Il presidente ugandese Museveni denuncia: i paesi africani non hanno “protetto” la Libia da intervento Nato

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Il presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni, ha accusato i paesi africani di non aver “protetto” la Libia dall'intervento militare degli Stati Uniti e della coalizione a guida Nato nel marzo 2011.


 
Come ha riferito l'Agenzia Nova che ha citato un’intervista rilasciata alla “Bbc”, Museveni ha dichiarato che i paesi africani avrebbero dovuto opporre resistenza militare per “impartire una lezione” alle potenze occidentali. “I paesi africani non avrebbero dovuto permettere ai paesi occidentali di attaccare la Libia. Avremmo dovuto intervenire. Ci abbiamo provato diplomaticamente ma avremmo potuto intervenire anche militarmente”, il rammarico del presidente ugandese. “L'Africa avrebbe potuto intervenire e impartire una lezione a quelle persone."
 
"La Libia era un paese africano attaccato da potenze straniere, saremmo dovuti intervenire”, ha aggiunto Museveni, definendo “tokenismo” (la pratica di fare solo uno sforzo superficiale o simbolico per essere inclusivo verso i membri di gruppi minoritari) l'invito dei paesi africani alla Conferenza di Berlino sulla Libia che si è tenuta domenica scorsa.
 
Al vertice, oltre ai principali leader delle potenze mondiali, hanno partecipato il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, e il presidente congolese Denis Sassou Nguesso, in qualità di presidente della Commissione dell’Ua sulla Libia. 
 

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