Un ritratto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Storia, economia e geopolitica

Un ritratto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Storia, economia e geopolitica

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di Paolo Arrigotti


Una breve biografia della “presidentessa”.

Ursula Gertrud von der Leyen (classe 1958) è una politica tedesca, cresciuta nelle fila della CDU (la “Democrazia Cristiana” della Germania), considerata molto vicina alla ex cancelliera Angela Merkel. Con lei ha ricoperto diversi incarichi ministeriali, tra i quali il dicastero della Difesa: a suo tempo venne fatto il suo nome quale erede politico della cancelliera. Dopo gli studi di Archeologia e di Economia, con un periodo presso la London School of Economics and Political Science, è passata a Medicina. Grazie alle esperienze all’estero parla correntemente l’inglese e il francese. Sposata nel 1986 col medico di origini nobili e docente universitario Heiko von der Leyen, conosciuto nelle aule universitarie, la coppia avrà sette figli. Ma torneremo più avanti sul consorte della presidentessa1.


Una lunga carriera, con luci e ombre.

Nella sua lunga carriera professionale e politica, la von der Leyen ha ricevuto diverse contestazioni. Tra i primi in ordine di tempo, quella di aver plagiato alcuni passaggi della sua tesi di dottorato, accusa che è stata ripresa da diversi organi d’informazione (non solo tedeschi). Successivi accertamenti, condotti dalla scuola di medicina di Hannover, hanno escluso la malafede della candidata, confermando il titolo di studio. Nuove contestazioni hanno riguardato la sua esperienza politica. Nel 2013, dopo essersi occupata di Famiglia e Lavoro, fu chiamata dalla Merkel al ministero della Difesa, prima donna in Germania a ricoprire tale incarico: sarà proprio durante la sua permanenza al dicastero che verranno avviate indagini parlamentari e della Corte dei conti su approvvigionamenti e consulenze esterne. Leggiamo sulla testata Europe Today del 23 dicembre 2019, riferita alla questione degli appalti nel settore della difesa, che “Il deputato dei Verdi tedeschi Tobias Lindner ha presentato una denuncia penale per la vicenda dei dati cancellati dal telefono cellulare usato da Ursula von der Leyen, quando l'attuale presidente della Commissione europea ricopriva il ruolo di ministro della Difesa in Germania.” Una decisione controversa riconducibile alla politica fu quella di favorire l’esportazione di armi verso Arabia Saudita e Turchia, impegnate in vari teatri di guerra (come Yemen e Siria), successivamente bloccate per via delle escalation conflittuali. Da sempre considerata atlantista e fervente europeista, ai tempi della crisi del debito greco le sue posizioni furono considerate persino più integraliste del collega titolare delle Finanze Wolfgang Schauble, arrivando a chiedere che la Grecia garantisse con le sue riserve auree i prestiti accordati2.



La nomina alla presidenza “per un soffio”. Le linee programmatiche.



In effetti, la von der Leyen ha acquisito visibilità a livello continentale quando il Consiglio europeo, l’organo che riunisci i capi di stato e/o di governo della UE, l’ha indicata – dopo un lungo negoziato - quale nuovo presidente della Commissione UE, l’Esecutivo dell’unione, prima donna a rivestire questo ruolo. La nomina è stata ratificata dal Parlamento europeo con un margine molto ristretto (383 voti favorevoli contro 327 contrari, appena nove voti di scarto; una sessantina i “franchi tiratori”, 22 gli astenuti, una scheda nulla). L’insediamento ufficiale è avvenuto il primo dicembre del 2019. Assunta la guida della Commissione, tra i punti messi nell’agenda del nuovo esecutivo figuravano finanza, flussi migratori, transizione green e tutela dell’ambiente (il cd. green deal europeo), salute e qualità della vita dei cittadini, innovazione tecnologica, sovranità economica e tecnologica (specie nei riguardi degli USA)3.


Il debutto con l’emergenza sanitaria. Le misure adottate e le critiche.


