Le indicibili verità che solo i tedeschi hanno il coraggio di dire: il capitalismo ha in sé i germi della guerra

Le indicibili verità che solo i tedeschi hanno il coraggio di dire: il capitalismo ha in sé i germi della guerra

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di Giuseppe Masala
 

Forse chi mi segue avrà notato che non nutro particolare simpatia per le popolazioni di cultura germanica. Però onestamente debbo ammettere che ci sono alcuni tratti del loro carattare nazionale che hanno la mia totale e assoluta ammirazione. Ammiro la loro cultura; sono probabilmente i popoli più colti del mondo. Ammiro il loro disciplinato ingegno. E soprattutto ammiro la loro capacità di dire delle verità indicibili che forse per cultura gli altri non hanno il coraggio di dire e forse manco di pensare.


Non mi stupisce, a quest'ultimo proposito, l'incredibile intervista rilasciata a Bloomberg dall'austriaco Ewald Nowotny componente del board BCE. Si tratta di una intervista che definisco incredibile perchè l'austriaco ha il coraggio di dire una verità che tutti gli economisti (intersi come pensatori dell'economia, non i poveretti che credono che l'economia sia il modellino econometrico, la statistichetta, la correlazione ecc.) conoscono: il meccanismo di funzionamento del modo di produzione capitalistico ha in sé i germi della guerra; anzi la guerra è parte integrante del suo meccanismo di funzionamento.


Ecco qui cosa ha detto Nowotny: «La fortuna di un periodo di pace ormai 74 anni ha inevitabilmente portato a un enorme accumulo di ricchezza da un lato e debito dall'altro. In passato, le guerre o l'inflazione elevata si sono effettivamente occupate di questo problema. Rimane aperto il modo in cui lo risolviamo senza entrambi questi fattori».


Una verità ineludibile che un economista tedesco non può non conoscere (non foss'altro per il fatto che "il marxista" Marx e il liberale Schumpeter erano tedeschi); l'accumulo di ricchezza (che vista dal lato opposto è accumulo di debiti per la legge eterna che "la ricchezza di qualcuno è la miseria di qualcun altro") ha in sé il germe della sua distruzione; quando la ricchezza non può essere - per motivi strutturali e matematici - valorizzata (in parole povere, non rende) tende a distruggersi. Questo processo naturale di crisi dal punto di vista sociale si trasforma in estremismi, fanatismi, divisioni, discordie e instabilità che alla lunga possono portare alla guerra (poco importa se civile o tra nazioni). La guerra infine sarà quel processo che dal punto di vista economico si incaricherà di risolvere quel problema di disequilibrio dovuto all'eccessivo accumulo di capitale tramite la sua distruzione fisica (bombardamenti) e finanziaria (iperinflazione).


Una verità vera. Una verità indicibile. Una verità comunque ben conosciuta che Nowotny non si è messo paura a divulgare.


Da qui però nasce un ulteriore considerazione. Perchè i tedeschi che conoscono così bene il Segreto Ultimo del Capitalismo continuano con la loro propaganda debitofobica? Sanno benissimo che ll debito (o l'eccessiva ricchezza, se si vuole vedere il fenomeno dall'altro lato della barricata) non è mai un problema: sarà il flusso profondo degli eventi storici ad incaricarsi di risolvere il disequilibrio. A maggior ragione questo vale per l'Italia: perchè pretendono la soluzione del problema debito pubblico anche considerando che il debito estero l'abbiamo sostanzialmente ripagato? Perchè è un modo di controllare politicamente l'Italia, un modo per ridurla a semicolonia. E' qui, tutta la malafede dei tedeschi. Ed è qui tutta la cretinaggine di reggimenti di economisti babbei italiani che pretendono patrimoniali o tagli alla spesa dello stato per controllare una dinamica della quale comunque (anche se non controllata) sarà la Storia a trovare una soluzione sostenbile. A quale prezzo sarà il Tempo a dirlo, come sempre.

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