Le menzogne sulla Libia e gli "esperti" italiani. E lo sbugiardamento continua...

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di Michelangelo Severgnini

 

Continua la saga del mantra partito da Le Monde (vedi articolo: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews.../41939_54634/) e il botta e risposta a distanza con i lettori di Libya Press (vedi articolo: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews.../41939_54673/).

E se ci fossero ancora dubbi sul fatto che l’Occidente stia preparando un scontro militare in Libia, lo stesso Libya Press riporta il punto di vista di due analisti che non usano giri di parole.

Ma veniamo allo sbugiardamento quotidiano.

Se ieri era stato Arturo Varvelli citato da Agenzia Nova a fare le spese dei commenti dei lettori di Libya Press, quest’oggi tocca al sito "globalist.it".

Ecco il titolo della rivista italiana: “Libia: il generale Haftar al servizio dello zar Putin, ma Giorgia Meloni fa finta di niente”.

 

L’articolo viene dunque rilanciato in arabo dalla pagina Libya Press ed ecco i commenti.






Abu Muhammad:

“Che Dio lo protegga ed allunghi la sua vita”. Riferito a Khalifa Haftar.

 

Abdulsalam:

“Colonizzazione e occupazione non significano sovranità per noi”.

 

Faraj:

“Qualunque cosa diciate per diffamare Khalifa Haftar, abbiamo fiducia in lui che gestirà solo ciò che è nel migliore interesse del Paese e del suo popolo”.

 

Kabawi:

“L'incontro con Putin è stato proficuo e restituirà la Libia alla sicurezza, e Saif cercherà di inviare una forza per l'addestramento in Russia, il che dimostra la sovranità dello Stato che Saif cerca, e lo ripeto, la carovana si muove e i cani abbaiano”.

 

Guma:

“Perché non parlate della (base militare di) Watiyah, del porto di Khoms e dell'aeroporto di Misurata, o la vostra missione è il lavoro e il tradimento?”. 

Questi sono i 3 siti dove ‘esercito turco dal gennaio 2020 ha dislocato i propri reparti cn la compiacenza della NATO.




Ayoub:

“E i Turchi, gli Italiani, gli Americani e i Francesi che occupano Al-Watiya, la base di Al-Khams e Misrata?”.

Già, perché dietro al paravento dei Turchi ci sono anche postazioni militari dei Paesi citati. I soldati italiani in Tripolitania dovrebbero essere alcune centinaia.

 

Veniamo ora agli analisti citati da Libya Press. Secondo Jonathan Weiner, ex inviato degli Stati Uniti in Libia, “i Paesi occidentali possono fornire addestramento e intelligence alle forze che operano sotto il governo di Dabaiba. Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali adotteranno una serie di misure per combattere le attività russe in Africa, alcune potrebbero includere intelligence e supporto militare agli organi governativi”. 

Governativi di Tripoli, detto da un americano non c’è neanche bisogno di specificare. Quindi Tripoli come base di occupazione per estendere un nuovo conflitto in Libia.

 

L’analista militare Adel Abdel Kafi invece afferma: 

“Lo scontro tra la Legione africana e i paesi occidentali sul suolo della Libia è inevitabile, ma forse non molto presto. L'obiettivo degli incontri tra funzionari militari americani con Mohamed Al-Haddad (generale capo delle forze armate di Tripoli, nda), nelle scorse settimane, è preparare le truppe degli Stati Uniti per affrontare la Legione Africana russa in territorio libico. L'America sta cercando di trovare il suo posto nel continente nero, dopo essere stata espulsa dal Ciad e dal Niger”.

 

Insomma, mentre la Libia si avvia ad essere il terreno di scontro della battaglia finale per il controllo del Sahel e del Mediterraneo, i giornali, le agenzie e le riviste italiane fanno la loro parte, quella di spargere menzogne e coltivare la guerra come ultimo sbocco di una società senza idee e vergogna.

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Ora dalle sponde siciliane anima il progetto "Exodus" in contatto con centinaia di persone in Libia. Di prossima uscita il film "L'Urlo"

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