Crisi ai vertici USA: licenziato il generale Sylvia, responsabile della strategia militare
Il segretario alla Guerra statunitense, Pete Hegseth, ha licenziato il principale stratega militare del Pentagono, come ha confermato mercoledì un funzionario della difesa.
Si tratta dell'ultimo di una lunga serie di licenziamenti di alto livello, che si verificano nel quadro di una profonda crisi interna al Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti durante il conflitto contro l'Iran, mentre il presidente Donald Trump lancia nuove minacce di riprendere gli attacchi in una guerra giunta ormai al suo ottavo mese.
Il tenente generale dell'esercito Brett Sylvia è stato rimosso dal suo incarico di direttore della strategia, della pianificazione e delle politiche presso lo Stato Maggiore congiunto. Sylvia è il secondo generale ad essere sollevato da questo ruolo, noto negli ambienti militari come "J5", sotto la gestione Hegseth. Il suo predecessore, il tenente generale Joseph McGee, era stato costretto al pensionamento nell'ottobre del 2025 in seguito a forti pressioni del segretario, con il quale si era più volte scontrato sulle decisioni strategiche.
La decisione giunge in un momento di estrema tensione nei vertici militari americani. Soltanto lunedì, il segretario dell'esercito statunitense Dan Driscoll ha rassegnato le proprie dimissioni, decisione maturata proprio a causa delle divergenze insorte ai vertici in relazione alla gestione della guerra con l'Iran.
Il funzionario della difesa, che ha rilasciato le dichiarazioni a condizione di anonimato per trattare questioni riservate relative al personale, ha precisato che non è ancora stato individuato un sostituto immediato per Sylvia e che non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale per il licenziamento, notizia anticipata dalla testata "The Atlantic".
Di norma, il direttore del J5 e il suo team sono responsabili dell'elaborazione e del coordinamento dei piani militari con il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine, e con la Presidenza. Secondo le definizioni dello Stato Maggiore, si tratta di un ruolo squisitamente strategico incentrato sulla consulenza ai vertici relativi ai piani di impegno internazionale degli Stati Uniti.
L'uscita di Sylvia allunga la lista degli alti funzionari ed ufficiali del Pentagono estromessi durante il mandato di Hegseth. Tra le uscite eccellenti figura quella del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Randy George, costretto al pensionamento ad aprile, all'indomani dell'annuncio di Trump di voler intensificare il conflitto con Teheran. Nel corso della sua gestione, Hegseth ha rimosso oltre venti alti ufficiali, ha spinto alle dimissioni un segretario della Marina e ha condotto dirette ingerenze nei processi di promozione in tutti i rami delle forze armate.


