La mossa dell'Iran per azzerare il potere economico degli USA: il piano presentato ai BRICS
Il ministro degli Esteri iraniano ha denunciato l'incapacità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di fermare la guerra imposta all'Iran e ha sollecitato una riforma dell'organismo.
Nel suo intervento alla seconda riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, svoltasi giovedì a Nuova Delhi, capitale dell'India, sul tema "Ricostruire l'ordine mondiale: la necessità di riformare la governance internazionale e rivitalizzare il multilateralismo", Seyed Abbas Araqchi ha sostenuto che il sistema internazionale sta attraversando una fase di "instabilità strutturale e una profonda crisi di fiducia".
Il capo della diplomazia persiana ha sottolineato che le strutture create dopo la Seconda Guerra Mondiale non sono più in grado di rispondere alle sfide del XXI secolo e ha criticato il divario tra le potenze emergenti e i meccanismi decisionali tradizionali, che non solo minaccia la stabilità globale ma alimenta anche l'ingiustizia nella distribuzione del potere, della ricchezza e delle opportunità di sviluppo.
Secondo Araqchi, molte istituzioni internazionali non rappresentano più il vero multilateralismo, bensì un tentativo di preservare l'unilateralismo sotto le spoglie del diritto internazionale.
Ha inoltre denunciato l'uso di sanzioni unilaterali come strumenti di "guerra economica" contro i paesi in via di sviluppo e indipendenti. "Questo approccio, basato esclusivamente sulla forza, non solo non garantisce la pace, ma è la causa principale delle tensioni regionali e globali", ha sottolineato.
L'Iran chiede la creazione di meccanismi finanziari all'interno dei BRICS per contrastare il terrorismo economico.
Il ministro ha affermato che le sanzioni colpiscono non solo i governi, ma anche "diritti fondamentali come l'accesso alla salute, al cibo e allo sviluppo", definendole "terrorismo economico". In questo contesto, ha auspicato la creazione di meccanismi finanziari indipendenti all'interno dei BRICS per proteggere la sovranità economica degli Stati membri.
Nel suo discorso, Araqchi ha anche accusato le Nazioni Unite (ONU) di violare il principio di non ricorso alla forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite e ha sostenuto che le guerre unilaterali e illegali condotte dagli Stati Uniti hanno portato l'ordine internazionale "sull'orlo del collasso".
Ha lamentato che il mondo sta attualmente assistendo a "un ritorno a un'era di guerre senza fine, violenza aperta ed unilateralismo estremo". Ha inoltre condannato le potenze aggressori per aver utilizzato il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario e la Carta delle Nazioni Unite per "giustificare la guerra e l'occupazione".
L'Iran denuncia il silenzio del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla recente aggressione da parte di Stati Uniti e Israele.
A questo proposito, l'alto diplomatico persiano ha criticato il silenzio del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) di fronte all'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e all'uccisione sistematica di donne e bambini iraniani.
Ha inoltre segnalato danni alle infrastrutture civili, tra cui raffinerie, complessi petrolchimici, ponti, ferrovie, stadi, centri culturali e impianti energetici, e ha citato un brutale attacco a una scuola elementare femminile nella città di Minab, dove 168 persone, tra cui studentesse, sono state uccise durante l'orario scolastico.


