"Malta connection": il più piccolo stato della UE tra luci e (molte) ombre

"Malta connection": il più piccolo stato della UE tra luci e (molte) ombre

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Al centro del Mediterraneo, a 50 miglia nautiche dalle coste siciliane e a poco meno di 200 da quelle libiche, si trova il piccolo arcipelago maltese, composto di sei isole - Malta, Gozo, Comino, Cominotto, Isole San Paolo e Filfla –, le ultime tre delle quali disabitate[1]; il territorio complessivo misura appena 316 kmq, poco di più dell’isola d’Elba. Fino al 1934, quando gli inglesi imposero per legge la propria, si parlava la lingua italiana, idioma oggi parlato correntemente da meno della metà dei circa 520mila abitanti[2]. Il piccolo stato, formalmente neutrale dal 1987, si è sempre dimostrato piuttosto “disponibile” alle richieste statunitensi di supporto tecnico, mentre al contrario ha sempre rifiutato ai russi gli scali tecnici per operazioni o missioni militari (come quella in Siria).

Aggiungiamo che, vista la posizione strategica tra Gibilterra e il Canale di Suez, nelle sue acque e nei suoi porti si registra da anni una costante presenza navale cinese e turca. Quel che ci interessa oggi, però, è approfondire non tanto lo splendido paesaggio e la ricchezza culturale dell’arcipelago, quanto una serie di luci e ombre che sono presenti nella vita politica ed economica di Malta, con pesanti problemi di corruzione, collusioni con la criminalità organizzata, e le questioni legate al rispetto della libertà di stampa e informazione. I dati macroeconomici restituiscono una fotografia decisamente positiva: il tasso d’inflazione è tra i più bassi della zona euro (7,2 per cento, contro una media europea che si aggira intorno all’undici) e lo stesso vale per il debito pubblico, dove siamo molto al di sotto degli altri partner della UE: proprio grazie a questi numeri, il governo maltese ha potuto mantenere i costi energetici sui valori del 2014, risultato non da poco vista l’inflazione galoppante causata nel resto del continente dalla transizione green e dal conflitto in Ucraina, che nella sola Italia ha visto prezzi più che raddoppiati solo negli ultimi 18 mesi[3].

Lo stesso discorso vale per il PIL maltese: nella prima metà del 2022 la ricchezza prodotta ha visto un aumento che ha sfiorato il 15 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un’economia che vede i suoi settori trainanti nei servizi finanziari e tecnologici (comprese le criptovalute), gioco (4 casinò) e scommesse on line (circa 300 gli operatori presenti), che da soli fanno il 77 per cento del PIL e l’80 della forza lavoro; al contrario, il settore primario, tra aridità e limitato suolo disponibile, resta un’attività del tutto marginale. Per quanto gli ultimi valori rilevati segnalino qualche risalita dei dati, gli stessi restano comunque molto positivi[4]. E qui viene il punto nodale: come giustificare, specie con la crisi attuale, un simile boom economico? Ve lo spiegheremo ripercorrendo la storia e le tappe che hanno portato Malta a divenire una delle destinazioni preferite per molti di coloro che cercano di evadere il fisco e/o riciclare denaro sporco, senza trascurare un altro grave problema, che ci tocca molto da vicino: quello dei migranti[5] [6]. La storia dell’isola è molto articolata, ci limiteremo, pertanto, a qualche breve cenno riferito all’età moderna e contemporanea. Nel 1530 i leggendari Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, abbandonata la precedente sede di Rodi dopo la sconfitta da parte degli Ottomani, ricevette dall’imperatore Carlo V il controllo dell’isola, che avrebbe conservato sino al periodo delle guerre napoleoniche.

