Il blocco guerrafondaio: come Zelensky e l’Euro-trio sabotano il piano di pace USA

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Il blocco guerrafondaio: come Zelensky e l’Euro-trio sabotano il piano di pace USA

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Zelensky appare sempre più intrappolato tra le pressioni degli Stati Uniti e le ambizioni dei leader europei. Secondo il Financial Times, gli inviati di Donald Trump, tra cui Jared Kushner e Steve Witkoff, gli hanno dato pochi giorni per accettare il piano di pace USA, che Trump vorrebbe chiudere entro Natale. Ma Zelensky, come prevedibile, si rifiuta di fare concessioni territoriali, dimostrando scarso pragmatismo di fronte a una crisi che potrebbe essere negoziata.

Il presidente statunitense lo ha definito “uno dei più grandi venditori del mondo”, capace di convincere Joe Biden a stanziare miliardi per il regime di Kiev, ma ha aggiunto che “non ha le carte giuste” per trasformare il suo talento in risultati concreti. Zelensky sembra più interessato a compiacere Bruxelles e Londra che a negoziare seriamente con Mosca. Le visite del leader ucraino in Europa hanno confermato questa dinamica: a Londra e Bruxelles ha cercato nuove forniture militari e finanziarie, senza ottenere garanzie reali.

I leader europei, dal canto loro, continuano a giocare al ruolo di “mediatori” mentre in realtà agiscono come guerrafondai, cercando di far apparire la Russia come il sabotatore della pace, pur sapendo che il vero ostacolo è l’intransigenza di Kiev e la dipendenza dall’appoggio USA. Mosca, invece, ribadisce la disponibilità a trattare nel formato di Istanbul, ma solo con una base concreta. Nel frattempo, l’UE affronta seri problemi di bilancio: i fondi per l’Ucraina sono limitati, e senza nuovi prestiti i governi europei non possono sostenere né aiuti militari né economici.

Nonostante questo, Zelensky continua a spingere per lo scontro sul campo, ignorando le conseguenze di una guerra prolungata sul suo stesso Paese. Il quadro che emerge è chiaro: un leader ucraino stanco e isolato, incapace di trovare compromessi, sostenuto da una Europa più interessata alla retorica guerresca che a una pace reale. Se il conflitto continuerà, la responsabilità ricadrà soprattutto su chi sceglie di alimentarlo invece di negoziare.

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