ECOFIN: la dura realtà

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di Thomas Fazi
 

A quanto pare all'ECOFIN - il consiglio che riunisce i ministri delle Finanze dell'UE - non leggono gli status dei commentatori de sinistra su Facebook che da quando si è insediato questo governo non fanno che ripeterci che «l'Europa è cambiata, le condizioni sono mature per superare l'austerità e riformare le regole di bilancio perché mio cugino m'a detto che in Germania l'economia è messa male».


Qui sotto la dura realtà, riportata da Fubini sul "Corriere":


«Se questo ECOFIN "informale" di Helsinki ha prodotto un risultato, esso indica che il quadro nell’area euro non è sostanzialmente cambiato. Un’eventuale riforma del patto di stabilità è resa poco probabile dal disaccordo attorno al tavolo e comunque non riguarda il bilancio che l’Italia deve definire in poche settimane. Per questo il ministro dell’Economia è ripartito per Roma con la conferma che l’obiettivo di deficit per l’anno prossimo non dovrà discostarsi da quello del 2019. Il disavanzo dovrebbe essere vicinissimo al 2 per cento del prodotto lordo (PIL) quest’anno, e dunque così anche nel 2020. A meno di peggioramento dell’economia a breve, all’Italia non sarà permessa una manovra di aumento del disavanzo. Non sembra esserci alcuna possibilità di farlo salire neanche fino al 2,5 per cento senza l’avvio di una procedura europea sui conti».


Scusate per il brusco risveglio.

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