La spaccatura dell'Occidente

4398
La spaccatura dell'Occidente

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Occidente spaccato. 

Stamane c'è stato un vertice a tre tra Xi Jin Ping, Manuel Macron e Olaf Scholz sul conflitto tra Russia e Ucraina.

A parte il fatto delle dichiarazioni di merito (dove comunque nella sostanza i cinesi sostengono la Russia) ciò che conta è l'elemento simbolico di un vertice che sostanzia la nascita di un asse Parigi-Berlino-Pechino per la risoluzione di questo conflitto che è di gran lunga l'evento storico più rilevante della storia europea dalla caduta del Muro di Berlino.

Come sempre per capire l'aria che tira bisogna vedere gli assenti più che i presenti. Mancano gli USA e manca la Gran Bretagna. Ripeto, manca Washington e manca Londra, ma c'è Pechino. Un fatto abnorme che sancisce plasticamente la volontà di Parigi e Berlino di rendere irrilevante la posizione del mondo anglosassone negli affari europei. In altri termini, Parigi e Berlino non ci stanno a vedere l'Europa distrutta (economicamente o fisicamente non cambia molto) nella guerra per Kiev così come vorrebbero gli anglosassoni (rileggere il mio articolo scritto il giorno dell'apertura delle ostilità dove parlavo di omicidio perfetto dell'Europa da parte di Biden). 

Come rispondono gli anglosassoni?

A stretto giro di posta, Washington fa sapere che oggi vieterà l'import di petrolio, gas liquefatto e carbone di provenienza russa. Una bomba nucleare simbolica(anche se dal punto di vista pratico irrilevante economicamente per gli USA che sono esportatori netti di energia). Ora che succede? Gli inglesi si accoderanno (già l'hanno detto) a Washington).

Lo stesso faranno australiani e canadesi. Insomma, l'anglosfera unita e compatta nella volontà di alzare il livello dello scontro. Da capire chi in Europa potrebbe seguirli. Parere personale: gli olandesi lo farebbero volentieri ma non possono perchè troppo integrati economicamente con i tedeschi.

Belgi con la Francia e troppo ci guadagnano dall'EU per volerne la morte. E allora chi? Semplice, i polacchi, gli slovacchi, i rumeni, e i baltici. Questi sono l'anello debole che da sempre prende soldi (a vagonate) dalla UE ma prendono ordini da Washington. Se cedono quelli dell'Est il destino europeo è segnato (nella mia visione): consunzione economica fino all'asfissia nella migliore delle ipotesi. 

I russi? Sono alla finestra e aspettano di capire. Secondo me se capiscono che i paesi europei non vogliono il loro gas e il loro petrolio saranno loro a bloccare tutto. 

E l'Italia? I pusillanimi che ci governano, fanno scena muta. Trenta anni che scodinzolano dietro a francesi e tedeschi e per una volta che fanno una cosa sacrosanta per salvare un  continente da morte certa questi che fanno? Non li seguono. E certo, perchè c'è l'altro padrone che non si può scontentare, Washington. Quindi aspettano di capire qual è il carrozzone vincente. I soliti arlecchini. Questa volta si giocano gli ultimi scampoli di benessere di un intero popolo, e forse anche altro. Ma non  gli frega nulla, l'importante è salvare il loro augusto culo gli altri s'arrangino. Roma, 8 Settembre 1943, oggi.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti