L'ora più buia

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Nell'inquietante conferenza stampa di Draghi e dei suoi accoliti così somigliante ai tragici dialoghi del Duca, del Monsignore, di Eccellenza e di Presidente immaginati da Pasolini nel suo Salò ho avuto la netta sensazione che in Italia qualcosa si sia rotto definitivamente. Non mi rifersco tanto alla democrazia e all'Ordine Costituzionale nato alla fine della guerra; tutta roba questa fottuta da un pezzo.
 
Mi riferisco proprio alla capacità di reazione del sistema di fronte allo stravolgimento del sistema stesso e all'imposizione di un regime dai tratti disumani.
 
La stampa completamente al guinzaglio che sparge le menzogne. La Magistratura colpita al cuore dal caso Palamara incapace di reagire di fronte al potere e se per caso c'era qualcuno che voleva reagire hanno fatto capire subito l'aria che tira: penso al presidente del Consiglio di Stato (puta caso l'organo della magistratura che controlla gli atti del potere) fatto fuori con un mezzo scandaletto risibile. Gli scienziati completamente allineati alla narrazione dominante imposta da quattro avventurieri che stanno tutto il giorno in tv a pontificare, certo anche in questo settore ci sono voci coraggiose, c'è chi va al muro contro muro (penso a Tarro e a Montagnier) e vengono irrisi e dileggiati quando è autoevidente che dicono cose sensate (lo capisci dalla concatenazione logica del loro argomentare) e altri che provano a parare il colpo tentando di limitare il danno dicendo cose del tipo "E si il vaxxino va bene ma per i giovani non serve, concentriamoci sui cinquantenni renitenti" e cose così. Sanno benissimo che è tutta una operazione costruita a tavolino ma vista l'impossibilità di controbattere a forze soverchianti provano almeno a diminuire il danno.
 
Ed è così che gente come Draghi ieri ha potuto condurre una conferenza stampa che è stato un terrificante esercizio di mestazione al fine di confondere e disinformare.
 
L'unica cosa che mi da conforto è il pensiero di Hanna Arendt (mai avrei pensato): ogni totalitarismo ha al suo interno il germe dell'autodistruzione.  E del resto il mondo ha superato il nazismo supererà anche le malefatte di questi criminali qualunque sia il recondito motivo che li spinge su una strada così malvagia.
 
Resistiamo e andiamo avanti in attesa che ci sia il risveglio deglI zombizzatI e dei cacasotto. Li voglio vedere quando Draghi e quell'eunuco di Speranza diranno che è l'ora della terza dose. E no, sai, anche il più scemo poi s'accorge che lo stanno trattando come un vitellone in stalla pronto al macello.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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