USA-Iran: raid americani sulle città iraniane e rappresaglia di Teheran contro le basi militari americane
Per la nona notte consecutiva, gli Stati Uniti hanno sferrato una serie di raid aerei contro il territorio iraniano. I media locali e le agenzie di stampa (tra cui l'emittente statale IRIB e l'agenzia Fars) hanno riferito di violente esplosioni in diverse città strategiche e costiere, tra cui Sirik, Jask, Tabriz, Chabahar, Khvormuj, Mahshahr e Imam Khomeini. Le difese aeree iraniane sono entrate in azione anche nelle aree di Konarak e Chabahar.
L'escalation giunge in un momento di estrema tensione: l'esercito americano ha annunciato la morte di un terzo soldato e la fragile tregua in vigore da un mese tra Washington e Teheran appare ormai compromessa dalla lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz.
In una nota ufficiale, il comando statunitense ha dichiarato che le recenti operazioni mirano a "indebolire le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare navi commerciali e marinai in transito nello Stretto di Hormuz".
La Risposta e la Rappresaglia dell'Iran
In risposta alle incursioni americane, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha avviato un'ampia operazione di rappresaglia, colpendo diversi assetti strategici degli Stati Uniti nella regione:
- Kuwait (Base di Ali Al Salem): Attraverso il comunicato n. 32, l'IRGC ha rivendicato un attacco con droni che ha distrutto un radar di allerta precoce, un deposito di pezzi di ricambio e un hangar per droni MQ-9, causando l'incendio di diversi velivoli. Nel messaggio rivolto al popolo kuwaitiano, i Pasdaran hanno definito un "obbligo religioso" porre fine alla presenza militare americana nella regione, denunciando l'uso delle basi locali per le aggressioni contro i Paesi islamici.
- Qatar (Base di Al-Udeid): Immagini satellitari attestano l'evacuazione delle piattaforme per aerei strategici (tra cui cisterna KC-135, KC-46, C-17 e sistemi AWACS). La dispersione delle forze rientra nella dottrina statunitense Agile Combat Employment (ACE) per ridurre la vulnerabilità agli attacchi, ma riflette l'alto livello di minaccia. Teheran ha inoltre rivendicato la distruzione del deposito centrale di pezzi di ricambio del Centcom, un colpo logistico che rischia di rallentare per settimane le operazioni aeree e le manutenzioni statunitensi.
??????????????????????????Unloading of Aircraft Ramps at Al Udeid Air Base, Qatar
— dana (@dana916) July 19, 2026
Satellite images show the unloading of ramps for the deployment of KC-135, KC-46, C-17, and AWACS aircraft at Al Udeid Air Base.
This indicates an effort by U.S. forces to minimize potential damage to their… pic.twitter.com/MLdUnbWewB
- Bahrein: Fonti iraniane hanno dichiarato di aver distrutto il centro di intelligenza artificiale Batelco, snodo cruciale per l'elaborazione dati e il supporto tattico dell'esercito americano, causando interruzioni dirette ai sistemi di comando e controllo regionali.
???????????????????????? Imágenes satelitales muestran daños en la subestación eléctrica de un centro de datos de Batelco en Baréin, tras un reciente ataque iraní.
— En la Retaguardia (@pueblopatriota) July 19, 2026
La instalación funciona como un centro de mando y control militar estadounidense, así como un centro de procesamiento de datos de IA. pic.twitter.com/4jNkBEJA8i
- Giordania (Aeroporto di Aqaba): Nel comunicato n. 31, l'IRGC ha annunciato di aver lanciato la 21ª ondata dell'Operazione "Nasr 2" (dedicata alle vittime della cosiddetta "terza guerra imposta"). L'attacco con missili balistici avrebbe danneggiato gravemente aerei da trasporto C-17 e velivoli di comando P-8. I Pasdaran hanno ringraziato la popolazione e l'esercito giordano per le informazioni fornite, sostenendo che tali fonti di intelligence avevano già consentito in precedenza la distruzione di 20 hangar ad Al-Azraq.
L'IRGC ha concluso con un duro comunicato ideologico, definendo l'esercito statunitense un "esercito aggressore e terroristico" e incitando alla resistenza armata contro le forze americane nell'intera regione.


