Daghestan e Medio Oriente. Il discorso di Putin (traduzione in italiano)

Daghestan e Medio Oriente. Il discorso di Putin (traduzione in italiano)

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di Marinella Mondaini

Vladimir Putin ieri si è espresso molto duramente riguardo i fatti del Dagestan durante l’incontro con i membri del Consiglio di Sicurezza, del Governo e dei vertici delle forze dell'ordine. E mai prima in modo più crudo verso gli Stati Uniti.

Ecco cosa ha dichiarato il presidente russo, cominciando dalla situazione in Medio Oriente:

“Oggi parliamo ovviamente della situazione in Medio Oriente, e della questione della legge e dell'ordine in Russia stessa. Parliamo della difesa dei diritti dei nostri cittadini e della sicurezza pubblica, della pace civile e della concordia interetnica, anche in relazione alle minacce esterne. Nel mio recente incontro con i leader delle associazioni religiose, come sapete, ho già parlato dei tentativi di sfruttare la drammatica situazione in Medio Oriente, altri conflitti regionali contro il nostro paese, contro la Russia, per destabilizzare e dividere la nostra società multinazionale e multireligiosa. Per fare questo, usano tutti i mezzi possibili: bugie, provocazioni, tecnologie sofisticate di aggressione psicologica e informatica.
Ripeto: coloro che sono dietro il conflitto in Medio Oriente e altre crisi regionali useranno le loro conseguenze distruttive per seminare odio e mettere in ginocchio le persone in tutto il mondo. Questo è il vero obiettivo egoistico di questi burattinai geopolitici.
Ricordiamo come è iniziato l'attuale ciclo della crisi in Medio Oriente - con un attacco terroristico contro i civili di Israele e altri paesi nel territorio di questo Stato.
Vediamo anche che, invece di punire criminali e terroristi, purtroppo hanno cominciato a vendicarsi in base al principio della responsabilità collettiva. I terribili eventi che si stanno verificando nella Striscia di Gaza, quando centinaia di migliaia di persone innocenti vengono uccise indiscriminatamente, che semplicemente non hanno nessun posto dove scappare, nessun posto dove nascondersi dai bombardamenti, non possono essere giustificati da nulla. Quando guardi i bambini insanguinati, i bambini morti, come soffrono le donne e gli anziani, come muoiono i medici, ovviamente i tuoi pugni si stringono e le lacrime ti scendono agli occhi. Non c'è altro modo per esprimersi. Ma noi non dobbiamo, non abbiamo il diritto e non possiamo lasciarci guidare dalle emozioni. Dobbiamo capire in modo chiaro chi c’è veramente dietro la tragedia dei popoli del Medio Oriente e di altre regioni del mondo, chi sta organizzando questo caos mortale e chi ne trae vantaggio. Oggi, secondo me, questo è già diventato ovvio e chiaro a tutti: i committenti agiscono apertamente e sfacciatamente.
Sono le attuali élite dominanti degli Stati Uniti e dei loro satelliti i principali beneficiari dell’instabilità globale, da cui ricavano il loro reddito di sangue. Anche la loro strategia è evidente. Gli Stati Uniti, come superpotenza mondiale, anche in base alle tendenze dell'economia globale, si stanno indebolendo e perdendo la loro posizione, tutti lo vedono e lo capiscono. Il mondo all’americana, con un unico egemone, sta crollando, scomparendo, sta diventando gradualmente, ma costantemente, una cosa del passato.
Ma gli Stati Uniti non vogliono accettarlo, al contrario, vogliono mantenere, prolungare la loro dominazione, la loro dittatura globale, e in questo contesto di caos generale è più conveniente farlo, perché con questo caos si aspettano di contenere, destabilizzare i loro concorrenti, che, come loro stessi dicono, battezzano “loro avversari geopolitici”, fra i quali includono il nostro paese, la Russia, ma in realtà sono i nuovi centri di sviluppo mondiale, paesi sovrani, indipendenti, che non vogliono umiliarsi e svolgere il ruolo di lacchè.
Oggi la Russia non solo partecipa attivamente alla formazione di un mondo nuovo, più giusto e multipolare, con pari diritti e opportunità per tutti i paesi e tutte le civiltà. Non siamo solo uno dei leader di questo processo storico oggettivo, ma dirò di più, e a tutti è noto: per il nostro futuro, per i principi di un ordine mondiale giusto, per la libertà dei paesi e dei popoli, la Russia sta combattendo sul campo di battaglia. Combattiamo in modo coerente, e combattono i nostri soldati e ufficiali perdendo i loro compagni, i nostri eroi.
Ripeto: dietro la tragedia dei palestinesi, dietro le stragi in Medio Oriente, dietro il conflitto in Ucraina, dietro molti altri conflitti in tutto il mondo - in Afghanistan, Iraq, Siria e così via - ci sono le élite dirigenti statunitensi e i loro satelliti. Questo è già evidente a tutti. Sono loro che stanno costruendo le loro basi militari ovunque, che continuano ad usare la forza militare in ogni occasione, che mandano armi nelle zone di conflitto. Inviano fondi, anche in Ucraina e in Medio Oriente, fomentano l'odio in Ucraina e in Medio Oriente.
