Von der Leyen e Lagarde: il 3% di deficit è sacro, tranne quando si comprano armi

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Von der Leyen e Lagarde: il 3% di deficit è sacro, tranne quando si comprano armi

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di Alessandro Volpi*

Ursula von der Leyen e Christine Lagarde continuano a sostenere l'intangibilità delle regole del Patto di Stabilità perché la situazione non è sufficientemente grave. Dunque nessuna deroga per i paesi europei nel loro indebitamento anche se questo significa un impoverimento sociale e una crisi pesantissima per famiglie e imprese.  Restano saldamente in vigore, invece, le deroghe per il riarmo. Gli Stati membri possono richiedere infatti l'attivazione di una specifica clausola che consente di deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta concordato con l'UE per finanziare l'aumento della spesa per "la difesa".

Questa flessibilità può coprire un periodo di quattro anni e permette una deviazione massima fino all'1,5% del PIL. L'incremento delle spese per la difesa (spesso calcolato rispetto al 2021) può essere escluso dal calcolo del rapporto deficit/PIL ai fini dell'avvio di una procedura per disavanzi eccessivi. In pratica, se un Paese supera il limite del 3% di deficit solo a causa di investimenti militari, e non per sanità, istruzione, ambiente, la Commissione e il Consiglio possono decidere di non avviare sanzioni disciplinari.

Oltre al debito nazionale, è stato introdotto lo strumento SAFE (Security Action For Europe), che prevede fino a 150 miliardi di euro in prestiti a tassi agevolati per l'acquisto di armamenti, facilitando il riarmo senza gravare immediatamente e totalmente sui mercati dei capitali nazionali. In sintesi per la Commissione europea solo il riarmo consente di derogare ai vincoli, individuando nello strumento militare la priorità europea assoluta.

Ciò significa peraltro che per la Commissione esiste un debito "buono", non vincolato, che è quello destinato al riarmo, e un debito "cattivo" che è quello per la spesa sociale, l'istruzione, la sanità, la tutela del territorio, l'ambiente: insomma è cattivo tutto ciò che non ha a che fare con la guerra. Questa è la vera cultura di pace dell'Europa.


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