Visto che l’entrata in carica ha coinciso con la fine del 2019, la prima vera emergenza che la nuova commissione si è trovata a gestire è stata quella pandemica. Col dilagare dei contagi, il 16 marzo 2020 scattò la decisione di sospendere i viaggi verso la UE giudicati “non essenziali”, demandando ai singoli stati le misure attuative. Ad onor del vero, la presidentessa ha criticato, ritenendole eccessive e dannose per l’economia e le popolazioni, le decisioni di diversi paesi di chiudere le proprie frontiere agli stranieri. Meritano un cenno le scuse rivolte al nostro paese ad aprile 2020, quando la von der Leyen ammise che non tutti avevano fatto la loro parte al momento del bisogno. Nel frattempo, già alla fine di marzo, era arrivata la decisione di sospendere le regole del patto di stabilità, in pratica i vincoli di bilancio per l’indebitamento e il rapporto deficit/PIL, dando luce verde a tutti gli sforamenti che si rendessero necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria; inoltre, vennero messe a disposizione una serie di risorse aggiuntive e straordinarie per gli investimenti e l’occupazione. C’è da dire che le misure non hanno sortito sempre e comunque gli effetti sperati: come notava a giugno 2020 l’economista Guido Salerno Aletta, riferendosi esplicitamente all’organizzazione e funzionamento della UE: “Nei momenti di crisi, questo assetto rigido tende a fratturarsi, come già si è visto in occasione della crisi del 2008. Si procede così per deroghe, di cui approfittano gli Stati più forti, accentuando le asimmetrie: le banche tedesche, austriache ed olandesi sarebbero dovute fallire per via delle perdite che avevano accumulato. Ed invece sono state salvate dai rispettivi Stati.” Le stesse scelte politiche sui provvedimenti da assumere per sostenere gli stati maggiormente colpiti dalla crisi hanno visto fratture e divisioni, richiedendo mesi di negoziato. Alla fine, il punto d’incontro tra i governi fautori di una maggiore flessibilità (Italia, Francia e Spagna), quelli più rigoristi (Olanda) e i promotori di una soluzione mediana (la Germania della Merkel) è stato trovato nella costituzione di un fondo per la ripresa, chiamato Next Generation EU (cd. Recovery fund) da 750 miliardi di euro, 390 destinati ad aiuti a fondo perduto e 360 per l’erogazione di prestiti (209 sono state le somme assegnate all’Italia). Difficoltà contingenti a parte, ci sarà un altro capitolo della vicenda politica della presidentessa che la colpirà al cuore (è il caso di dirlo), collegandosi direttamente alla campagna vaccinale contro il Covid-19, ma ne parleremo più avanti, in tandem col recente scandalo del “Qatargate”4 .

La Brexit e la questione dei migranti.

Tornando alla cronaca dei fatti, a fine dicembre 2020, è stata la commissione von der Leyen a firmare l’accordo col Regno Unito per la Brexit, a più di quattro anni dal referendum che sancì la decisione di uscire dalla UE. Un primo bilancio politico della nuova Commissione ha fatto sollevare da parte dei maggiori critici una serie di riserve, sia per quanto concerne la gestione dei flussi migratori, che dell’emergenza sanitaria. Parlando dei migranti, a pochi mesi dell’entrata in carica della von der Leyen, Andrea Massardo concludeva un suo pezzo su Inside Over (dedicato alla “promessa tradita”) con queste parole: “… a pesare saranno ancora una volta gli egoismi dell’Europa, concentrata più sul tenere in sordina la situazione rispetto all’agire per migliorarla.”


Uno “sgarbo” di Erdogan o l’applicazione del protocollo?


Un episodio internazionale che ha destato un certo interesse (e qualche rilievo sul fronte dei diritti delle donne) è stato quello del vertice di Ankara (aprile 2021), tra il presidente turco Erdogan e i presidenti del Consiglio europeo Charles Michel e la stessa von der Leyen, quando questa ultima si ritrovò “senza sedia”. Ricordando che lo stesso capo del protocollo ha gettato acqua sul fuoco, dichiarando che la presidentessa “è rimasta sorpresa, lo si vede nel video, ma ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, ricordiamo anche il commento di Rita Cascia, che parlando dell’episodio faceva notare che: “il protocollo delle istituzioni europee nonché i suoi trattati fondativi danno potere di rappresentanza estera dell’Unione al presidente del Consiglio Europeo e non al presidente della Commissione. […] Di fatto, normative alla mano, in quel contesto (un incontro diplomatico bilaterale), la von der Leyen era un di più, un soggetto accompagnatore pressoché privo di titolarità a sedere alla pari con il presidente turco. Se al suo posto ci fosse stato un uomo, sarebbe stato messo a sedere ugualmente sul divano, come infatti è accaduto per il ministro degli esteri turco, meno importante del presidente.” Insomma, un episodio a metà strada tra il gossip e l’incidente diplomatico, forse un po’ troppo enfatizzata da certi media5.


Dalla pandemia alla crisi ucraina: una presidenza “sfortunata”?


Senza voler fare della facile ironia, men che mai sminuire la portata e la tragicità degli eventi, la von der Leyen non ha avuto certo vita facile, visto che dopo la pandemia, si è trovata a gestire un altro evento gravido di conseguenze a livello planetario: la crisi e la guerra in Ucraina. La posizione atlantista e filo ucraina della Commissione è stata palesata fin da subito, più volte ribadita, come l’intenzione di lavorare per un’adesione dell’Ucraina (come di Moldavia e Georgia e di altri paesi dell’area balcanica) alla UE, assieme alla ferma condanna dell’aggressione russa. Tra i maggiori critici delle scelte politiche della von der Leyen su tale questione ucraina troviamo il sociologo Alessandro Orsini, che in un suo editoriale ne ha parlato come di una presidentessa che promuove politiche di guerra, aggiungendo di ritenere la sua esperienza politica un “fallimento”6.



L’ultimo discorso sullo stato dell’Unione e le elezioni italiane del 25 settembre.


E di sostegno alla Ucraina, autonomia dell’Europa dalle forniture energetiche russe, lotta alla spirale inflazionistica e alla crisi energetica innescata (anche, ma non solo) dal conflitto, la presidente ha parlato in occasione del suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2022. Più o meno agli stessi giorni risale una dichiarazione della von der Leyen che destò molte polemiche in casa nostra. Questa la frase, concernente le imminenti elezioni italiane del 25 settembre: “Se le cose vanno in una direzione difficile – ho già parlato di Ungheria e Polonia – abbiamo gli strumenti”. Ursula von der Leyen rispondeva così a una domanda fattale a margine di un suo intervento presso l’università di Princeton, vicino New York, per quanto non ci risulti che la UE (nello specifico la Commissione) abbia potestà o voce in capitolo sulle procedure elettorali dei singoli stati membri7.


La presidentessa ammette che le forniture sono a rischio. E gli amici americani?


Abbiamo già fatto cenno alla questione degli approvvigionamenti energetici e della spirale inflazionistica. La von der Leyen, pur riconoscendo i passi avanti compiuti nell’anno in corso, ha dovuto riconoscere che per il 2023 (da molti esperti indicato come l’anno più difficile) si prospetti un potenziale deficit di quasi 30 miliardi di metri cubi di gas naturale; la presidentessa ha assunto l’impegno di mitigare, attraverso un’azione congiunta dei vari a stati, le conseguenze per cittadini e imprese, ma il semplice fatto che diversi governi stiano andando per i fatti loro non è molto incoraggiante. Al proposito di cooperazione internazionale tra alleati (veri o presunti), prendendo spunto dal vecchio adagio “Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”, la presidentessa sta avendo qualche problema per via del provvedimento – noto come “Inflation reduction act”, varato dall’Amministrazione Biden. In sostanza, si tratta di un pacchetto di aiuti (tra sussidi e sconti fiscali) per favorire il settore green, ma soprattutto le imprese a stelle e strisce, col rischio (per nulla ipotetico) che il combinato disposto di queste misure e dei minori costi energetici negli Stati Uniti – che ci stanno vendendo a caro prezzo il loro GNL - possa ingenerare una fuga delle nostre imprese, attratte dagli incentivi e minori oneri. Il timore del rischio “deindustrializzazione” ha spinto i governi europei e Bruxelles – verrebbe da dire meglio tardi che mai… – a valutare una revisione, in senso meno restrittivo, delle regole sugli aiuti di stato, ovviamente nella speranza che, per una volta, le contromisure arrivino prima della crisi, facendo i nostri interessi e non quelli di qualcun altro. La prossima settimana la presidentessa accompagnerà Macron in Cina per un viaggio che, forse, aprirà nuovi scenari nei rapporti col dragone, pur anticipando in recenti discorsi un cambio di passo nelle relazioni con Pechino 8.


Due “ombre” si allungano sulla presidenza? Vaccini e Qatargate.


Abbiamo già visto che contestazioni e scandali (veri o presunti) non sono stati estranei alla storia professionale e politica della von der Leyen. Premesso che siamo sempre e convintamente per la presunzione di innocenza, per lei come per tutti, andremo ora a parlare - utilizzando i resoconti delle testate e dei siti d’informazione di diversi orientamenti – dei due fatti che hanno destato il maggior clamore attorno alla politica tedesca (e non solo). Cominciamo dalla campagna vaccinale contro il Covid-19. Senza entrare nel merito di questioni medico scientifiche che non ci competono, partiremo da una citazione tratta da un pezzo di Francesca De Benedetti su Domani dell’ottobre scorso: “La questione non è solo se formalmente siamo davanti a un conflitto di interessi. Il nodo è anche e soprattutto politico: la presidente della Commissione Ue, ha più volte rotto il legame di fiducia alla base di una democrazia. La gestione privatistica e segreta con la quale ha maneggiato il negoziato con Pfizer, e che ha innescato una indagine della procura europea, si affianca ora allo scandalo su suo marito.” L’autrice dell’articolo si riferiva a ruoli di responsabilità detenuti da Heiko von der Leyen, marito della presidente, nel comitato di sorveglianza della fondazione di Padova, istituzione finanziata con fondi UE del PNRR e con interessi nel settore farmaceutico (e dei vaccini), e nella Orgenesis Germany GmbH, azienda operante nel settore delle biotecnologie e della ricerca vaccinale. Emergeva, così, un doppio e potenziale conflitto d’interesse, mai dichiarato in precedenza dalla presidentessa, non sopito dalle dimissioni di Heiko. Inoltre, sempre per restare in tema di vaccini, c’è la questione di cui parla, tra gli altri, l’Ansa circa la “richiesta di chiarimenti avanzata dall'Ombudsman europeo, Emily O'Reilly, relativamente al caso degli scambi di messaggi tra Ursula von der Leyen e l'AD di Pfizer Albert Bourla. Si tratta di sms che von der Leyen avrebbe scambiato con Bourla nell'ambito di una missione diplomatica messa in campo per ottenere i vaccini anti-Covid e ampiamente descritta in un articolo del New York Times dell'aprile 2021. A seguito dell'articolo il giornalista Alexander Fant ha chiesto accesso ai testi degli sms, ma gli è stato rifiutato.” Il rifiuto è stato così motivato: “Quando un documento redatto o ricevuto dalla Commissione non contiene informazioni importanti, e/o è di breve durata, e/o non rientra nel campo di applicazione della direttiva, e/o non rientra nella sfera di competenza dell'istituzione, non soddisfa i criteri di registrazione e non viene quindi registrato.” Tali fatti, associati alla notizia di un’indagine avviata dalla Corte dei conti europea sull’acquisto dei vaccini anti-Covid per un importo stimato (si legge nel comunicato) in 1,8 miliardi di dosi, hanno sollevato un autentico polverone, con tanto di richieste di chiarimenti e dimissioni all’indirizzo della presidentessa9.


La Corte dei conti UE sugli acquisti di vaccini.


