Israele aumenta gli attacchi su Gaza, 700 palestinesi uccisi nelle ultime 24 ore

Israele aumenta gli attacchi su Gaza, 700 palestinesi uccisi nelle ultime 24 ore

Foto Quds News Network

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Sono ripresi senza sosta i bombardamenti di Israele sull’intera Striscia di Gaza dopo la fine della tregua. Khan Younis, la più colpita. Solo nelle ultime 24 ore, come ha riferito il direttore generale dell'ufficio stampa del governo di Gaza ad Al Jazeera, più di 700 palestinesi sono stati uccisi, aggiungendo che all’interno dell’enclave assediata che nella Striscia di Gaza sono state sfollate anche oltre 1,5 milioni di persone.

 

Più di 30 persone sono state uccise questa mattina nei raid aerei israeliani che hanno preso di mira le aree delle città meridionali di Khan Younis e Rafah.

Intanto, Hamas ha ribadito che i negoziati sullo scambio di prigionieri sono ormai conclusi e non riprenderanno finché Israele non porrà fine al suo attacco.

Il gruppo palestinese ha lanciato una raffica di razzi su Israele, dimostrando dopo 57 giorni di guerra che è ancora in grado di rispondere all’aggressione israeliana.

Secondo il premier israeliano Netanyahu la guerra “continuerà finché non raggiungeremo tutti i nostri obiettivi”.

Continuerà anche grazie al fatto che gli Stati Uniti d’America, il principale sponsor di Israele è il suo principale fornitore di armi. Il Washington Post ha riferito che, dal 7 ottobre, 15.000 bombe e 57.000 proiettili di artiglieria (155 mm) sono arrivati ??per via aerea. Una cifra coerente con la quantità stimata di ordigni utilizzati nella campagna di otto settimane e con la capacità di carico dell'aereo.

Nella Cisgiordania occupata, per non farsi mancare nulla, le forze di occupazione israeliana hanno arrestato almeno 60 palestinesi durante raid notturni.

Gli arresti di questa notte sono avvenuti principalmente nelle città di Hebron, Betlemme, Gerico, Ramallah, Nablus e Jenin. L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che tra gli arrestati figurano almeno quattro donne.

Gli ultimi arresti si aggiungono agli oltre 3.000 palestinesi arrestati in Cisgiordania dal 7 ottobre, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani. Molti prigionieri sono trattenuti senza processo né accuse, con il sistema della “detenzione amministrativa”.

In questa situazione disastrosa a Gaza, con mancanza di cibo, acqua, medicine, le condizioni igieniche peggiorano e il rischio di epidemie si fa sempre più concreto.

Thomas White, direttore degli affari dell’UNRWA a Gaza, ha avvertito che le scuole gestite dalle Nazioni Unite all’interno dell’enclave sono state colpite da un’epidemia di epatite A, evidenziando il crescente rischio di malattie a cui sono esposti i civili.

“L’igiene è un problema. Le persone sono stipate in aule molto congestionate… il rischio di malattie è molto presente a Gaza”, ha spiegato White, aggiungendo che nelle scuole dell’UNRWA, le infrastrutture idriche sono completamente sopraffatte con una media di 125 persone che utilizzano un bagno.

L'epatite A è un'infezione epatica a breve termine, altamente contagiosa, che si diffonde attraverso il contatto personale ravvicinato o attraverso il consumo di cibi o bevande contaminati.

Il passo verso epidemia come il colera è breve in una situazione del genere.

Israele non si fermerà, i suoi crimini continueranno e ogni giorno di più la sedicente comunità internazionale, USA, Unione Europea, Canada, Gran Bretagna, Corea del Sud Australia e Giappone, è sempre più ipocrita e complice del massacro ai danni dei palestinesi.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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