Il futuro dell’economia italiana tra digitale e startup

Il futuro dell’economia italiana tra digitale e startup

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L’inflazione che galoppa, il potere d’acquisto delle famiglie che diminuisce e la crisi politica che aggrava la situazione. Lo stato dell’economia italiana non è roseo. Le prospettive per il futuro sono un terno al Lotto, ma l’Istat sembra essere ottimista. 

Secondo le previsioni dell’istituto italiano per l’economia nazionale, il pil dovrebbe crescere nei prossimi due anni, anche se non raggiungerà il livello del 2021. Questa crescita del prodotto interno lordo si deve agli investimenti che dovrebbero vedere un aumento fino all’8%. Dopo anni di rallentamento, anche i consumi delle famiglie aumenteranno del 2%. Insomma, l’Istat è relativamente positivo. 

Ma sarà davvero così? Sicuramente, alcuni degli investimenti arriveranno dalle startup italiane e dalle imprese internazionali. Questo trend sembra essere il futuro dell’economia, nonostante l’ennesima crisi politica nostrana

Economia italiana: tra startup e mondo digitale

L’universo digitale è in continua espansione. Startup innovative cambiano il mondo della tecnologia e diverse industrie italiane. Così come innova l’agenzia SEO internazionale AWISEE nel campo del marketing e della promozione online. Se l’economia “tradizionale” è un punto interrogativo, quella digitale sta avendo un successo sempre più grande. Ad esempio, Roma sta diventando un centro di ritrovo per l’innovazione, grazie a nuovi spin-off universitari e a startup. 

Il prossimo passo per la capitale è la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE). Si tratta di un hub dedicato a nuove imprese, un vero laboratorio di 800 metri quadrati  nella stazione Tiburtina a partire dall’autunno 2021. Il CTE romano usa la tecnologia per creare una città smart che, nel caso specifico di Roma, si concentra su turismo e mobilità. Le startup che faranno parte della Casa avranno diversi vantaggi come workshop dedicati, collaborare con i partner del progetto (Acea, Tim, WindTre) e collaborare con atenei italiani. 

In questo panorama romano, una startup che sta già facendo notizia è Asc27. Nata nel 2020 e fondata da Nicola Grandis, questa giovane impresa ha sede a Roma e si occupa di sicurezza digitale ed intelligenza artificiale. Una delle applicazioni delle innovazioni di Asc27 è il giornalismo, con la tecnologia che può essere usata anche per il broadcasting. E per un giornalismo algoritmico che usa software della compagnia per produrre contenuti più precisi ed informativi. Questa startup romana è già un successo con una previsione di fatturato nel 2022 di cinque milioni di euro e un team di 30 dipendenti. 

Però, non sono solo i cittadini italiani a scommettere sull’Italia. Sempre di più, arrivano nuovi investimenti dall’estero. Ad esempio PrestaShop, una piattaforma di ecommerce presente in tutto il mondo e che ha appena nominato Francesco D’Acri a Country Manager per l’Italia per concentrarsi sul mercato nostrano. 

“L’Italia rappresenta un mercato in rapida ascesa e con ampio potenziale,” ha detto Luca Mastroianni, VP International di PrestaShop in Italia.

Un’altra azienda estera che punta sull’Italia è Intel. Secondo indiscrezioni del settore, la famosa compagnia di chip e semiconduttori è pronta a costruire delle fabbriche in Italia, divise tra Piemonte e Veneto. L’accordo da 5 miliardi di euro è quasi cosa fatta e l’investimento di Intel è stimato a 88 miliardi divisi tra laboratori di ricerca, impianti in tutta Europa e servizi di fonderia anche in Italia. Tutto questo è possibile anche grazie ai fondi europei di European Chips Act, denaro riservato alla fabbricazione di chip con l’obiettivo di far arrivare il mercato europeo al 20% entro il 2030. 

Insomma, il futuro della nostra economia si basa su due elementi: lo sviluppo delle startup italiane e gli investimenti delle compagnie internazionali nel nostro Paese. Questi due fattori dipendono da diversi elementi, inclusa la crisi energetica europea. Almeno l’Istat è moderatamente speranzoso. 

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