La denuncia del Sudafrica contro Israele per il Genocidio Gaza. Cos’è successo alla CIG?

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La Corte Internazionale di Giustizia ha concluso un'udienza di due giorni sulle misure di emergenza richieste dal Sud Africa nella guerra di Israele a Gaza, in merito soprattutto all’invasione della città di Rafah, dopo che Israele ha preso il controllo dell’omonimo valico, il 6 maggio scorso.

Finora, proprio Rafah, situata a sud della Striscia di Gaza, doveva essere un luogo “sicuro” per milioni di palestinesi che si erano rifugiati in fuga da altre città dell’enclave assediata e disintegrata dalle bombe israeliane.

Da Rafah, dove appunto, c’erano quasi 2 milioni di palestinesi, sono fuggite almeno 650.000 persone, secondo le Nazioni Unite, ONU.

A tal proposito, giovedì scorso, per la quarta volta quest'anno, il Sudafrica si è rivolto alla corte, nell’ambito di una procedura per genocidio avviato contro Israele nel dicembre 2023.

 

Cosa è avvenuto durante il procedimento?

Il Sudafrica ha chiesto alla corte di ordinare la fine dell'attacco israeliano a Rafah, che definisce “l'ultimo rifugio” a Gaza.

Inoltre, ha fatto appello per diverse altre “misure provvisorie”, per costringere Israele a consentire l’accesso senza ostacoli a Gaza a fornitori di aiuti, giornalisti e investigatori.

Ieri, Israele ha ribadito di avere il diritto di continuare la sua offensiva su Rafah per difendersi da Hamas, in quanto

Ha accusato il Sudafrica di “prendersi gioco dell’atroce accusa di genocidio” e di “trascinare Israele in tribunale all’infinito”.

La CIG ha chiesto a Israele di fornire maggiori informazioni sugli aiuti nelle “zone di evacuazione” di Gaza, dandogli come termine questo pomeriggio, alle 16:00 per rispondere.

La prossima settimana la Corte internazionale di giustizia dovrebbe pronunciarsi sulle misure di emergenza richieste dal Sudafrica.

Si prevede che la Corte Internazionale di Giustizia non pronuncerà una sentenza sul caso di genocidio prima di diversi anni. Le sue sentenze sono giuridicamente vincolanti, ma in pratica inapplicabili da parte del tribunale.

Resta, e non è una cosa di poco conto, il significato storico e politico. Si potrà dire senza smentita, se la CIG si pronunciasse a favore della richiesta del Sudafrica che, quello avvenuto nella Striscia di Gaza, è un genocidio, senza smentite.

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A GAZA LA SITUAZIONE UMANITARIA E' FUORI CONTROLLO. LA PULIZIA ETNICA DECISA

C'E' UNA ONG, GAZZELLA ONLUS, CHE NON SI ARRENDE A QUESTE BARBARIE E OGNI GIORNO, EROICAMENTE, PORTA BENI DI PRIMA NECESSITA' ALLA POPOLAZIONE STREMATA




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La Redazione de l'AntiDiplomatico

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