Non riuscendo a ottenere risultati sul campo di battaglia, vogliono dividerci, per quanto riguarda la Russia, dall'interno, indebolire e seminare confusione. Non li soddisfa nemmeno la partecipazione della Russia alla soluzione dei problemi mondiali e regionali, compresa la soluzione del Medio Oriente. A loro non piace affatto quando qualcuno agisce o parla senza il loro permesso. Loro credono solo nella loro eccezionalità, nel fatto che a loro tutto è permesso.
Non vogliono una pace duratura nella Terra Santa, loro hanno bisogno del caos permanente in Medio Oriente, e quindi screditano in ogni modo quei paesi che insistono per un immediato cessate il fuoco a Gaza, per fermare lo spargimento di sangue, per contribuire concretamente a risolvere la crisi, invece di ricavarne vantaggi. Persino le Nazioni Unite, la posizione ben definita della comunità mondiale, sono oggetto di attacchi, persecuzioni e tentativi di diffamazione.
Voglio sottolineare: nei nostri approcci alla situazione in Medio Oriente, a differenza dell'Occidente, non c'è mai stato interesse personale, intrighi o doppio fondo. Abbiamo dichiarato e dichiariamo apertamente la nostra posizione, che non cambia di anno in anno.
La chiave per risolvere il conflitto è la creazione di uno stato palestinese sovrano e indipendente, uno stato palestinese a pieno titolo. Ne abbiamo parlato apertamente, onestamente e più di una volta sia alla leadership palestinese che a quella israeliana.
La verità è che più forte è la Russia, più unita è la nostra società, più efficacemente saremo in grado di difendere sia i nostri interessi nazionali sia gli interessi di quei popoli che sono diventati vittime delle politiche neocoloniali occidentali.
Sottolineerò ancora una volta: bisogna sapere e capire dove si trova la radice del male, dove si trova questa stessa ragnatela che sta cercando di avvolgere la sua rete su tutto il pianeta, il mondo intero e vuole ottenere la nostra sconfitta strategica sul campo di battaglia, usando la gente che ha ingannato per decenni sul territorio dell'Ucraina di oggi. Combattendo questo nemico nell'ambito dell’Operazione Militare Speciale, vogliamo, ancora una volta, rafforzare le posizioni di tutti coloro che lottano per la loro indipendenza e sovranità.
Gli eventi di Macha?kala di ieri sera sono stati ispirati, anche attraverso i social network, non da ultimo dal territorio ucraino, dalle mani di agenti dei servizi segreti occidentali. A questo proposito, mi chiedo: è mai possibile aiutare la Palestina cercando di attaccare i Tati e le loro famiglie? I Tati, a proposito, sono la nazione titolare del Dagestan. Il solo modo per aiutare la Palestina è di combattere contro coloro che stanno dietro a questa tragedia. Noi, la Russia, li stiamo combattendo in un'Operazione Militare Speciale, stiamo combattendo proprio contro di loro, per noi stessi e per coloro che cercano la vera, genuina libertà.
Io non smetto mai di stupirmi del regime di Kiev e dei loro padroni oltreoceano. Sappiamo che Bandera e gli altri complici di Hitler sono già stati innalzati su un piedistallo d'onore, sappiamo e vediamo come la leadership ucraina applaude i nazisti della Seconda Guerra mondiale,
responsabili delle vittime dell'Olocausto, che hanno preso parte personalmente a questi crimini, e oggi, sotto la guida dei loro protettori occidentali, stanno cercando di istigare i pogrom in Russia.
A proposito, non sono sicuro che tutti i circoli dirigenti negli stessi Stati ne siano a conoscenza.
Sarebbe bello che coloro che si preoccupano così tanto dei cittadini israeliani, conducessero un’indagine su ciò che i loro servizi speciali stanno facendo in Ucraina, se stanno cercando di istigare i pogrom in Russia! Feccia e basta. Non li si può definire in altro modo.
Ma chi difende veramente la verità e la giustizia, combatte contro il male e l'oppressione, contro il razzismo e il neonazismo che l'Occidente incoraggia, combatte ora sul fronte vicino a Doneck, Avdeevka, sul Dnepr. Ripeto, sono i nostri soldati e ufficiali. La scelta di un vero uomo, di un vero guerriero è quella di prendere le armi e schierarsi con i propri fratelli. Essere lì, dove il destino della Russia e del mondo intero, compreso il futuro del popolo palestinese, si decide.
Voglio attirare l'attenzione dei capi di tutte le regioni, dei capi delle forze dell'ordine e dei servizi speciali sulla necessità di azioni ferme, tempestive e chiare per la protezione dell'ordinamento costituzionale della Russia, dei diritti e delle libertà dei nostri cittadini, della concordia interetnica e interreligiosa.”

Questo il discorso di Putin, reso noto dal Cremlino.

Si sa che il canale social di guerra psicologica e informativa contro la Russia che ha istigato i giovani del Dagestan a condurre il pogrom a Macha?kala, appartiene al traditore, ex deputato della Duma russa scappato in Ucraina, Ilja Ponomarëv, per sua stessa ammissione. Cosa che i pennivendoli italiani ovviamente “ignorano”, si fa per dire, addossando la colpa al “dilagante antisemitismo” in Russia. Cosa che più falsa non c’è. Ovviamente tali propagandisti nostrani lavorano, pagati dai Servizi occidentali, non solo contro la Russia, ma anche contro il proprio paese. Traditori due volte.

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