La vera storia del "default russo" spiegata bene

La vera storia del "default russo" spiegata bene

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

Procede la guerra economica scatenata dall’Occidente per “fare a brandelli l’economia russa” - frase storica pronunciata da Obama che rappresenta il sogno delle élites statunitensi.. L’Occidente non sa più cosa inventare per affossare la Russia. Adesso gli Stati Uniti hanno appioppato alla Russia il “default”. L’hanno creato loro artificialmente e la causa formale è l’impossibilità di realizzare il pagamento, la Russia ha i mezzi e la volontà di pagare, ma non ha la possibilità di farlo a causa della chiusura dei canali di trasferimento valuta e il non desiderio dell’altra parte di accettare il pagamento in rubli. I documenti relativi al pagamento sono stati regolarmente e a debito tempo spediti - ha dichiarato ieri la Banca Centrale della Federazione Russa. Quindi nessun “fallimento della Russia”.

Vanno avanti di menzogne, a lanciare la notizia ieri è stata l’agenzia americana Bloomberg: "la Russia è inadempiente sul suo debito estero, i detentori stranieri di obbligazioni estere con scadenza nel 2026 e nel 2036 non hanno ricevuto i pagamenti dovuti di circa $ 100 milioni a causa delle restrizioni delle sanzioni. Come indicato dalla pubblicazione, ciò è accaduto per la prima volta in più di 100 anni, una situazione straordinaria, la Russia è già un’emarginata, un “paria” economico, finanziario e. politico in gran parte del mondo”.

Il 27 maggio il Ministero delle Finanze russo doveva pagare cedole su due emissioni di eurobond sovrani con scadenza nel 2026 e nel 2036 in dollari ed euro, oltretutto l’ha fatto in anticipo, poiché dopo si attendeva che il Ministero delle Finanze americano avrebbe rifiutato di rinnovare la licenza che consentiva alla Russia di servire il debito estero nelle condizioni delle sanzioni occidentali, impostole per ridurla sul lastrico. L'agente pagatore, il Depositario Nazionale di Regolamento, ha ricevuto i mezzi finanziari per pagare un reddito sugli eurobond russi con scadenza nel 2026 per un importo di 71,25 milioni di dollari e con scadenza nel 2036 per un importo di 26,5 milioni di euro. Tuttavia, come ha scritto Bloomberg, i pagamenti non passano, i titolari non hanno ricevuto pagamenti e il periodo di grazia mensile per portare fondi agli investitori scade. Situazione che non ha precedenti.

L'agenzia spiega il "default" proprio con il fatto che nella notte di lunedì 27 giugno i termini sono scaduti. Allo stesso tempo, Bloomberg scrive che per ora il "default" è "per lo più simbolico e significa poco per i russi".

Le autorità russe si rifiutano di riconoscere il default. La posizione di Mosca è che la parte russa ha adempiuto a tutti i suoi obblighi nei confronti degli investitori e il fatto che il denaro non sia arrivato ai destinatari è stato il risultato delle azioni dell'Occidente. “Non c'è motivo di chiamare questa situazione un default", ha detto il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov. “E’ un’affermazione a fini politici, che non rispecchia la realtà – ha dichiarato il capo del Comitato della Duma di Stato per il mercato finanziario, Anatolij Aksakov. - La Russia non è andata in default e adempie ai suoi obblighi, mentre gli Stati Uniti no. La Federazione Russa ha adempiuto a tutti i suoi obblighi trasferendo i rubli su un conto speciale al tasso di cambio dollaro/rublo. Tutto è stato fatto a norma di legge. La Russia è uno dei paesi più capaci di pagare al mondo, perfino più degli Stati Uniti!”

Il 23 giugno scorso il ministro russo delle Finanze, Anton Siluanov, aveva dichiarato: “tutti gli obblighi sono stati adempiuti da Mosca nel momento in cui ha trasferito i fondi al Depositario Nazionale di Regolamento, che all'inizio di giugno è stato colpito dalle sanzioni dell'Unione Europea. Dopo che USA e UE hanno privato la Russia dell'opportunità di pagare obbligazioni in valuta estera, il ministero delle Finanze è stato costretto a pagare in rubli secondo un nuovo schema: a tutti gli investitori stranieri sono stati automaticamente aperti conti in rubli, del tipo "I”, da cui possono ricevere denaro. Qualsiasi giorno in cui un investitore vuole ricevere o vuole venire a prendere i suoi soldi, lo aspetta l'equivalente in rubli.

Il 27 giugno, il ministero delle Finanze russo ha accusato i sistemi internazionali di liquidazione e regolamento (clearing e settlement)

di intenzionale mancato pagamento degli Eurobond di maggio.

La cessazione dei pagamenti sugli eurobond russi in valuta estera e il passaggio allo schema del rublo non significa un default, ciò è dovuto a un evento di forza maggiore, la Russia non si rifiuta di adempiere ai propri obblighi e intraprende tutte le azioni per portare i mezzi finanziari agli investitori in pieno volume. La creazione di barriere artificiali per servire il debito pubblico, secondo il ministro Siluanov, appare come una farsa, necessaria per appiccicare alla Russia l'etichetta "default”. In tale situazione, sarebbe corretto parlare, invece di “default”, di rifiuto degli intermediari finanziari esteri di adempiere ai propri obblighi!

Il giornale Financial Times scrive che i mercati internazionali hanno reagito debolmente all’annuncio del “default della Russia”.

Ma in Russia non si disperano, queste ultime sanzioni al debito russo, che impongono di non accettare che la Russia adempia ai suoi obblighi, probabilmente agiscono “a favore della Russia”: l’onere finanziario si abbassa e poiché il debito estero della Russia è di 57 miliardi di dollari Usa, queste risorse si potrebbero indirizzare all’interno della Russia per sviluppare l’economia. Insomma, per affrontare questa guerra economica va pensata una strategia del commercio estero. In molti si ribellano ai soprusi dell’Occidente e dicono che è ora di mandare al diavolo Usa e Europa, la Russia si deve rifiutare di continuare a vendere loro le fonti di energia, come il petrolio, gas, neon, l’alluminio, il titanio, l’uranio, i fertilizzanti … e deve piuttosto dirottare queste esportazioni verso i paesi che le sono amici, dovrebbe cominciare a privare l’aggressivo Occidente dei beni indispensabili per lo sviluppo della sua economia; il titanio russo – che è indispensabile per gli Airbus; l’uranio russo – che è indispensabile all’Europa orientale per far lavorare le sue centrali atomiche, ad esempio la Finlandia, le cui centrali atomiche non funzionerebbero più senza l’uranio russo, dato che sono progettate secondo la tecnologia russa. Alcuni esperti russi hanno detto per affrontare questa guerra economica va pensata una strategia del commercio estero.

Il Presidente Vladimir Putin aveva dichiarato che la politica di contenimento e indebolimento della Russia è una strategia a lungo termine dell'Occidente e le sanzioni hanno inferto un duro colpo all'intera economia mondiale. Secondo Putin, l'obiettivo principale dell'Occidente è peggiorare la vita di milioni di persone. Putin ha anche affermato che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno effettivamente mancato ai loro obblighi nei confronti della Russia, congelando le sue riserve di valuta estera.  Il Presidente russo ha sottolineato che gli eventi attuali pongono fine al dominio globale dell'Occidente sia in politica che in economia.

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon di Paolo Desogus Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon

Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon

In Bolivia, tornano i carri armati di Geraldina Colotti In Bolivia, tornano i carri armati

In Bolivia, tornano i carri armati

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta di Leonardo Sinigaglia Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn di Giorgio Cremaschi Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Public enemy di Giuseppe Giannini Public enemy

Public enemy

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin di Antonio Di Siena Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

"L'Urlo" adesso è davvero vostro di Michelangelo Severgnini "L'Urlo" adesso è davvero vostro

"L'Urlo" adesso è davvero vostro

Zelensky: gli aiuti occidentali non sono sufficienti di Andrea Puccio Zelensky: gli aiuti occidentali non sono sufficienti

Zelensky: gli aiuti occidentali non sono sufficienti

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON di Michele Blanco LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

 Gaza. La scorta mediatica  Gaza. La scorta mediatica

Gaza. La scorta mediatica

Il Moribondo contro il Nascente Il Moribondo contro il Nascente

Il Moribondo contro il Nascente

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti