I 5 elementi più inquietanti della vicenda Mps-Mediobanca



di Alessandro Volpi*

Torno sull'incredibile vicenda Mps-Mediobanca mettendo in fila alcuni elementi.

Il primo. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha ceduto il 13 novembre 2024 il 15% delle azioni di Mps tramite un minuscolo intermediario, la Banca Akros (il principale azionista di Akros e BPM, certo non disinteressata nell'operazione Mps) a cui sono arrivate, guarda caso, due offerte identiche - proprio identiche! - di Delfin e Caltagirone. In pochissimi giorni dunque il governo si è disfatto con procedura quantomeno anomala e, direi, a vantaggio di due soggetti "noti" della sua partecipazione di Mps, pagata al prezzo di 5,4 miliardi di soldi pubblici.

Il secondo. Delfin e Caltagirone sono gli azionisti di riferimento sia di Mps, che lancia l'offerta pubblica di scambio, sia di Mediobanca, che ne è la destinataria. Forse c'è un qualche conflitto di interesse.....

Il terzo. Delfin e Caltagirone fanno una montagna di soldi prima ancora che la scalata si compia perché è chiaro che in un simile gioco "truccato" i titoli di Mps e di Mediobanca salgono e ovviamente i due giocatori ne hanno la gran parte.

Quarto. L'amministratore di Mps Lovaglio rilascia interviste in cui invita tutti gli azionisti di Mediobanca ad aderire perché, dice Lovaglio, Mps ha già il 35% di Mediobanca; ma che sorpresa!

Quinto. L'operazione Mps-Mediobanca è propedeutica alla scalata a Generali dove Delfin e Caltagirone hanno una significativa partecipazione azionare: un'operazione che ai sensi di legge avrebbe dovuto essere dichiarata. Davvero tutto fantastico. In chiusura vorrei porre due domande "populiste". Ma come è possibile che nessun organo di vigilanza si sia accorto di niente?

E soprattutto ma davvero i problemi italiani si legano al fatto che Meloni, Schlein e Conte si incontrino e non si incontrino ad Atreju?

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