Secondo il media , Netanyahu avrebbe dichiarato a Trump che Israele non era pronto a difendersi da un possibile attacco di rappresaglia da parte dell'Iran, soprattutto perché gli Stati Uniti non disponevano di forze sufficienti nella regione per aiutare Israele a intercettare missili e droni iraniani. Inoltre, Netanyahu ritiene che l'attuale piano statunitense non sia sufficientemente efficace e non produrrà i risultati desiderati, afferma il rapporto citando uno dei consiglieri del primo ministro.
La telefonata tra i leader ha avuto luogo mercoledì 14 gennaio, quando era previsto che Trump lanciasse attacchi aerei contro l'Iran. Anche il principe ereditario saudita Mohammed Salman si è espresso contro gli attacchi in una telefonata con Trump, citando preoccupazioni per la sicurezza regionale, ha osservato Axios.
Tuttavia, a causa dell'insufficienza di equipaggiamento militare nella regione, degli avvertimenti di alleati come Israele e Arabia Saudita, delle preoccupazioni di alti consiglieri sulle conseguenze e l'efficacia di possibili opzioni di attacco e dei colloqui segreti con gli iraniani, Trump ha deciso di non ordinare l'attacco, ha precisato Axios.
Nel mezzo delle proteste in Iran, Trump ha annullato tutti i contatti con i funzionari iraniani, ha sostenuto i manifestanti e ha consentito tutte le possibili azioni contro l'Iran, compresi gli attacchi aerei. Teheran, da parte sua, ha avvertito che le dichiarazioni di Trump minacciavano la sovranità della Repubblica Islamica.
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.