Nel 1814 i britannici, che nel mentre si erano impossessati per ragioni strategiche dell’isola, ne rifiutarono la restituzione ai Cavalieri, trasformandola in un protettorato. Nonostante la fiera resistenza degli isolani, il dominio britannico si sarebbe protratto per circa un secolo e mezzo. Nel corso del secondo conflitto mondiale, l’isola si rese protagonista di una straordinaria e quasi solitaria resistenza contro le forze dell’Asse[7], dopo che – a quanto sostengono alcuni storici – la stessa Gran Bretagna ne aveva valutato una cessione all’Italia (1940) in cambio della neutralità di Mussolini [8]. Indipendente dal 1964, tuttora parte del Commonwealth Britannico, la Malta contemporanea ha visto l’alternanza al potere tra il Partito Laburista (Pl)[9], al governo dal 2013, fautore di una linea antieuropeista, e il Partito Nazionalista (PN)[10], oggi all’opposizione, filoccidentale e favorevole all’adesione alla UE: proprio sotto la guida di questa forza politica, nel 1998, maturò il processo che avrebbe portato all’adesione dell’isola alla Unione (2004), approvata con referendum popolare. Come accennavamo la vita politica ed economica maltese ha sollevato nel tempo molte ombre. In questi ultimi anni, si è assistito allo scoppio di diversi scandali finanziari, che hanno palesato non solo importanti episodi di corruzione, ma persino significative connessioni con la criminalità organizzata. Il marcio è venuto fuori soprattutto grazie al lavoro di alcune organizzazioni indipendenti, che hanno denunziato le illegalità e/o fatto pressioni sulla opinione pubblica e le istituzioni internazionali; solo per fare alcuni nomi ricorderemo "Repubblika[11]" e "Occupy Justice[12]".

Nel nostro lavoro di ricerca ci siamo avvalsi di uno studio, curato da Luca Raineri[13], ricercatore presso la Scuola Superiore Universitaria di Pisa, che traccia una efficace sintesi del malaffare presente nell’isola, tra flussi di denaro di provenienza illecita, contrabbando di idrocarburi, rapporti con organizzazioni criminali e oligarchi russi e azeri (legati a doppio filo col regime di Iham Aliyev), senza contarla la corruzione interna che contribuisce ad alimentare il sistema. Il personaggio che ancora oggi, più di ogni altro, ha portato all’attenzione dei maltesi (e non solo) una serie di fatti è la giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia[14], assassinata il 16 ottobre del 2017 (aveva 53 anni) con una bomba piazzata nella sua macchina. Furono le sue inchieste, denunzie e pubblicazioni, costatele varie minacce o querele degli interessati, a fornire un quadro a tinte fosche della vita politica ed economica maltese. Le indagini sulla sua morte sono state una delle cause principali delle dimissioni dell’ex primo ministro laburista Joseph Muscat, al quale è subentrato l’attuale primo ministro Robert Abela, sempre del partito laburista; in particolare all’ex capo del governo è stato imputato di aver interferito con le indagini sulla morte della reporter, che secondo alcune ipotesi accusatorie avrebbero visto persino il coinvolgimento di alcuni membri dell’esecutivo[15]. Per quanto ancora oggi la figura della Caruana Galizia resti molto discussa e controversa all’interno della società isolana, nessuno può dubitare che le sue denunce abbiano dato uno scossone al sistema, mettendo in luce complicità talvolta diffuse e radicate.

Al di là di queste ultime, è importante dire che le organizzazioni criminali che hanno affari o interessi in territorio maltese sono tra le più grosse e ramificate: parliamo della ndrangheta calabrese e della mafia siciliana, in combutta con quella maltese, che si sarebbero insinuate in diversi settori dell’economia locale, come gioco d'azzardo online, edilizia e traffico di droga, all’origine di varie ipotesi di reato, dalla corruzione al riciclaggio di denaro sporco; tra le persone coinvolte figurerebbe anche il boss recentemente catturato Matteo Messina Denaro[16]. I crescenti rapporti tra la criminalità italiana e quella maltese sono stati al centro di una relazione della DIA del 2021[17] e ne ha parlato anche il blog del giornalista Michele Santoro[18]. A suscitare l’interesse dei clan è stata indubbiamente la posizione strategica di Malta, che trovandosi al centro del Mediterraneo e a due passi dalle coste africane, si presta molto bene ai traffici illeciti di armi, stupefacenti e (forse) esseri umani. E va da sé che le agevolazioni e sconti fiscali offerte dal governo alle imprese straniere, per stabilirsi o operare nell’isola, siano state un ulteriore incentivo per favorire certe dinamiche. A quest’ultimo proposito, la UE, notoriamente allergica alle normative anticoncorrenziali (quando non fanno comodo a qualcuno…) ha contestato più volte le agevolazioni, anche se, parlando per l’attuale, non ha ottenuto molto di più che rassicurazioni o timidi impegni per una revisione nel prossimo futuro. La questione è stata affrontata, qualche anno fa, anche dal Corriere della Sera: “Malta è un piccolo laboratorio di schizofrenia. Con una normativa fiscale molto accomodante ha attratto miliardi di euro su un’isola poco più grande dell’Elba e poco più popolosa di Bologna; per creare una società qui bastano due giorni: ne sono nate 70 mila […] Con una normativa fiscale molto accomodante Malta ha attratto miliardi di euro su un’isola poco più grande dell’Elba e poco più popolosa di Bologna”[19].

A questo punto, si comprendono bene i motivi per i quali la stessa Unione Europea abbia più volte espresso preoccupazioni e riserve sulla situazione maltese, avviando indagini ufficiali su corruzione, legalità e tenuta dello stato di diritto[20]. Tra gli altri episodi in questione figura la cosiddetta “vendita dei passaporti” (per un milione a pezzo), a suo tempo denunziata anche dalla Caruana Galizia, che fece nomi di importanti uomini d’affari russi, cinesi, africani, arabi[21]; analoghe iniziative sono state avviate, sotto forma di solleciti e raccomandazioni, da altre istituzioni internazionali, come l’Alto commissariato ONU per i rifugiati e il Consiglio d’Europa, che ha espresso preoccupazioni su migranti, corruzione, libertà d’informazione e diritti delle donne[22] . Tornando alla vendita dei passaporti, il possesso della cittadinanza di Malta, in quanto stato membro della UE, aderente all’euro e agli accordi di Schengen, implica automaticamente il diritto di circolare e stabilirsi liberamente in tutti gli stati membri. Per questa ragione, la pratica è finita nelle maglie della Commissione europea, che ha deferito Malta (assieme a Bulgaria e Cipro) alla Corte di giustizia per farne dichiarare la contrarietà ai trattati e norme comunitarie[23]. La Caruana, inoltre, aveva denunziato, nei suoi articoli e blog, un giro di tangenti tra due società offshore con sede a Panama riconducibili a Keith Schembri e Konrad Mizzi, all’epoca rispettivamente ministro dell’Energia e capo di gabinetto del premier Muscat. Il tutto senza dimenticare che sono molti i nomi di politici e uomini d’affari maltesi che compaiono nei cosiddetti Panama papers[24], una mole di milioni di documenti, pubblicati nel 2016, in possesso della società Mossack Fonseca (con sede a Panama), che si occupava di società off shore e paradisi fiscali, che la dice lunga sul funzionamento di certi meccanismi. Per chiudere il cerchio sulla Caruana Galizia, le indagini sulla sua morte hanno visto portato all’arresto dei killer, i fratelli Alfred e George Degiorgio (poi condannati a 40 anni di carcere nel 2022[25]) e di Vincent Muscat, che ha confessato nel 2021 in cambio di una riduzione di pena. Il mandante è stato indicato dagli inquirenti nella persona di Yorgen Fenech, che però nega ogni addebito; l’uomo era titolare della 17Black, un’azienda fantasma, con sede a Dubai, sulla quale la giornalista stava indagando pochi mesi prima del suo assassinio. Inoltre, una commissione d’indagine indipendente, guidata dai tre giudici maltesi  Michael Mallia, Joseph Said Pullicino e Abigail Lofaro ha prodotto, nel 2021, una relazione finale (di 437 pagine) nella quale non solo il governo laburista di Joseph Muscat viene ritenuto responsabile di un progressivo indebolimento della democrazia, ma si aggiunge che: “Si è creata un’atmosfera di impunità, generata dalle più alte sfere dell’amministrazione all’interno della Castiglia, i cui tentacoli si sono poi estesi ad altre istituzioni, come la polizia e le autorità di regolamentazione, causando il crollo dello stato di diritto”[26]. La stessa commissione, il cui insediamento era stato sollecitato dalla UE, riferisce della Caruana Galizia come una persona costantemente spiata e del clima denigratorio scatenato contro di lei ad opera del blog gestito da Glenn Bedingfield, giornalista successivamente entrato in politica coi laburisti e di Neville Gafà, un funzionario governativo che l’aveva definita una “strega”[27].

Familiari ed estimatori della reporter hanno dato vita nel tempo ad iniziative e reportage dedicati alla sua memoria[28], mentre nel centro di La Valletta, proprio di fronte alla sede del tribunale, è stato creato un vero e proprio memoriale spontaneo, per quanto ancora oggi a Malta la sua resti, come dicevamo, una figura molto controversa, della quale in tanti non amano parlare. Il figlio Matthew, poco dopo l’insediamento del nuovo premier Abela, ha rilasciato una durissima intervista, descrivendo così la situazione dell’isola: “C’è una paralisi, la gente non ha idea di chi votare, proprio per questo abbiamo bisogno di cambiare la nostra classe politica. Siamo messi come l’Italia durante Tangentopoli […] Malta ‘Mafia State’? Qui il crimine organizzato è diverso da come è inteso in Italia. Non ci sono clan e famiglie, è tutto basato su una costellazione di interessi di alcuni individui che sono stati capaci di arrivare ai piani alti dell’esecutivo. È un sistema criminale integrato orizzontalmente tra imprenditoria e governo, molto simile a quello oligarchico russo”[29]. Ricordiamo che i tre figli della Caruana vivono oggi lontano da Malta, e proprio Matthew ha seguito le orme della madre[30], denunziando diversi episodi di corruzione, come la vicenda del nuovo gasdotto maltese di Melita[31]; specie dopo la caduta di Gheddafi, l’isola sarebbe trasformata, stando ad alcuni filoni d’indagine,  in un vero e proprio hub logistico in cui potrebbero operare i cartelli del contrabbando di carburante, garantendosi di accedere impunemente al vasto redditizio mercato europeo[32]. Più in generale, la libertà dell’informazione nell’isola resta ancora oggi un grosso problema, tanto che Malta nel 2021 era 81esima nella classifica stilata dal World Press Freedom Index[33], (l’Italia per la cronaca era 58esima nel 2022), tanto che il premier Abela ha promesso un rafforzamento della sua tutela, col suo inserimento in costituzione. Impietoso il giudizio dei giovani sostenitori della Caruana Galizia, che parlando della stampa dicono di non prendere in considerazione quella nazionale visto che: “….le tv sono in mano ai partiti”, privilegiando per la loro informazione quotidiana giornali e blog indipendenti.[34]

