Il circolo vizioso creato dalla NATO, Biden e Zelensky

6206
Il circolo vizioso creato dalla NATO, Biden e Zelensky

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Fornire all’Ucraina ancora più armi e aspettarsi che vinca la guerra è “per definizione una follia strategica”. Questa guerra non sarà vinta sul campo di battaglia perché nessuna guerra si vince più in questo modo. Infatti, “gli Stati Uniti vincono battaglie e perdono guerre da 50 anni”. Così Sean McFate docente alla Syracuse University e autorevole esponente dell’Atlantic Council, think thank non certo filo-russo.

Le sue osservazioni sono state pubblicate su USA Today, accompagnate da quelle altrettanto realistiche di Steven Myers, ufficiale dell’Us Air Force con un passato al Dipartimento di Stato, secondo il quale le tattiche adottate dai russi sono “completamente incoerenti rispetto a un’ipotesi di conquista” territoriale.

Il conflitto, ha aggiunto, “finirà con uno stallo, che adesso penso fosse nelle intenzioni di Putin fin dall’inizio”. Zelensky è “in trappola”, ha aggiunto: “Il presidente Biden, la NATO e Zelensky si sono intrappolati in un Comma 22 di loro creazione, incapaci di soddisfare le aspettative irrealistiche che hanno creato”.


Il circolo vizioso creato dalla NATO, Biden e Zelensky

Il Comma 22, espressione che prende il nome dal titolo di un romanzo di Joseph Heller del 1961, è una situazione paradossale, un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire.

Per esplicitare le osservazioni di Myers, il Comma 22 si è creato preannunciando una vittoria a tutto campo di Kiev, data per certa grazie all’ausilio NATO, che è impossibile da ottenere.

Allo stesso tempo, aver venduto al mondo tale prospettiva impedisce alla leadership della NATO, degli USA e dell’Ucraina di trattare con Mosca su basi più realistiche, perché ciò avrebbe il sapore di una sconfitta.

Gli ucraini non stanno morendo come mosche al fronte per vincere la guerra, cosa ad oggi fuori dai radar, ma solo e soltanto per questo motivo, cioè per impedire il collasso di questa narrativa trionfale.

Interessanti, nella giornata di ieri, anche le dichiarazioni di Oleksiy Arestovich, già consigliere di Zelensky poi allontanato, il quale ha detto che, una volta tagliato il collegamento tra Russia e Crimea, l’Ucraina potrà infine “trattare” con Mosca (la Crimea, cioè, resterebbe russa).

Al di là del sviluppo sul piano militare delineato dalle sue parole, invero dubbio, è interessante che Arestovich abbia accennato a una prospettiva che in Ucraina (e altrove) è passibile di esser tacciata di alto tradimento, cioè quella di avviare negoziati.

Dal momento che Arestovich conserva certa autorevolezza e non è affatto isolato, è evidente che le sue parole segnalano un’insoddisfazione serpeggiante in parte della leadership di Kiev per quanto riguarda la gestione del conflitto.

Arestovich e i dubbi sulla controffensiva

Ancora più acute le altre osservazioni di Arestovich, secondo il quale, il comandante delle forze armate ucraine, Valerij Zaluznyj, deve affrontare un “compito impossibile”: ottenere un positivo risultato militare e salvare l’esercito senza che esso perda la sua capacità di combattimento (fonte Strana.ua).

È un po’ quel che abbiamo provato a far emergere nelle precedenti note. Nell’alto Comando di Kiev, dopo i fallimenti iniziali, era forte il timore che, lanciando all’attacco le forze, pure consistenti, ancora non compromesse negli scontri precedenti, l’esercito ucraino si degradasse eccessivamente nell’impatto con le difese russe. Tanto da non poter più garantire un’adeguata capacità di combattimento.

Incalzato dall’America e dalla NATO, che esigono risultati da ostendere all’opinione pubblica mondiale, il Comando ucraino ha dovuto piegare la testa ed è stato costretto a mandare l’esercito all’assalto.

I risultati di questi due giorni di attacchi lancia in resta sono stati devastanti, con forti perdite di uomini e mezzi e nessuna conquista significativa. Tanto che agli squilli di tromba iniziali, riecheggiati un po’ dappertutto sui media occidentali, sono seguiti commenti più laconici e attenuati.

Non siamo ancora ai titoli di coda di questo rinnovato slancio offensivo, ma l’incipit non promette nulla di buono per Kiev. Anche in questo caso la realtà non ha avuto alcun peso sulla decisione di attaccare. Da cui il disastro.

 Piccole Note

Piccole Note

 

Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta di Paolo Desogus Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti