di Alessandro Volpi*
La legge di bilancio sta per essere approvata dal Senato e entrerà in vigore dal primo gennaio.
Forse vale la pena sottolineare ancora alcuni aspetti sostanziali che non possono essere derubricati come "tecnici".
Si tratta di una manovra inesistente, volta solo a favorire l'ulteriore privatizzazione dello Stato e i numeri lo dimostrano. La manovra vale nell'insieme poco più di 18 miliardi di euro, che sono coperti con 11 miliardi di euro di nuovo debito, 4 miliardi di euro di anticipi fatti dalle banche e dalle assicurazioni su crediti e imposte future, da 3 miliardi di tagli.
Dal momento che alcune di queste misure sono rappresentate da entrate incerte - non è chiaro quanto le banche decideranno di anticipare veramente allo Stato e neppure la capacità di rendere i tagli effettivi, vista l'ormai esiguità della spesa da tagliare - la Legge contempla che le vere coperture si facciano con artifici contabili.
La prima e più sostanziosa è costituita dal Giroconto dalle Tesorerie che prevede il versamento all'entrata del bilancio dello Stato delle disponibilità giacenti sui conti correnti di tesoreria di vari enti. Per il solo 2026, questa operazione vale 5,94 miliardi di euro. È un'operazione puramente finanziaria (di cassa). Ad essa si aggiunge l'allungamento delle finestre pensionistiche e la riprogrammazione dei fondi per il Ponte sulla Stretto.
In altre parole, lo Stato italiano, per effetto delle scelte di questo governo, non ha più una politica di bilancio ma procede solo per cassa, con meccanismi davvero artificiali e senza alcuna idea di programmazione.
Il progetto politico è chiaro: privatizzare tutto, il resto lo fanno i tecnici dei ministeri che si sbizzarriscono a mettere insieme numeri destinati a durare pochi mesi.
*Post Facebook del 22 dicembre 2025
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