La Lega è morta? Intanto sta per portare a casa l'autonomia differenziata a vostra insaputa...

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Da giorni la stampa parla del conflitto tra Salvini e Draghi. I giornali vicini al PD descrivono il leader della Lega come un uomo alla canna del gas, abbandonato dai suoi compagni e incapace di vincere le elezioni nella sua città, Milano. C'è molto poco di vero in questa descrizione. La Lega resta un partito molto forte, candidato alla guida del paese per il futuro, ma radicato anche nell'attuale governo con Giorgetti, il principale ministro "politico" di Draghi, referente del mondo imprenditoriale del nord che reclama i soldi del RF. Dal canto suo Salvini mantiene la leadership: per il momento infatti nessun altro leghista può prenderne il posto senza far arretrare il consenso della Lega di molti punti.
 
Tutto questo è però solo il contorno. La Lega sta per mettere a segno anche l'autonomia differenziata, tema di cui i giornali non parlano, benché si tratti di una delle più grandi aberrazioni politiche mai realizzate in Italia. Il silenzio è dovuto agli enormi interessi condivisi dai ceti produttivi e dai partiti politici della maggioranza. Una parte significativa del PD condivide infatti l'autonomia differenziata e anzi ne è addirittura promotrice.
 
Dietro il miserabile teatrino, dietro i moralismi anti leghisti del PD, si cela infatti una condivisione ideologica inconfessabile, orientata a separare il nord più di quanto non sia già diviso dal Mezzogiorno.

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

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