Leggiamo su Italia Oggi del settembre scorso che nella: “Relazione speciale della Corte dei conti Ue (54 pagine), datata 12 settembre, è questo: tra il 2020 e la fine del 2021, l'Ue ha comprato in totale 4,6 miliardi di dosi di vaccini, con contratti di «acquisto anticipato» e un esborso di 71 miliardi di euro. Di fatto, la spesa più onerosa per il bilancio Ue di tutti i tempi. Un impegno che, secondo la Corte dei conti, non ha però rispettato le procedure corrette in uso per i contratti.” E ancora: “Il dubbio conseguente è che siano stati acquisti circa 1,4 miliardi di vaccini di troppo, costati in media 15 euro l'uno. Lecito dunque chiedersi se sia così che a Bruxelles «proteggono il bilancio Ue. Tanto più che la Corte dei conti precisa: Non abbiamo ricevuto informazioni sulle trattative preliminari del più grande contratto nell'Ue”. Inoltre: “Nel marzo 2021 la presidente della Commissione ha condotto le trattative preliminari per un contratto Pfizer-Biontech, l'unico contratto per il quale la squadra negoziale congiunta non ha partecipato a questa fase dei negoziati. Ovvero: von der Leyen ha fatto tutto da sola, trattando in segreto con Albert Bourla, ceo di Pfizer, che ha incassato 35 miliardi dei 71 spesi dall'Ue”. Concludendo che: “La faccenda, però, non sembra affatto chiusa. Dopo la relazione della Corte dei conti Ue, l'inchiesta di Politico e Welt sui condizionamenti operati dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e da altre tre organizzazioni filantropiche nei confronti delle autorità di governo Usa e Ue per l'acquisto dei vaccini mette a nudo metodi e pagamenti dalle conseguenze imprevedibili. Basta citare due passaggi: «Bill Gates e i leader delle altre tre organizzazioni hanno avuto un accesso senza precedenti ai più alti livelli di governo, spendendo 8,3 milioni di dollari per fare pressione sui legislatori e funzionari di Usa ed Europa.” Fermo restando il voto finale, di natura politica, sulla relazione della Corte dei conti, la procura europea (l’organismo indipendente dell'Ue responsabile delle indagini e del perseguimento dei reati finanziari) ha avviato indagini e accertamenti tuttora in corso. Da ultimo, ricordiamo la causa avviata dal New York Times per non aver ottemperato alla richiesta di poter leggere i famosi messaggini 10.


Il Qatargate.


Infine, cronaca di fine 2022, arriviamo al cosiddetto Qatargate. L’Huffington post del 19 dicembre u.s. scrive: “L’ombra del Qatargate si allunga sulla Commissione europea. Da quello che trapela, l’inchiesta giudiziaria sulle presunte mazzette dal Qatar e dal Marocco per influenzare le scelte dell’Ue resta confinata al Parlamento europeo, ma emergono diversi aspetti che riguardano invece Palazzo Berlaymont e che non sono del tutto chiari.” A questa notizia, già di per sé stessa non da poco, ha fatto eco La Stampa di Torino, che scrivendo dell’ex commissario europeo agli affari interni e migrazione (al momento, precisiamo, non indagato per nessun reato) riporta: “L’ex commissario europeo ieri ha confermato le notizie pubblicate da La Stampa e ha ammesso di aver ricevuto 5 mila euro al mese per un anno dall’Ong di Antonio Panzeri, finita al centro dell’inchiesta della procura di Bruxelles perché considerata una «centrale del riciclaggio». L’esponente del Ppe ha però sottolineato di aver ottenuto «l’autorizzazione scritta da Ursula von der Leyen», anche se l’Ong non era iscritta al registro Ue della trasparenza. Un dettaglio che sta creando un notevole imbarazzo ai piani alti del Palazzo Berlaymont, tanto che l’esecutivo Ue ha subito annunciato un’indagine interna per verificare eventuali comportamenti non corretti da parte del politico di nazionalità greca.” Quel che si prospetta è una colossale inchiesta su un presunto giro di corruzione e irregolarità, che sarebbe stato orchestrato (il condizionale è d’obbligo) orchestrato da Qatar e Marocco, finalizzato a influenzare le decisioni politiche delle istituzioni comunitarie. L’inchiesta è tuttora in corso e svela sempre nuovi particolari, come il presunto coinvolgimento del figlio del presidente turco Erdogan 11.


Una conclusione di buon senso (forse).


