Israele e Grecia tornano a volare insieme: la mossa strategica che sfida la Turchia
Le forze aeree israeliane e greche hanno ripreso le esercitazioni militari congiunte, dopo una lunga pausa iniziata durante il genocidio dei palestinesi a Gaza perpetrato da Israele, secondo quanto riportato dai media israeliani il 6 luglio.
"L'aeronautica militare statunitense ha ripreso gli addestramenti con l'aeronautica militare ellenica dopo un lungo periodo in cui le esercitazioni congiunte non si sono svolte a causa dei combattimenti", ha riferito Canale 12.
Secondo quanto riportato, filmati diffusi dall'aeronautica militare greca mostrerebbero aerei israeliani intenti a rifornire in volo dei caccia greci F-16 durante un sorvolo del Mar Egeo.
"La cooperazione tra le forze aeree israeliane e greche non è una scelta casuale. Fa parte di un piano strategico più ampio che sta prendendo forma nella regione", ha affermato l'emittente.
La ripresa delle esercitazioni militari giunge dopo che Stati Uniti, Israele, Grecia e Cipro hanno lanciato ufficialmente l'Eastern Mediterranean Energy Center (EMEC) l'11 giugno, istituendo un nuovo quadro di cooperazione in materia di energia e sicurezza delle infrastrutture critiche.
Nell'ambito del Dialogo energetico 3+1, questi partecipanti hanno il compito di sviluppare, entro la fine del 2026, una tabella di marcia comune per promuovere la collaborazione su progetti, ricerca e sviluppo tecnologico nel settore del gas naturale offshore.
L'iniziativa mira a realizzare una visione di prosperità e stabilità regionale incentrata sull'espansione dello sviluppo degli idrocarburi e su progetti di connettività come il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC).
L'impulso per questa partnership strategica si è ulteriormente consolidato durante una conferenza diplomatica privata tenutasi ad Atene il 12 maggio, dove funzionari di Grecia, Cipro e Israele hanno discusso di un "allineamento strategico formale" per capitalizzare i cambiamenti regionali e posizionare l'IMEC come alternativa cruciale allo Stretto di Hormuz.
L'asse energia e sicurezza si pone in diretta opposizione agli sforzi della Turchia per codificare una nuova legge marittima che concederebbe al presidente turco Recep Tayyip Erdogan l'autorità di dichiarare una zona economica esclusiva estesa fino a 200 miglia nautiche dalla costa del paese.
Questa iniziativa legislativa mira ad affermare la presenza di Ankara nelle acque ricche di gas del Mediterraneo orientale e a segnalare che il Paese non può essere messo da parte dalle rivendicazioni concorrenti di Grecia e Cipro.
Ankara ha infine optato per accantonare temporaneamente l'iter legislativo di questa legge per evitare un "dibattito divisivo" in vista del vertice NATO di luglio, evidenziando le continue tensioni geopolitiche legate alla formazione di questo nuovo asse energetico e di sicurezza.


