervento in tutte le province egiziane. Secondo un comunicato diffuso dello stesso Ministero, i militari hanno ricevuto l’ordine di aprire il fuoco contro chiunque tenti di ostacolare le operazioni di voto. 

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