Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

06 Settembre 2026 16:00 Antonio Di Siena

di Antonio Di Siena

La coda di un’estate in cui oltre il 70% dei dipendenti del settore turistico guadagna meno di 14.800 euro l’anno, percentuale che al Sud interessa quattro lavoratori su cinque (Filcams CGIL) e più di un italiano su tre non può permettersi manco una settimana di vacanza (Eurostat) ci regala l’ennesima perla del turismo in salsa pugliese.

Spesso ho definito la mia regione un grande ristorante vista mare, ma con tutta evidenza sono stato troppo ottimista e poco lungimirante: adesso si è passati ad apparecchiare direttamente i monumenti.

Dopo aver ospitato James Bond e Mel Gibson, il meraviglioso ponte dell’acquedotto di Gravina, infatti, è stato trasformato in una gigantesca sala da pranzo - banchetto di 5 ore, 110 commensali e 390 dollari a persona - dal format enogastronomico (ovviamente americano) “Outstanding in the Field". Il tutto, come al solito, per “esaltare la tradizione murgiana”.

Un’espressione, quest’ultima, vera parola passe-partout buona per qualsiasi località in predicato di diventare “attrattiva”, che spiega meglio di qualunque altra cosa quanto sta accadendo: una cultura gastronomica secolare, nata e cresciuta dalla terra e con la terra, che ha fatto di semplicità, povertà e necessità il proprio carattere distintivo, che diventa improvvisamente un’esperienza gourmet. Il volano per promuovere un territorio che non viene più concepito come qualcosa da studiare, conoscere, comprendere e preservare. Ma solamente come fosse una scenografia da “valorizzare”, o meglio apparecchiare, per poi metterla a rendita coi soldi di danarosi viandanti d’oltreoceano impazienti di conoscere un luogo semplicemente mangiandoci su. Con buona pace di un patrimonio locale che finisce per essere apprezzato non più per ciò che rappresenta, ma esclusivamente per la sua capacità di diventare location esclusiva. E di una tradizione che, dopo essere diventata ridondante storytelling, si emancipa trovando finalmente la propria consacrazione internazionale in un listino prezzi assurdamente fuori portata per quasi tutti.

È la fotografia della città-ristorante nella sua forma più sofisticata e compiuta: una volta saturati di tavolini all’aperto i centri storici più frequentati, si passa ad apparecchiare i monumenti dei luoghi “ancora da scoprire”. E così, continuando di questo passo, più che un sindaco e un assessore alla cultura, basterà eleggere un chef e un responsabile di sala. Tanto di camerieri se ne trovano in abbondanza.
Buon appetito, almeno a chi se lo può permettere.
[Foto di TeleBari]

Le più recenti da Il DiSsenziente

On Fire

Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA

  di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad   Alla Mostra del Cinema di Venezia una sala si è alzata in piedi e ha applaudito per venticinque minuti. È l'ovazione più lunga...

Volo Flydubai, le leggi di Newton smentiscono la versione di Netanyahu

  di Ahmed Bashir Al-Aila* Quando è stato annunciato che il volo Flydubai FZ1073 aveva subito una brusca perdita di quota sopra i cieli di Tabuk, ho seguito la notizia da esperto di fisica,...

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

di Alessandro Bartoloni Dopo la visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca a metà agosto sui media italiani si sono moltiplicate le speculazioni su ciò che intendesse discutere...

“Conseguenze catastrofiche”. Mosca e Pechino reagiscono al dispiegamento di armi USA nello spazio

  «Queste dichiarazioni sono la prova diretta della politica statunitense di dispiegare armi nello spazio e di utilizzarle in operazioni di combattimento per assicurarne il dominio e la superiorità»....

Copyright L'Antidiplomatico 2015 all rights reserved
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa