Il fallimento di Islamabad e il dilemma del dollaro (di Alessandro Volpi)

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Il fallimento di Islamabad e il dilemma del dollaro (di Alessandro Volpi)

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di Alessandro Volpi*

 

Il fallimento delle trattative tra Stati Uniti e Iran, in Pakistan, era, a mio parere, quasi inevitabile. Il presidente Trump non è realmente interessato ai contenuti della tregua, ma ha bisogno di una vittoria che si traduca nella ripresa di credibilità globale degli Stati Uniti. Ha bisogno che i grandi acquirenti del debito Usa tornino a comprare e invece le ultime aste sono sempre più faticose con rendimenti in costante salita, tali da rendere il debito a stelle e strisce ben poco sostenibile: come si fa a reggere un pagamento, ogni mese, di circa 90 miliardi di interessi al mese a cui destinare quasi 1/4 delle entrate federali? Come si fa a reggere un dollaro che trova sempre meno acquirenti e che in meno di un mese ha perso lo 0,54% del suo valore, continuando a subire un processo di svalutazione e marginalizzazione? Vance, Witkoff e Kushner erano andati a Islamabad con l'obiettivo, impossibile, di ottenere il controllo di Hormuz, unica condizione per poter recuperare il peso necessario per mettere una seria pezza alla crisi del debito e del dollaro.
 
Magari Trump sperava che Vance e i suoi due più grandi affaristi portassero a casa un via libera iraniano alle tante partite economiche e immobiliari aperte nel Golfo, in modo da rassicurare le petromonarchie. Ma è evidente che ormai tutto ciò non è possibile. La solida delegazione iraniana, con alle spalle la Cina, e forse anche la Russia, non vuole dare via di uscita comode agli Stati Uniti, e non solo a Trump. Questa guerra è una vera resa dei conti e Trump o si arrende o deve scatenare un'escalation sperando che il disastro travolga gli Stati Uniti meno di altre realtà più esposte ad Hormuz, a cominciare da vari paesi europei e, nella visione di Donald, persino da varie realtà asiatiche, disposte così ad abbandonare la Cina. In sintesi, nella situazione attuale, Trump o abbandona ogni logica di grandezza e di primato o si getta nell'abisso sperando di essere fra i sopravvissuti. La folle guerra del capitalismo.
 
 

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