Iran, l'e-mail segreta del CENTCOM: gli USA cercano piani "creativi" per colpire Teheran

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Iran, l'e-mail segreta del CENTCOM: gli USA cercano piani "creativi" per colpire Teheran

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Secondo un’esclusiva della CNN pubblicata il 3 agosto, l’esercito statunitense ha chiesto alle proprie forze di elaborare opzioni e piani d’attacco "creativi e non convenzionali" con l'obiettivo di "punire" la Repubblica Islamica dell’Iran.

In base a quanto riferito da una fonte informata, il messaggio porta la firma di un ufficiale dell'intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ed è stato indirizzato ad diversi analisti militari.

In un’e-mail ottenuta dalla CNN, un alto ufficiale delle forze armate americane ha dichiarato: "Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione sull'Iran e punirlo".

"Un alto ufficiale militare statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando nuove idee su come affrontare la questione iraniana", ha confermato una seconda fonte.

Il report della CNN descrive il messaggio come una vera e propria "richiesta in stile crowdsourcing", modalità definità "insolita per una e-mail" da diversi funzionari militari citati dall'emittente.

L'emittente sottolinea come questo sia un "segno delle opzioni limitate – e potenzialmente sgradevoli – a disposizione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per costringere l'Iran a un accordo alle sue condizioni". Nel tentativo di elaborare un'alternativa, il funzionario del CENTCOM ha così avviato una sessione di "brainstorming" via e-mail per "vedere se qualcuno avesse un'idea migliore".

Il rapporto evidenzia come il CENTCOM stia esaminando ogni opzione disponibile, riconoscendo la necessità di riorganizzare la propria strategia in un conflitto con l'Iran che, finora, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati da Washington e Tel Aviv. Fonti vicine al dossier hanno rivelato alla CNN che neppure le armi convenzionali più avanzate, unite a raid continui di missili e bombe, sono riuscite ad ottenere i risultati sperati.

Le infrastrutture iraniane sono infatti situate a grande profondità nel sottosuolo e diverse fonti confermano che Teheran è stata in grado di ripristinare rapidamente i siti militari colpiti dai raid statunitensi e israeliani.

"Per distruggerli, gli Stati Uniti probabilmente dovrebbero impiegare truppe di terra: un rischio enorme che Trump non è stato disposto a correre, a causa dei dubbi sulla trasparenza della sua amministrazione in merito alle perdite tra i militari", prosegue l'inchiesta, ricordando che 18 militari statunitensi hanno perso la vita a causa delle operazioni di rappresaglia condotte da Teheran.

"Alla fine, il Presidente degli Stati Uniti vorrà un accordo, quindi cercherà continuamente modi per mostrarsi intransigente e uscire da questa situazione", ha chiosato una fonte alla CNN.

Da parte sua, l'Iran ha risposto con fermezza all'eventualità di un'invasione. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran attende l'eventuale arrivo delle truppe di terra statunitensi, avvertendo che un'azione del genere condurrebbe a una "catastrofe". Fonti militari iraniane hanno ribadito ai media locali che i soldati americani affronterebbero "l'inferno" in caso di attacco terrestre, sia sull'isola di Kharg sia in qualsiasi altro punto del Paese.

All'inizio del conflitto, le forze statunitensi avevano condotto un'operazione presentata come il tentativo di trarre in salvo un pilota abbattuto in territorio iraniano. Tuttavia, il Ministero degli Esteri e i media di Teheran sostennero che si trattasse in realtà di un blitz fallito per sottrarre uranio arricchito. Durante la presunta missione di soccorso, le forze americane incontrarono una durissima resistenza, subendo gravi perdite e il danneggiamento di diversi velivoli.

Il nuovo scoop della CNN giunge a poche ore dalle affermazioni del presidente Trump, secondo cui i negoziati tra Washington e Teheran sarebbero in corso e l'Iran avrebbe già accettato di sedersi al tavolo per raggiungere un’intesa.

L'Iran ha però seccamente smentito l'esistenza di trattative con gli Stati Uniti.

"Gli Stati Uniti sono pronti e carichi per attaccare l'Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ciò, l'Iran e altri Paesi ci hanno appena chiesto di astenerci da qualsiasi attacco, poiché i parametri di un accordo sono stati concordati", ha dichiarato Trump.

"Ciò includerebbe l'apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana... Ho accettato, per il futuro beneficio del mondo e per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a condizione di poter raggiungere rapidamente un accordo", ha aggiunto il tycoon.

Il presidente statunitense ha inoltre sostenuto che Israele appoggiasse la sua linea, nonostante le recenti dichiarazioni pubbliche dei funzionari israeliani, che hanno ribadito la volontà di riprendere i raid contro l'Iran il prima possibile.

Nell'ultimo mese Washington ha intensificato per settimane i bombardamenti sul suolo iraniano. Teheran ha risposto sferrando attacchi durissimi contro le basi militari statunitensi nella regione, infliggendo significative perdite alle forze americane.

Pochi giorni fa, Trump aveva sospeso la sua campagna elettorale spiegando che i mediatori avevano richiesto una de-escalation; tuttavia, la stampa americana ha rivelato che la pausa è arrivata dopo che i vertici militari hanno informato il Presidente dell'inefficacia dei raid. Durante questa finestra di stop, l'Iran ha sferrato un attacco a sorpresa contro postazioni statunitensi in Giordania, provocando la durissima reazione verbale di Trump.

Attualmente, i vertici militari iraniani minacciano la distruzione di ogni singola base statunitense rimasta nella regione, qualora Washington dovesse dare seguito alle sue minacce di bombardare centrali elettriche e ponti in Iran.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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