Venendo a fatti a noi più vicini, resta da affrontare il nodo dei migranti, col quale Malta ha molto a che vedere. Ad ottobre 2020 è circolata la notizia[35], confermata da alcuni generali - l’ex capo di Stato Maggiore del Comando Nato per il Sud Europa, Fabio Mini, l’ex capo di Stato maggiore delle forze Nato in Afghanistan, Vincenzo Santo e l’ex capo di Stato Maggiore della Marina,  Ferdinando Sanfelice di Montefeltro[36] – della prassi della guardia costiera maltese di persuadere le imbarcazioni cariche di migranti, intercettate al largo delle sue coste, magari col pretesto all’epoca della pandemia (che non circolava solo nell’isola…), per indurle a tornare indietro e/o dirigersi verso le coste italiane (soluzione in genere preferita); non potendo semplicemente respingerle, pratica vietata dagli accordi nel frattempo intervenuti, si ricorreva così a quella della “interdizione”[37]. A questa strategia sono state ricondotte diverse morti in mare, come quella avvenuta al largo delle coste siciliane nell’aprile 2020 (la cd. strage di Pasquetta, 12 morti accertati), in parte imputabile, secondo il racconto dei sopravvissuti, all’omissione di soccorso della guardia costiera maltese; per la cronaca, l’inchiesta che ne è seguita ha portato all’archiviazione di tutte le accuse sia nei confronti dei politici, che dei militari. La Valletta, inoltre, sempre ad aprile 2020 ha adottato un provvedimento (di dubbia legittimità) col quale vietava l’ingresso nel suo territorio alle navi cariche di migranti e poche settimane dopo siglava un accordo col governo libico per una collaborazione e uno scambio d’informazioni sul traffico dei migranti, finalizzato ad arginare il fenomeno. Per l’isola il problema migranti resta – riprendendo le parole del direttore del Corriere di Malta, Dario Morgante, quotidiano locale in lingua italiana – “un territorio molto piccolo, non c’è molto spazio per accogliere, al di là di ogni considerazione di natura politica o umanitaria il maltese sa di non poter ospitare molti migranti”[38]. Se ci attenessimo solo ai chilometri quadrati, giusto per fare un’osservazione, potremmo ricordare che la superficie dell’isola di Lampedusa, approdo di molte imbarcazioni di disperati, corrisponde, più o meno, a un quindicesimo di quella di Malta. Detto in altri termini, il problema deve essere scaricato su qualcun altro, secondo una prassi più volte denunziata, anche in tempi recenti, da diverse ONG come Alarm Phone, Mediterranea Saving Humans, Medici Senza Frontiere e Sea-Watch, per palese violazione delle convenzioni internazionali e del diritto del mare.[39]

Sulla vicenda ci sono state importanti inchieste giornalistiche, come quelle di Avvenire e The Guardian[40], le quali non sono hanno denunziato, al pari di alcuni organi di stampa locali, le gravi violazioni commesse, ma ne hanno fornito le prove: “Stavolta ci sono i filmati[41], le foto, le testimonianze concordanti dei superstiti, le verifiche incrociate sulle scarse dotazioni alla partenza, dalla costa libica, e quelle rinvenute all’arrivo, nel porto di Pozzallo. E a peggiorare la posizione de La Valletta c’è un’aggravante. Dalle immagini si vede l’isola, segno che il barcone si trovava in acque territoriali, e dunque i profughi erano già ufficialmente a Malta e da lì in alcun modo potevano essere cacciati. Addirittura, spinti segretamente verso un altro Paese dell’Ue”[42].

