Putin: “Gli Stati Uniti fanno quello che vogliono”

Putin: “Gli Stati Uniti fanno quello che vogliono”

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Ieri, presso il Centro Nazionale per la Gestione della Difesa della Federazione Russa si è tenuta la riunione estesa del Collegio del Ministero della Difesa.

Oltre a Vladimir Putin (di lui riporterò una tagliente dichiarazione sul comportamento degli Stati Uniti negli ultimi anni) è intervenuto con una sua relazione il ministro della Difesa, il Generale Sergej Šojgu, esponendo la complessa situazione che la Federazione Russa vede evolversi a ridosso dei suoi confini da parte degli Usa e dei suoi alleati.

Il Ministro Sergej Šojgu fa un elenco di varie realtà che si sono consolidate negli ultimi anni e afferma che “gli Stati Uniti continuano ad aumentare la loro presenza militare vicino ai confini della Russia”.

Per esempio “nei paesi dell'Europa Orientale sono state impiegate piccole unità, composte, a rotazione, da circa ottomila effettivi” e “per quanto riguarda le truppe statunitensi presidiate in territorio tedesco, stanno creando una brigata 'multidisciplinare' che si dovrebbe munire di diversi sistemi di attacchi missilistici”.

Parlando della Polonia, spiega che in quel Paese “si sta consolidando una infrastruttura progettata per schierare una brigata corazzata statunitense, e che si sta anche completando la costruzione del sistema antimissilistico 'Aegis Ashore'. Mentre in Romania un simile sistema “sta già compiendo il suo dovere”.

Invece, “per quanto riguarda il sistema missilistico statunitense di difesa globale, questo continua a essere schierato in una parte dell’Oceano Pacifico”.

Spostandoci in Occidente, “per condurre operazioni e controllare le comunicazioni oceaniche nell'Atlantico settentrionale e nell'Artico, a Norfolk, è stato istituito un Comando unificato delle forze alleate NATO.

L’elenco fatto dal Ministro Šojgu fa capire come gli Stati Uniti e la Nato si muovano con tutta tranquillità sempre più vicino al territorio della Federazione Russa. Questo porterebbe a considerare poco legittime le denunce dell’amministrazione Biden e dei suoi alleati europei, perché preoccupati per le manovre militari russe vicino al confine ucraino, le quali, tra l’altro, si svolgono legittimamente all’interno del proprio territorio e non in altri Paesi, come invece gli Stati Uniti continuano a fare.

In un altro suo passaggio, il Ministro della Difesa, espone alcuni esempi per confermare le forti preoccupazioni da parte della Russia, la quale, Washington, pretende rimanga impassibile difronte a quello che vede accadere a ridosso dei propri confini, con il cosiddetto ‘Occidente’ che, uno ad uno, continua a portare sotto il suo “ombrello” tutti quei Paesi che in precedenza facevano da cuscinetto tra l’Europa occidentale (Nato) e la Federazione Russa, e per quest’ultima erano anche ideali partners commerciali.

Se le sue parole corrispondono al vero, allora si può capire chi, tra Russia e Stati Uniti, stia facendo manovre politiche e militari “poco opportune”: «Gli Stati Uniti e la Nato aumentano deliberatamente la portata e l'intensità delle loro attività di addestramento delle truppe vicino ai confini della Russia. Sempre più spesso queste attività coinvolgono l'aviazione strategica che pratica lanci simulati di missili nucleari su nostre istallazioni. Il numero dei suoi voli vicino ai nostri confini è aumentato di ben due volte.

La Nato si sta concentrando con massima attenzione al dispiegamento di truppe sul fianco orientale della sua ‘Alleanza’. Nelle loro esercitazioni si praticano diverse opzioni per creare formazioni coalizzate contro la Russia, coinvolgendo anche i Paesi che non fanno parte dell’Alleanza Atlantica: Georgia, Moldavia e Ucraina.

La speranza della Nato, nel riuscire a coinvolgere le Forze Armate ucraine nella sua attività militare, mette in pericolo la sicurezza, tenendo conto dei tentativi di Kiev di risolvere con la forza il problema nel Donbass.

I paesi della Nato continuano l’apporto militare nel territorio dell'Ucraina.

La situazione è aggravata dalle forniture di elicotteri, droni d'assalto e missili guidati anticarro da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Nelle città di Avdéyevka e Priazóvskoye, nella regione di Donetsk, è stata verificata la presenza di oltre 120 dipendenti di società militari private statunitensi.

Questi stanno creano postazioni di tiro in edifici residenziali e strutture di importanza sociale, preparando le forze speciali ucraine e i gruppi armati radicali per intense operazioni militari.

Con l’intento di provocare reazioni, nelle città di Avdéyevka e Krásniy Limán sono stati consegnati depositi di sostanze chimiche non identificate.»

Eppure, ogni giorno, noi continuiamo solo ad ascoltare e leggere quanto sia imminente un’invasione Russia in Ucraina.

Nella stessa giornata di ieri, Vladimir Putin, ha fatto alcune dichiarazioni che difficilmente i media occidentali riporteranno integralmente, e quindi colgo l’occasione per estrapolarne almeno una parte[1] che, come si potrà leggere, non generano equivoci d’interpretazione:«Tutto quello che hanno fatto i nostri cosiddetti “soci” negli anni passati, gli Stai Uniti, logicamente era solo per garantirsi i loro interessi e la loro sicurezza.

A migliaia di chilometri dal loro territorio nazionale hanno compiuto le azioni più “dure” senza nessuna autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La Jugoslavia fu bombardata. Con che pretesto? Con l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza?

Dove si trova la Jugoslavia, e quanto distante dagli Stati Uniti?

Lo distrussero quel Paese!

Sì, avevano un conflitto al loro interno, avevano i loro problemi, ma chi gli ha dato il diritto di attaccare una capitale europea [Belgrado]? Nessuno!

Semplicemente lo hanno deciso, e i loro alleati li hanno seguiti e li hanno adulati.

Questo è il Diritto Internazionale?

E con che pretesto gli Stati Uniti entrarono in Iraq?

“Sviluppo di armi [chimiche] di distruzione di massa”.

Invasero e distrussero il Paese, ed è così che crearono un focolaio per il terrorismo internazionale.

Poi risultò che era falso, si sbagliarono.

Dissero: “La nostra ‘Intelligence’ ci hanno deluso”.

Oh! Hanno distrutto un Paese perché la loro Intelligence li ha delusi.

E sì, questa è stata la loro spiegazione.

Poi è risultato che lì non c’era nessuna arma di distruzione di massa, nessuno le stava preparando. Al contrario, quando [in passato] c’erano state, furono distrutte, come deve essere.

E in Siria come ci sono entrati?

Per caso con l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza?

Gli Stati Uniti fanno quello che vogliono!»

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[1] Video: Le parole di Putin sugli Stati Uniti https://www.youtube.com/watch?v=E5yThottzkM

 

 

 

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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