Gli USA incriminano Raúl Castro a 30 anni dall'abbattimento dei due aerei. Cuba: "atto di legittima difesa”
L'amministrazione Trump ha intensificato ulteriormente la propria campagna di ostilità contro il governo cubano. Il 20 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha emesso un atto d'accusa contro l'ex presidente cubano Raúl Castro, 94 anni, e altre cinque persone, per il loro presunto ruolo nell'abbattimento di due aerei avvenuto 30 anni fa, un episodio in cui persero la vita quattro cittadini statunitensi.
L'atto d'accusa, depositato presso il tribunale distrettuale federale di Miami, accusa Castro e i suoi coimputati di omicidio e cospirazione a scopo di omicidio.
Poche ore dopo l'annuncio, il governo cubano ha risposto con una dichiarazione ufficiale di condanna definita «nei termini più forti». L'Avana ha subito respinto l'accusa «contro il generale d'esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione cubana», preannunciata per diverse settimane e annunciata il 20 maggio.
Nella nota, il governo rivoluzionario sostiene che gli Stati Uniti «mancano di legittimità e giurisdizione» per portare avanti l'azione, definendola «un atto spregevole e infame di provocazione politica» che poggia su una «manipolazione disonesta» dell'incidente.
Cuba accusa Washington di omettere «verità storiche» fondamentali, tra cui le «molteplici denunce formali» presentate dall'isola al Dipartimento di Stato, alla FAA e all'ICAO riguardo alle «oltre 25 violazioni gravi e deliberate» dello spazio aereo cubano commesse dall'organizzazione tra il 1994 e il 1996. L'Avana ricorda inoltre di aver emesso «avvertimenti pubblici e ufficiali» e trasmesso «messaggi di allarme direttamente al presidente degli Stati Uniti» sulla gravità e le possibili conseguenze di tali trasgressioni.
Secondo il governo cubano, la risposta all'abbattimento è stata «un atto di legittima difesa, protetto dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago sull'aviazione civile internazionale del 1944 e dai principi di sovranità aerea e proporzionalità». La nota sottolinea con ironia che gli stessi Stati Uniti, «vittima dell'uso dell'aviazione civile a fini terroristici, non consentono né consentiranno lo stupro ostile e provocatore di aeromobili stranieri sul loro territorio».
L'Avana accusa inoltre l'amministrazione americana di «complicità» con la pianificazione di azioni terroristiche contro Cuba, definendo «di grande cinismo» l'accusa formulata «dallo stesso governo che ha ucciso circa 200 persone e distrutto 57 imbarcazioni nelle acque internazionali dei Caraibi e del Pacifico» con uso sproporzionato della forza.
Le accuse statunitensi si basano su un precedente caso legale avviato nel 2003, ma la loro pubblicazione ora – in un clima di già alta tensione tra Washington e L'Avana – stanno scatenando tutta la forza del sistema giudiziario penale statunitense contro l'ex presidente cubano. Non è irrealistico pensare, visti anche i continui proclami aggressivi di Trump e il dente avvelenato di Marco Rubio, che questa incriminazione faccia da preludio per una possibile azione militare volta a rimuovere fisicamente Castro dal paese e a destabilizzare il Paese, in modo simile al caso di Nicolás Maduro, la cui incriminazione fu utilizzata per giustificare un'operazione militare a Caracas lo scorso gennaio, con il consequenziale sequestro – in barba a ogni principio di diritto – del legittimo presidente del Venezuela e allo stop di fatto imposto alle politiche chaviste.