Gli ultimi sbarchi sono cronaca degli ultimi giorni, che ha visto nuove tragedie del mare, come quella di Cutro[43]. E non finisce qui, visto che il Corriere della Sera denunziava tempo fa il “doppio bluff” di La Valletta, che da un lato respingeva i migranti, dall’altro li impiegava, con paghe da fame e in nero, soprattutto nel settore nell’edilizia[44], traendone importanti benefici in termini di PIL e crescita interna; insomma, esiste la possibilità che certi fenomeni non dispiacciano a tutti. Basti dire che il 27,9 della forza lavoro maltese (ufficiale) si compone di stranieri, con punte del 58,6 nel settore del gioco, 48,9 per la ricettività e ristorazione e 44,6 nelle costruzioni[45]. Non sarà che la corruzione e il malaffare, pur sollevando molti dubbi e perplessità, finiscano per fare comodo a tanti? In effetti, se applicassimo la stessa logica nella questione migranti alla vendita dei passaporti – che ha fruttato parecchi soldi[46] - forse le conclusioni non sarebbero molto diverse. Eppure, nonostante i contrasti tra i vari governi, a novembre 2022 i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Grecia e Cipro hanno scritto congiuntamente alla Commissione europea, esprimendo rammarico per il mancato rispetto degli accordi europei sulla redistribuzione dei migranti rimasti lettera morta[47], mentre per parte sua La Valletta ha spesso optato per la ricerca di accordi diretti con Libia e Turchia, bypassando Bruxelles; per quale ragione non la facciamo anche noi resta un mistero senza soluzione. In conclusione, senza con questo voler trovare giustificazioni di sorta, un profilo molto efficace della storia e delle condizioni geopolitiche dell’isola è stato tracciato dal già menzionato ricercatore Luca Raineri[48], quando parla di un’isola povera risorse e da sempre dipendente da attori esterni per la sua sicurezza e la sua stessa sopravvivenza, assimilabile in questo senso ai cosiddetti “shadow states” (letteralmente stati ombra), scaturiti dal processo di decolonizzazione e destinati a tal fine a convivere con fenomeni di corruzione e attori privati molto influenti. Nulla vale più del titolo del suo contributo: Malta connection, un’isola corrotta in un mare di corruzione?

 

FONTI

 

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[1] www.treccani.it/enciclopedia/malta_res-1a9bf69e-1801-11e4-a818-00271042e8d9_%28Atlante-Geopolitico%29/

[2] www.limesonline.com/cartaceo/chi-ha-perso-malta

[3] economiapertutti.bancaditalia.it/notizie/energia-ma-quanto-ci-costi/?dotcache=refresh

[4] finanza.repubblica.it/MacroEconomia/MT/

[5] www.ispionline.it/it/rassegna-stampa/immigrazione-laccordo-raggiunto-a-malta

[6] it.insideover.com/economia/il-boom-economico-di-malta-tra-luci-e-molte-ombre.html; The Malta Connection: A Corrupting Island in a “Corrupting Sea”? di Luca Raineri (pubblicato in The European Review of Organised Crime, 2019) link: www.iris.sssup.it/retrieve/ace8af92-c1ca-4e44-ab94-24ccdeffa3cd/Raineri_The_Malta_Connection_A_Corruptin.pdf

[7] www.difesaonline.it/news-forze-armate/storia/26-luglio-1941-%E2%80%93-attacco-alla-fortezza-di-malta

[8] caiscuola.cai.it/wp-content/uploads/2020/03/marcon.pdf

[9] partitlaburista.org/

[10] it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazionalista_(Malta)

[11] repubblika.org/

[12] occupyjusticemalta.com/

[13] Luca Raineri, op.cit.

[14] Gran parte delle sue denunzie sono raccolte nel libro testimonianza, edito in Italia da Bompiani, Di' la verità anche se la tua voce trema. Ricordiamo, inoltre, il suo blog Running Commentary, aperto nel 2008, tuttora disponibile al seguente link: daphnecaruanagalizia.com/ e i suoi articoli sulle testate «Sunday Times of Malta» e «Malta Independent».

[15] www.repubblica.it/esteri/2020/01/12/news/l_avvocato_robert_abela_eletto_primo_ministro_di_malta-245545638/

[16] Luca Raineri, op.cit.

