"Una favola piena di illusioni". Il Belgio respinge il piano dell'UE sui fondi russi per l'Ucraina

Il Primo ministro belga De Wever avverte l’Ue: rischiamo ritorsioni "per sempre".

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"Una favola piena di illusioni". Il Belgio respinge il piano dell'UE sui fondi russi per l'Ucraina

 

In un’intervista al quotidiano La Libre, il Primo ministro belga Bart De Wever ha criticato aspramente la proposta dell’Unione Europea di creare un "prestito di risarcimento" per l’Ucraina finanziato dalle riserve russe congelate, definendo l’idea alla base del piano “una favola piena di illusioni”. La premessa criticata è che la Russia possa essere sconfitta in guerra, un esito che De Wever ha giudicato non solo illusorio ma anche “indesiderabile” per i rischi di instabilità in un Paese nucleare.

La presa di posizione di Bruxelles arriva mentre l’UE discute la possibilità di utilizzare i circa 300 miliardi di euro di attività russe bloccate, di cui oltre 200 miliardi sono detenuti presso la stanza di compensazione belga Euroclear. Il 3 dicembre, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’approvazione di due opzioni per finanziare Kiev, incluso un potenziale prestito garantito proprio da quei beni. Secondo documenti interni citati da Politico, la Commissione propone un prestito di 165 miliardi di euro, con una parte significativa destinata all’industria della difesa ucraina. Il piano sarà sul tavolo del Consiglio UE alla fine di dicembre.

Tuttavia, il Belgio si oppone fermamente alla confisca totale, posizione che gli conferisce un peso decisivo nelle trattative. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot ha definito l’idea del prestito di riparazione “il peggior scenario possibile”. Anche l’amministratore delegato di Euroclear, Valerie Urbain, ha avvertito di possibili azioni legali se la società fosse costretta a consegnare le riserve.

De Wever ha sottolineato il carattere senza precedenti della confisca di beni statali, notando come anche dopo la Seconda guerra mondiale le riserve tedesche fossero state immobilizzate, non sequestrate. Il leader belga ha inoltre richiamato le esplicite minacce di ritorsione da parte di Mosca. “La Russia ha chiarito che, se la confisca andrà avanti, il Belgio – e io personalmente – ne subiranno le conseguenze ‘per sempre’. Mi sembra piuttosto lungo”, ha affermato.

Mosca ha infatti ripetutamente dichiarato che considererebbe qualsiasi confisca un furto, da contestare nelle corti internazionali. Alla fine di novembre, il parlamento russo ha esortato il governo a preparare contromisure. Nel frattempo, da gennaio a settembre 2025, l’UE ha già trasferito a Kiev circa 14 miliardi di euro di proventi generati dalle attività russe congelate.

Il confronto tra la linea dura di Bruxelles e la proposta della Commissione segna una nuova fase di tensione nella strategia finanziaria dell’Occidente verso il conflitto, mettendo in luce le profonde divisioni sulla sua possibile conclusione e sui rischi di un’ulteriore escalation.

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