Fine della guerra USA-Iran? Tucker Carlson svela l'inganno dietro il conflitto

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Fine della guerra USA-Iran? Tucker Carlson svela l'inganno dietro il conflitto

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In una recente e dura analisi, il giornalista statunitense Tucker Carlson ha messo apertamente in discussione le reali finalità del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che proprio in questi giorni sembra avviarsi alla conclusione grazie alla sigla di un memorandum d'intesa bilaterale.

Secondo Carlson, le dinamiche belliche sarebbero state deviate quasi subito per fare gli interessi strategici di Israele, mettendo in secondo piano gli obiettivi di sicurezza nazionale inizialmente dichiarati da Washington.

"Poco dopo lo scoppio delle ostilità, Israele ha deciso di ignorare i motivi che avevano spinto il presidente Trump a intervenire, preferendo concentrarsi su un vecchio pallino: occupare militarmente il Libano meridionale", ha denunciato il reporter.

Il giornalista sostiene che il governo israeliano abbia sfruttato il momento perfetto, agendo mentre il Pentagono era "distratto" e "completamente assorbito" dal braccio di ferro con Teheran.

"Mentre l'attenzione era altrove, Israele ha aperto un nuovo fronte utilizzando armi fornite e pagate dai contribuenti americani. Il fine ultimo era la conquista dei territori libanesi situati a sud del fiume Litani", ha spiegato Carlson.

Nell'analisi viene evidenziato come, mentre le forze statunitensi erano impegnate a neutralizzare le risposte militari iraniane, l'esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu abbia approfittato della situazione per allargare i propri confini regionali in totale autonomia e senza subire conseguenze internazionali.

La tesi di Carlson è netta: la priorità di Tel Aviv non è mai stata lo smantellamento del programma nucleare di Teheran o il collasso della Repubblica Islamica, quanto piuttosto il mantenimento di uno stato di perenne instabilità nell'area.

"La vera agenda sul tavolo è quella israeliana. E i loro piani non prevedono un cambio di regime a Teheran o lo stop all'atomica: l'obiettivo strategico di Israele è il caos, la destabilizzazione permanente della regione", ha concluso il giornalista.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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