[17] www.corrieredimalta.com/dall-italia/mafia-la-relazione-della-dia-svela-i-legami-tra-la-malavita-italiana-e-malta/

[18] michelesantoro.it/2019/12/malta-il-fondo-di-uneuropa-opaca-e-criminale/

[19] www.corriere.it/elezioni-europee/100giorni/malta/

[20] eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021IP0148&from=EN

[21] www.repubblica.it/esteri/2018/04/18/news/daphne_caruana_galizia_daphne_project_malta_la_valletta_henley_partners-194219157/

[22] www.coe.int/it/web/portal/-/commissioner-s-report-on-malta-reforms-needed-to-safeguard-journalists-protect-refugees-and-migrants-and-strengthen-women-s-rights

[23] www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/09/29/ue-deferisce-malta-a-corte-giustizia-per-passaporti-doro_4acdf308-4be0-40e2-9f68-4c4ead562e37.html

[24] tvmnews.mt/en/news/more-maltese-names-revealed-in-panama-papers/

[25] it.euronews.com/2022/10/14/omicidio-di-daphne-caruana-galizia-i-fratelli-sicari-condannati-a-40-anni-di-carcere

[26] www.editorialedomani.it/politica/mondo/daphne-caruana-galizia-a-cinque-anni-dalla-sua-morte-malta-ha-ancora-un-problema-di-liberta-di-stampa-c4f4xcsi

[27] www.remocontro.it/2021/07/31/malta-daphne-caruana-fu-uccisa-dallo-stato-mafia-e-politica-contro-la-giornalista/

[28] https://www.youtube.com/watch?v=isFSDD8YzNc (canale YouTube SBS Dateline)

[29] www.remocontro.it/2020/02/05/malta-mafia-state-guai-e-sospetti-nuovo-premier-partito-malissimo/

[30] www.internazionale.it/festival/protagonisti/matthew-caruana-galizia

[31] altreconomia.it/lombra-della-corruzione-dietro-il-gasdotto-maltese-di-melita/

[32] Luca Raineri, op. cit.

[33] www.editorialedomani.it/politica/mondo/world-press-freedom-index-pandemia-accesso-limitato-informazione-liberta-stampa-qxk7l4sg

[34] www.remocontro.it/2020/02/05/malta-mafia-state-guai-e-sospetti-nuovo-premier-partito-malissimo/

[35] it.insideover.com/migrazioni/ecco-come-malta-affronta-il-problema-immigrazione.html

[36] www.ilgiornale.it/news/politica/cordone-navi-scoraggiare-partenze-ecco-litalia-pu-arginare-i-1890626.html?_ga=2.193849453.1788858824.1679900221-2128686510.1676625607

[37] www.ilgiornale.it/news/cronache/quegli-sbarchi-dirottati-malta-verso-litalia-1867192.html?_ga=2.169140449.1788858824.1679900221-2128686510.1676625607

[38] www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-arrivo-e-malta-isola-litalia-1870764.html?_ga=2.136161393.1788858824.1679900221-2128686510.1676625607

[39] www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-la-denuncia-di-msf

[40] www.theguardian.com/global-development/2020/may/20/we-give-you-30-minutes-malta-turns-migrant-boat-away-with-directions-to-italy

[41] https://www.youtube.com/watch?v=5L5mZra1D4s (canale YouTube AvvenireNEI)

[42] www.remocontro.it/2020/05/21/marina-maltese-del-disonore-non-soccorre-e-dirotta-i-migranti-sullitalia/

[43] www.ilsole24ore.com/art/migranti-2-naufragi-area-sar-malta-recuperati-7-morti-AEqCDm9C; www.adnkronos.com/naufragio-cutro-trovato-un-altro-corpo-vittime-sono-91_7lQPS80AjRiJWtesitJeXb

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021IP0148&from=EN[44] www.corriere.it/elezioni-europee/100giorni/malta/

[45] www.remocontro.it/2023/01/19/il-boom-economico-di-malta-tra-luci-ombre-e-molti-sospetti/

[46] www.italpress.com/passaporti-doro-malta-concede-cittadinanza-a-1-500-richiedenti/

[47] www.lindipendente.online/2022/11/13/migranti-grecia-malta-e-cipro-con-litalia-parte-la-lettera-a-bruxelles/

[48] Luca Raineri, op.cit.

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