Ucraina. Cuba per la pace e il diritto internazionale, contro ipocrisia e doppio standard

Ucraina.  Cuba per la pace e il diritto internazionale, contro ipocrisia e doppio standard

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In tarda serata di ieri (circa alle ore 16,00 di Cuba), il sito del Ministero degli Esteri cubano ha pubblicato una dichiarazione del Governo Rivoluzionario, dove esprime le proprie posizioni e opinioni sull’attuale crisi in Ucraina. Nel testo si afferma che “Cuba è un Paese difensore del Diritto Internazionale e impegnato nel rispetto nella Carta delle Nazioni Unite, che sempre difenderà la pace e si opporrà all'uso o alla minaccia della forza contro qualsiasi Stato”. Ma, allo stesso tempo, nella dichiarazione si evince che il governo cubano non è vittima di patologiche amnesie e nauseanti ipocrisie, come invece lo sono tutti i governi occidentali, i partiti istituzionali e i grandi media che gli fanno da gran cassa, accerchiando, condizionando e alterando il pensiero dell’opiniona pubblica.

In questi giorni sto seguendo la copertura della crisi ucraina su diversi media internazionali, sia occidentali che russi e anche latinoamericani. Non voglio fare una classifica dei migliori o dei peggiori, sicuramente ognuno “porta l’acqua al suo mulino”, perché sappiamo bene che la guerra, oltre che sul campo, si combatte anche sui mezzi d’informazione – e in quest’ultimi trent’anni più che mai – ma quello che vedo e ascolto in questi giorni sui media occidentali (come da decenni sulla loro guerra mediatica contro Cuba) mi fa venire il volta stomaco, fino a poter dire che “ho visto cose che voi umani…”

Ora quest’articolo non lo sto scrivendo per esprime mie personali opinioni sulla crisi ucraina e sull’intervento armato della Russia – e infatti non lo faccio – perché in questa occasione sto portando a conoscenza la dichiarazione del governo cubano, ed è a questa che lascerò spazio.

L’unica cosa che però posso aggiungere è che mi trovo in piena sintonia con il contenuto della dichiarazione rilasciata dal Governo Rivoluzionario.

 «CUBA SOSTIENE UNA SOLUZIONE CHE GARANTISCA LA SICUREZZA E LA SOVRANITÀ DI TUTTI»

 Dichiarazione del Governo Rivoluzionario:

 La determinazione statunitense a continuare la progressiva espansione della NATO verso i confini della Federazione Russa ha portato a uno scenario, con implicazioni di portata imprevedibile, che potrebbe essere evitato.

Sono noti i movimenti militari effettuati negli ultimi mesi da Stati Uniti e Nato verso le regioni limitrofe alla Federazione Russa, preceduti dalla consegna di armi moderne all'Ucraina, che insieme equivalgono a un progressivo accerchiamento militare.

Non è possibile esaminare in modo rigoroso e onesto l'attuale situazione in Ucraina senza valutare attentamente le giuste pretese della Federazione Russa nei confronti degli Stati Uniti e della NATO e i fattori che hanno portato all'uso della forza e al mancato rispetto dei principi giuridici e standard internazionali ai quali Cuba aderisce e sostiene con vigore, e sono un riferimento essenziale, in particolare per i piccoli paesi, contro l'egemonismo, gli abusi di potere e le ingiustizie.

Cuba è un paese che difende il Diritto Internazionale e si impegnato nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite, che difenderà sempre la pace e si opporrà all'uso o alla minaccia della forza contro qualsiasi Stato.

Ci rammarichiamo profondamente per la morte di civili innocenti in Ucraina. Il popolo cubano ha avuto e ha uno stretto rapporto con il popolo ucraino.

La storia riterrà il governo degli Stati Uniti responsabile delle conseguenze di una dottrina militare sempre più offensiva al di fuori dei confini della NATO, che minaccia la pace, la sicurezza e la stabilità internazionali.

Le nostre preoccupazioni sono rafforzate dalla decisione recentemente adottata dalla NATO di attivare, per la prima volta, la ‘Forza di Risposta’ di quell'alleanza militare.

È stato un errore ignorare per decenni le fondate richieste di garanzie di sicurezza da parte della Federazione Russa e presumere che il Paese sarebbe rimasto indifeso di fronte a una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale. La Russia ha il diritto di difendersi. Non è possibile raggiungere la pace accerchiando o mettendo alle strette gli Stati.

La bozza di risoluzione sulla situazione in Ucraina non approvata in Consiglio di Sicurezza il 25 febbraio, che sarà presentata all'Assemblea Generale, non è stata concepita come un reale contributo alla ricerca di soluzioni all'attuale crisi. 

Al contrario, è un testo sbilanciato, che non tiene conto delle legittime preoccupazioni di tutte le parti coinvolte. Nemmeno è riconosciuta la responsabilità di coloro che hanno istigato o schierato azioni aggressive che hanno accelerato l'escalation di questo conflitto.

Sosteniamo una soluzione diplomatica seria, costruttiva e realistica all'attuale crisi in Europa, con mezzi pacifici, che garantiscano la sicurezza e la sovranità di tutti, nonché la pace, la stabilità e la sicurezza regionali e internazionali.

Cuba rifiuta l'ipocrisia e il doppio standard. Va ricordato che gli Stati Uniti e la NATO nel 1999 hanno lanciato una grande aggressione contro la Jugoslavia, un Paese europeo che hanno frammentato, con un alto costo in vite umane, in base ai loro obiettivi geopolitici, ignorando la Carta delle Nazioni Unite.

Gli Stati Uniti e alcuni loro alleati hanno usato la forza in più occasioni. Hanno invaso gli Stati sovrani per provocare cambiamenti di regime e intervenire negli affari interni di altre nazioni che non si piegano ai loro interessi di dominio e che difendono l'integrità territoriale e l'indipendenza.

Sono anche responsabili della morte di centinaia di migliaia di civili, che chiamano "danni collaterali"; di milioni di sfollati e di vaste distruzioni in tutta la geografia del nostro pianeta a causa delle loro guerre predatorie.

 

L'Avana, 26 febbraio 2022

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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