Senza entrare nel dettaglio di inchieste in corso, visto e considerato che spetterà alle competenti autorità l’accertamento di fatti e delle eventuali responsabilità, la von der Leyen ha dovuto riconoscere pubblicamente che “Di sicuro eventi di questo tipo erodono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, e come darle torto? Il primo passo da compiere sarà, pertanto, quello di fare chiarezza su tutti i fronti, senza fare sconti a nessuno, ma poi occorrerà anche interrogarsi se o fino a che punto la permanenza in certe posizioni possa essere funzionale a interessi di rilievo superiore, senza per questo tirare in ballo – giova ripeterlo – profili di responsabilità, che compete solo ed esclusivamente alle competenti autorità accertare. Si dice che l’imperatore giapponese Hirohito, allora considerato alla stregua di una divinità, dopo la sconfitta del 1945 dichiarasse dinanzi ai suoi ministri che il suo personale destino non contasse nulla di fronte a quello del paese. Per la cronaca Hirohito restò al suo posto fino alla morte (1989), ma la sua presa di posizione in un momento tanto delicato resta un insegnamento prezioso per chiunque sia investito di ruoli e responsabilità politiche e istituzionali12.









1 www.treccani.it/enciclopedia/von-der-leyen-ursula-nata-albrecht; www.europarl.europa.eu/italy/it/succede-al-pe/ursula-von-der-leyen-eletta-presidente-della-commissione; ec.europa.eu/commission/commissioners/2019-2024/president_en;www.open.online/temi/ursula-von-der-leyen/

2 www.politico.eu/article/eu-european-leaders-pick-germany-defense-minister-ursula-von-der-leyen-to-lead-commission-charles-michel-council/; www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Berlino-la-maledizione-del-plagio-colpisce-il-ministro-Von-der-Leyen-df532c54-c255-4a85-a233-e95f35305e0f.html; www.dw.com/en/german-defense-minister-von-der-leyen-denies-plagiarism/a-18745011; www.ilsole24ore.com/art/chi-e-von-der-leyen-ministro-difesa-germania-pole-la-commissione-ue-ACQQt7V; www.spiegel.de/lebenundlernen/job/ursula-von-der-leyen-darum-darf-sie-ihren-doktortitel-behalten-a-1081520.html; www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/06/commissione-ue-scandali-e-ombre-di-ursula-von-der-leyen-dalle-consulenze-esterne-fino-alle-accuse-di-plagio/5302909/; katercollective.com/2019/07/05/lopzione-von-der-leyen/; www.politico.eu/article/the-scandal-hanging-over-ursula-von-der-leyen/;www.dw.com/en/surge-in-german-arms-sales-to-saudi-arabia-and-turkey/a-47033158; europa.today.it/attualita/vonderleyen-denuncia-telefonino.html

3 www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2019/07/16/von-der-leyen-eletta-dun-soffio-alla-commissione-ue_dbbd16bb-b306-43f5-b24c-93b4d50a95be.html; insideover.ilgiornale.it/politica/una-serie-di-scandali-mette-a-rischio-la-presidenza-di-ursula-von-der-leyen.html; www.repubblica.it/esteri/2019/10/12/news/usa_il_pentagono_i_turchi_hanno_bombardato_per_sbaglio_le_forze_usa_a_kobane_-238307151/; www.ilsole24ore.com/art/ue-cosi-von-der-leyen-ridisegna-priorita-AC0MeXk; commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it; insideover.ilgiornale.it/economia/i-piani-per-la-sovranita-tecnologica-europea.html; insideover.ilgiornale.it/politica/i-primi-100-giorni-di-ursula-von-der-leyen.html; insideover.ilgiornale.it/migrazioni/la-promessa-tradita-di-ursula-von-der-leyen.html

4 www.avvenire.it/mondo/pagine/coronavirus-mondo-vittime-contagi-piu-che-cina; www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2020/03/13/coronavirus-ue-presenta-risposta-a-impatto-economico-_aee539f1-df9d-4acc-b78a-4a341cce5352.html; www.repubblica.it/esteri/2020/04/16/news/coronavirus_von_der_leyen_sentite_scuse_all_italia_ora_l_ue_c_e_-254161800/; insideover.ilgiornale.it/economia/la-commissione-sospende-le-regole-ecco-cosa-accade.html; osservatorioglobalizzazione.it/interviste/guido-salerno-aletta-italia-europa/; www.unionesarda.it/economia/bruxelles-intesa-sul-recovery-fund-aiuti-per-390-miliardi-di-euro-otn0b71n

5 www.rainews.it/archivio-rainews/media/Brexit-Ursula-von-der-Leyen-e-Charles-Michel-firmano-l-accordo-commerciale-con-il-Regno-Unito-2ab3cf9d-d14b-4154-9340-b4930b97b532.html#foto-1; www.ispionline.it/it/pubblicazione/senza-sedia-29962; www.lafionda.com/la-fake-news-del-sessismo-di-erdogan-contro-la-von-der-leyen/; ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_3790

6 www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/nazioni/montenegro/2022/11/03/ue-pacchetto-da-1-mld-per-i-balcani-contro-caro-energia_8fd52c3d-533c-4027-b16e-c114e71b088e.html; www.repubblica.it/esteri/2022/04/08/news/il_viaggio_di_ursula_von_der_leyen_a_kiev_per_rassicurare_zelensky_e_sfidare_putin-344734826/; www.geopolitica.info/discorso-stato-dell-unione-von-der-leyen/; www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/12/13/von-der-leyen-la-presidentessa-che-promuove-politiche-di-guerra/6903613/; www.ispionline.it/it/pubblicazione/europa-von-der-leyen-e-lo-stato-dellunione-36151; www.lindipendente.online/2022/09/23/elezioni-von-der-leyen-avvisa-litalia-se-le-cose-vanno-male-abbiamo-gli-strumenti/; euractiv.it/section/mondo/news/von-der-leyen-in-canada-fermo-sostegno-allucraina/

7 www.agi.it/economia/news/2022-12-20/von-der-leyen-gas-ue-deficit-19297200/

9 www.editorialedomani.it/politica/europa/il-caso-di-heiko-von-der-leyen-non-si-chiude-con-una-lettera-f7rgwxeq; www.lastampa.it/esteri/2022/10/28/news/il_marito_di_ursula_von_der_leyen_lascia_il_centro_di_ricerca_di_padova_finanziato_dal_pnrr-12205133/; www.ilgiornale.it/news/politica/padova-heiko-von-der-leyen-si-dimette-centro-finanziato-pnrr-2080038.html; www.affaritaliani.it/economia/padova-centro-finanziato-dal-pnrr-nella-bufera-il-marito-di-von-der-leyen-823043.html; www.francescadonato.eu/gli-straordinari-acquisti-di-heiko-von-der-leyen/; www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/326704/chi-e-heiko-von-der-leyen-marito-ursula-e-pfizer.html; www.bloomberg.com/profile/person/22099573; www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/06/29/commissione-introvabili-sms-tra-von-der-leyen-ad-pfizer-su-vaccini_2ec3c00a-6dbb-4d09-a56d-6ba01757e070.html; www.lindipendente.online/2022/06/30/la-commissione-ue-dice-di-essersi-persa-gli-sms-tra-von-der-leyen-e-pfizer/; www.lantidiplomatico.it/dettnews-vaccini_pfizer_il_rapporto_della_corte_dei_conti_europea_riaccende_i_sospetti_su_ursula_von_der_leyen/11_47324/; www.nytimes.com/2021/04/28/world/europe/european-union-pfizer-von-der-leyen-coronavirus-vaccine.html

10 europa.today.it/attualita/procura-europea-indagine-vaccini-von-der-leyen.html; ilpartitocomunista.it/von-der-leyen-deve-andare-via-ed-essere-processata-in-questi-giorni-il-responsabile-pfizer-europa-ammette-candidamente-che-i-vaccini-da-loro-venduti-non-sono-stati-testati-contro-il-contagio-da-covid/; www.italiaoggi.it/news/tutto-regolare-la-corte-dei-conti-ue-rivela-che-von-der-leyen-con-trattative-segrete-ha-speso-71-mld-2577273; www.lastampa.it/esteri/2023/02/14/news/covid_il_new_york_times_fa_causa_a_ursula_von_der_leyen_nascose_i_messaggi_a_pfizer-12643342/

12 www.ilfattoquotidiano.it/2022/12/16/qatargate-von-der-leyen-dopo-il-consiglio-ue-eventi-come-questo-erodono-la-fiducia-dei-cittadini-nelle-istituzioni/6907569/; Pro e contro Hirohito. In Giappone quest’uomo era Dio, Dossier Mondadori, 1973

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