Che cos’è la Scienza? Quali sono le sue prospettive?

31 Gennaio 2026 17:00 Vincenzo Brandi

di Vincenzo Brandi

(Questo articolo è liberamente tratto dal libro ”Conoscenza, scienza e filosofia”di V. Brandi, 2020)
Per il grande fisico viennese Ludwig Boltzmann, la Scienza è “ricerca della verità”.
Per Jean Bricmont, noto fisico teorico dell’Università di Lovanio (con cui chi scrive ha avuto un proficuo scambio di vedute per via epistolare) la Scienza ha innanzitutto un valore di conoscenza oggettiva (come dice la stessa parola) e, per avere senso, deve riferirsi ad un mondo reale, materiale e determinista.
L’oggettività della Scienza è attestata dal suo continuo riferirsi all’esperienza ed ai risultati sperimentali seguendo la grande tradizione galileiana. Per il grande matematico e fisico francese di fine ‘800 PoincaréL’esperienza è l’unica fonte di verità” e la Scienza è basata sui fatti. Due fisici di diversa tradizione culturale come il tedesco Heisenberg ed il sovietico Kapitza hanno sottolineato in varie occasioni che il compito del fisico teorico è quello di interpretare l’esperienza e che la teoria non ha senso se non è basata sui dati sperimentali. Teorie più o meno fantasiose, dogmatiche e metafisiche basate solo su idee astratte – nella tradizione delle filosofie “idealiste” - o su ragionamenti logici puri avulsi dalla realtà non hanno senso.
La matematica è un potente mezzo di espressione delle leggi fisiche e delle altre scienze esatte, ma non può sostituirsi ad esse, essendo essenzialmente un linguaggio atto ad esprimere con precisione la realtà. Sbagliano quegli scienziati che, dopo aver scritto un’elegante equazione, pensano che ad essa debba corrispondere necessariamente un fatto fisico, pur senza conferme sperimentali.
Sbagliano anche quegli scienziati e quei filosofi di tradizione “empirio-criticista” che pensano che la realtà coincida con le loro sensazioni e che le verità scientifiche siano convenzionali. Per gli scienziati realisti, come Planck o Boltzmann, ai fenomeni percepibili corrispondono realtà profonde indipendenti da noi, da disvelare e spiegare. Anche il rivoluzionario Lenin era di questo parere. Per Poincaré il linguaggio scientifico è solo più preciso, ma non puramente convenzionale, ed è basato su fatti reali.
Destano perplessità alcune forzature filosofiche operate da grandi fisici quantistici come Bohr, Heisenberg, Dirac, secondo i quali il comportamento delle realtà sub-atomiche sarebbe indeterminato e casuale ed i risultati sperimentali determinati dall’intervento dello sperimentatore. Scienziati di prim’ordine non erano d’accordo: tra questi, Einstein, De Broglie, Planck, Schro?dinger. Einstein diceva polemicamente che “Dio non gioca a dadi” e Planck riteneva che si sarebbe imposta una nuova forma di determinismo più profonda. Le nuove “esperienze non-localistiche con informazioni inviate istantaneamente a distanza (vedi il fenomeno quantistico dell’Entanglement) aprono nuovi scenari in questo senso. Ricordiamo che tutta la tradizione della fisica classica, dagli “atomisti” Leucippo e Democrito, fino a Laplace e oltre, è stata “causalista” (ogni cosa avviene per una causa) e “determinista” (ogni cosa accade necessariamente in un certo modo secondo leggi precise).
I prossimi sviluppi della Scienza dovranno confrontarsi con problemi drammatici per l’umanità, come i problemi ambientali che rischiano di far diventare il nostro pianeta invivibile, i pericoli di un uso dissennato della Scienza e della tecnologia solo a meri fini di profitto, ed i pericoli sempre presenti di conflitti devastanti con l’uso della Scienza anche per fini militari. E’ stata quindi posta la domanda: esiste una scienza “buona” e una “cattiva” ?
La domanda è sbagliata. La Scienza è Conoscenza. I problemi non riguardano la Scienza in sé, ma l’uso di essa e le sue applicazioni. Per ottenere un uso più razionale ed a favore del genere umano, servirebbe un profondo cambiamento dell’attuale sistema capitalistico ed imperialistico dove la Scienza è usata per lo sfruttamento ed il profitto e dove crescono le diseguaglianze tra classi sociali e tra i vari paesi; si moltiplicano i pericoli di crisi dovute alle speculazioni finanziarie; si moltiplicano le guerre di aggressione – mascherate da “interventi umanitari” - con la possibilità non tanto remota di uno scontro mondiale attuato con armi nucleari e termonucleari.
Ad esempio, il fenomeno della fusione nucleare può essere usato (come fatto finora) per produrre bombe in grado di distruggere l’umanità, ma potrebbe servire anche a creare, con opportune tecnologie, ad assicurare all’umanità un flusso praticamente illimitato di energia (sembra che la Cina stia molto avanti negli studi relativi). Le tecnologie elettroniche e quantistiche - con la creazione di computer sempre più potenti e perfezionati, l’uso di robot sempre più intelligenti e dell’intelligenza artificiale – potrebbero alleviare l’umanità dal peso di lavoro e fatica, ma possono essere usati anche per limitare i diritti dei lavoratori ed aumentare la disoccupazione, per il controllo poliziesco dei cittadini e la produzione di false notizie
Nel campo in grande espansione delle biotecnologie, le nuove tecniche potrebbero essere utilizzate nel senso di un miglioramento reale dei prodotti agricoli ed in Medicina per intervenire nel caso di malattie genetiche. Ma spesso sono usate dalle multinazionali in maniera vessatoria e fraudolenta verso gli agricoltori, possono provocare gravi inquinamenti ed effetti indesiderati, o essere utilizzate per produrre vaccini dagli effetti incerti.
In definitiva la Scienza (quella vera) è Conoscenza oggettiva della realtà materiale. Il problema è sempre quello delle scelte sulle sue applicazioni e di chi controlla le scelte; per cui si pone davanti all’umanità il problema politico di controllo democratico delle scelte con un nuovo sistema sociale, che sia a favore del genere umano.
Roma 29 gennaio 2026, Vincenzo Brandi

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