Ipocrisia di Israele. Attacca l'Iran ma sviluppa e amplia la sua struttura per armi nucleari

Ipocrisia di Israele. Attacca l'Iran ma sviluppa e amplia la sua struttura per armi nucleari

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Il primo ministro Benjamin Netanyahu, senza alcuna vergogna, attacca l'Iran per il programma nucleare iraniano che, a differenza di quello di Israele, rimane sotto la sorveglianza degli ispettori delle Nazioni Unite. 

Allo stesso tempo, arriva però una conferma, non solo sul possesso, ma sull'espansione delle armi nucleari da parte di Israele.

A riportare la notizia è l'Associated Press che ha analizzato alcune foto satellitari le quali emerge quello che "sembra essere il suo più grande progetto di costruzione da decenni. Uno scavo delle dimensioni di un campo da calcio e probabilmente di diversi piani di profondità ora si trova a pochi metri dal vecchio reattore del Centro di ricerca nucleare Shimon Peres Negev vicino alla città di Dimona. La struttura è già sede di laboratori sotterranei vecchi di decenni che riprocessano le barre esaurite del reattore per ottenere plutonio per armi per il programma nucleare di Israele."

Le autorità israeliane non hanno risposto alla richiesta di chiarimenti da parte dell'AP.

Quello che "il governo israeliano sta facendo in questo impianto segreto di armi nucleari è qualcosa per cui il governo israeliano deve chiarire", ha dichiarato Daryl G. Kimball, direttore esecutivo della Arms Control Association con sede a Washington.

L'AP ricorda che con l'assistenza francese, Israele iniziò a costruire segretamente il sito nucleare alla fine degli anni '50 nel deserto vuoto vicino a Dimona, una città a circa 90 chilometri (55 miglia) a sud di Gerusalemme. Ha nascosto per anni lo scopo militare del sito definendolo anche una fabbrica tessile.

Lo scorso 18 febbraio l'IPFM, un gruppo indipendente di esperti in materia di controllo e non proliferazione degli armamenti provenienti da Stati dotati di armi nucleari e non, aveva pubblicato immagini sull'ampliamento del sito di Dimona.

Il Premio Nobel per la Pace, l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, eroe della lotta contro l'apartheid, all'inizio di quest'anno invitò la comunità internazionale a non essere ambigua sulle armi nucleari di Israele.  

Lo scorso 15 maggio, un nuovo rapporto della Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari (ICAN) ricordava che Israele risulta aver speso 1 miliardo di dollari in armi nucleari anche se, spudoratamente, non dichiara di possederle. All'interno di questo rapporto si legge che Israele possiede almeno 90 testate nucleari. Gli ispettori ONU dell'AIEA non hanno mai avuto accesso dalle autorità israeliane per una verifica in merito al possesso di questi armamenti.

Angelo Brunetti

Angelo Brunetti

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