Il principale costruttore e divulgatore del pensiero "liberal progressista" oggi

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di Antonio Di Siena

Per me la questione è talmente semplice da risultare lapalissiana: Netflix è attualmente il principale costruttore e divulgatore del pensiero liberal progressista moderno.

Quello intriso di un revisionismo storico-politico estremamente aggressivo (di cui cancel culture e criminalizzazione delle ideologie anti-capitaliste sono le massime e più violente espressioni) che propugna una società liquida e pacificata - in cui il conflitto sociale non esiste più - apolide e spersonalizzata, funzionale a trasformare il cittadino in un nomade senza radici. Il perfetto abitante/consumatore di un mondo spoliticizzato e senza confini (e pertanto a-democratico in senso stretto) e quindi dominato dal grande capitale finanziario globale.

Il suo ruolo è quindi totalmente diverso da altri giganti multinazionali come ad esempio Amazon. Perché Amazon vende, fa business su qualunque cosa. È capitalismo in purezza. Netflix no. Netflix serve ad altro. Ebbene, se la più sofisticata macchina di costruzione di pensiero del cittadino occidentale del futuro offre spazio al lavoro intellettuale e artistico di qualcuno (e quindi all’implicito messaggio politico che a questo sottostà) lo fa perché ritiene quel messaggio compatibile con la propria visione del mondo. Diversamente quello spazio sarebbe imperativamente e tassativamente negato. Perciò delle due l’una.

O Netflix è magicamente diventata una piattaforma anti-sistema oppure ciò che dice, scrive, pensa e divulga Zerocalcare è ritenuto assolutamente in linea con l’orizzonte teorico-politico del potere. A meno che non si voglia sottovalutare il potere stesso, ignorando la sua rodata e invidiabile capacità di camuffarsi nei modi più disparati. Questo è. Non c’è una terza possibilità. Con buona pace di chi crede ancora a Babbo Natale.

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

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